FTSEMIB: accumulazione o distribuzione?


Il mercato azionario europeo ha registrato una svolta positiva dopo i dati USA deludenti, alimentando speranze di tagli ai tassi. Le dichiarazioni ottimistiche di Christine Lagarde hanno influenzato il sentiment, ma le tensioni geopolitiche consigliano cautela. Gli investitori rimangono attenti agli sviluppi futuri tra dinamiche economiche e geopolitiche.


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Il venerdì scorso, i mercati azionari europei hanno registrato una performance positiva, interrompendo una serie di tre giorni di perdite. Questo rialzo è stato alimentato dai dati economici statunitensi, che hanno alimentato negli investitori una maggiore speranza di tagli ai tassi da parte della Federal Reserve e delle altre banche centrali. I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono infatti scesi inaspettatamente, suggerendo la possibilità che l'inflazione continui a diminuire e che la Federal Reserve possa considerare tagli ai tassi nel corso dell'anno. In risposta, i rendimenti dei titoli di stato europei hanno registrato una diminuzione, in sintonia con le aspettative di futuri tagli da parte della Banca Centrale Europea (BCE).

Le dichiarazioni ottimistiche della presidente della BCE, Christine Lagarde, hanno ulteriormente influenzato il sentimento del mercato. La Lagarde ha indicato che, in assenza di ulteriori scosse o dati inaspettati, i tassi di interesse dovrebbero stabilizzarsi e, in caso di successo nella lotta contro l'inflazione, potrebbero persino iniziare a diminuire quando l'inflazione raggiungerà il 2%. Tuttavia, ha sottolineato che la tempistica esatta di tale mossa resta incerta.

Nonostante questa ondata di ottimismo, le preoccupazioni geopolitiche sono rimaste un elemento di cautela per gli investitori. Gli attacchi da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito ai ribelli Houthi nel Mar Rosso hanno generato incertezza, influenzando i mercati e mantenendo l'attenzione focalizzata sugli sviluppi internazionali. Questo scenario ha influenzato i prezzi del petrolio, con il Brent che ha registrato un aumento del 1,82% durante la settimana, raggiungendo i 80,1 USD al barile, mentre il petrolio greggio ha segnato un aumento dell'1,03%, toccando i 74,5 USD al barile nel pomeriggio di venerdì, alimentando di fatto la preoccupazione di una nuova spirale inflazionistica.

In conclusione, mentre il mercato europeo sembra rispondere positivamente alle speranze di tagli ai tassi e alle dichiarazioni di Lagarde, la persistenza delle tensioni geopolitiche richiede una valutazione attenta delle future dinamiche di mercato. Gli investitori rimangono in attesa di ulteriori sviluppi, consapevoli che la combinazione di fattori economici e geopolitici continuerà a plasmare l'andamento dei mercati nelle prossime settimane.

Graficamente il FTSEMIB si trova in una fase laterale, a ridosso di una trendline di lungo periodo, che persiste da inizio dicembre. Rimane importante capire se si tratterà di accumulazione o distribuzione. La rottura verso l’alto della fase di congestione attuale (ossia la rottura e mantenimento di area 30.700) porterebbe i compratori ad aprire nuove posizioni fino ad area 32.000. La rottura verso il basso (in area 30.000) potrebbe portare l’indice a testare area 29.600 e successivamente area 28.700.

Su timeframe giornaliero i prezzi si mantengono al di sopra della EMA a 200 periodi.

Su timeframe giornaliero: 3 indicatori tecnici su 18 sono rialzisti, 4 ribassisti e 11 neutrali.

Su timeframe orario il FTSEMIB lateralizza in una banda ancora più ristretta.

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