Future di Wall Street a picco, balzo della volatilità

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Nel premarket scendono di più le società legate ai viaggi e salgono quelle collegate al petrolio ed alle materie prime. In Ucraina è guerra aperta. Oro +3,5%, Petrolio +8%. Gas +32%


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Brent a 104 dollari il barile, oro in rialzo del 3,5%

Anche se da settimane il confine tra Russia ed Ucraina diventava ogni giorno più caldo, l’attacco frontale e su larga scala delle truppe di Mosca sembra aver colto di sorpresa il mercato.
Il Vix, l’indicatore della volatilità delle opzioni, ha aperto intorno a 37, livelli che nella storia recente hanno segnalato un forte stress. Il future del Nasdaq è in calo del 3%, il future del Dow Jones del 2,2%, poco dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici. Nessuna sorpresa dalle nuove richieste di disoccupazione ed anche dal dato sul Pil del quarto trimestre. A mercati aperti escono i dati sulle vendite di case nuove e l’indice della Fed di Kansas City.
Il petrolio Brent è in rialzo dell’otto per cento a 104 dollari il barile. Il WTI tratta a 99 dollari. Il prezzo del gas per l’Europa vola a 125 euro megawattora, in rialzo del 30%. In dicembre, all’inizio della crisi del gas, con un inverno in quel momento molto rigido, il prezzo era volato a 180 euro/megawattora. La corsa ai beni rifugio premia l’oro, in rialzo del 3,5%, e boccia il bitcoin, in calo del 6% come se fosse un qualunque asset ad alto rischio. Anche se il rally delle materie prime porterà molto probabilmente ad un aumento dell’inflazione e a un rialzo dei tassi, i rendimenti delle obbligazioni scendono, in quanto prevale oggi il valore difensivo. Il buono del Tesoro degli Stati Uniti scende di undici punti base rispetto a ieri a 1,87%.
Il rublo russo perde il 5%, la lira turca il 3%, lo zloty polacco il 3% e la corona svedese il 2%. Si svaluta anche il franco svizzero (-0,5%). L’indice del dollaro è in rialzo dell’uno per cento, una delle variazioni giornaliere più ampie degli ultimi mesi.

Ucraina

La Russia e' pronta a tenere negoziati con la leadership ucraina sul suo status neutrale e sulla promessa di non ospitare armi sul suo territorio: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta Interfax. "Il presidente russo, Vladimir Putin ha espresso la sua visione su cio' che ci aspetteremmo dall'Ucraina per risolvere questi problemi concettualmente di 'linea rossa'. Si tratta del suo status neutrale e del rifiuto di ospitare armi", ha detto Peskov aggiungendo che "la domanda e' se la leadership dell'Ucraina e' pronta a parlare di questo.

Instabilità

Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia consiglia cautela, soprattutto sulle azioni, “poiché vediamo alcune commodity salire notevolmente e alcuni titoli azionari scendere vertiginosamente: siamo di fronte ad una giornata caratterizzata da una fortissima instabilità”, si legge in una nota di oggi pomeriggio. Ma non mancano le opportunità, che “potrebbero presentarsi soprattutto tra le materie prime energetiche petrolio e gas, metalli alluminio, palladio e platino e soft commodities grano mais semi di soia e olio di soia”.

Borsa di Milano

Diodovich si occupa nella nota di Piazza Affari: “la rottura dei 25000 punti per il FTSE Mib, e se si dovesse tornare sotto questa soglia si potrebbero creare i presupposti per ulteriori ribassi con target a 24850 e 24500. Le azioni che la comunità internazionale intraprenderà contro la Russia determineranno lo scenario dei prossimi giorni: escalation del conflitto, sanzioni troppo pesanti e l’ipotizzata esclusione della Russia dal sistema di pagamenti internazionali SWIFT penalizzerebbe molto il mercato azionario ed il settore bancario italiano, motivo per cui l’Italia è la più tiepida nei confronti di eventuali sanzioni. Sui mercati, potremmo considerarci all’interno di un ambiente in ripresa solo se superiamo i 26000 punti, ma al momento siamo di fronte ad uno scenario fortemente ribassista”.

Tra i titoli segnaliamo

Nel pre market salgono le società del settore energy e scendono quelle dei viaggi e degli spostamenti.

Chevron +3%, Exxon Mobil +3%. Boeing -4%.

Alibaba -7% dopo la presentazione dei dati del trimestre. I ricavi sono stati pari a 38 miliardi di dollari, in rialzo del 10% anno su anno. L’utile si è attestato a 3,2 miliardi di dollari. I primi sono di poco sotto le aspettative ed il secondo è meglio delle attese del consensus.


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