Future di Wall Street incerti dopo i record di ieri


L’apertura dell’ultima seduta settimanale alla Borsa di New York si preannuncia intorno alla parità e gli indici potrebbero rifiatare dopo i nuovi massimi toccati alla chiusura di ieri, sospinti dalle previsioni ottimistiche sui tassi di interesse.


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Wall Street debole

Wall Street in pausa dopo i nuovi record toccati ieri dai tre principali indici statunitensi grazie alle previsioni ottimistiche di Micro Technology e ai tre tagli dei tassi di interesse prospettati in settimana dalla Federal Reserve.

Dopo una mattinata passata sopra la parità, i future sul Nasdaq virano in negativo e cedono lo 0,30% quando manca circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni ufficiali, cedendo di più rispetto ai contratti sullo S&P500 (-0,20%) e a quelli sul Dow Jones (-0,10%).

Il dollaro continua a guadagnare rispetto alle principali valute e la coppia EUR/USD scende a 1,0817 (-0,40%). In calo (-0,70%) anche l’oro (2.168 dollari l’oncia) e il Bitcoin (-4%), sceso a 64.400 dollari.

Torna l’appetito al rischio

L'appetito al rischio si è riacceso dopo la riunione infrasettimanale della Fed che ha alimentato le speranze di un atterraggio morbido per l'economia statunitense e l’avvio dell’allentamento monetario. A questo si è aggiunta la mossa a sorpresa della Banca nazionale svizzera e un atteggiamento più accomodante da parte dei banchieri della Banca d’Inghilterra.

"La Fed ha inviato un messaggio piuttosto chiaro all'inizio di questa settimana: una certa resilienza nei dati sull'attività non costituirà un ostacolo ai tagli finché l'inflazione mostrerà uno slancio al ribasso”, spiega in una nota lo stratega di ING, Francesco Pesole.

“La probabilità che una recessione non arrivati fornisce sostiene i mercati”, secondo Max Wolman, direttore degli investimenti presso Abrdn, aggiungendo che “gli investitori erano troppo ottimisti sui tagli dei tassi, e, dopo averlo scontato, il mercato vede ora tre tagli quest’anno come più realistici”.

Previsioni sui tagli

Secondo lo strumento FedWatch del CME, i trader ora vedono una probabilità del 70% che il primo taglio dei tassi avvenga a giugno, in aumento dal 56% all'inizio di questa settimana.

Gli analisti di Morningstar prevedono cinque tagli dei tassi entro la fine dell’anno. “In base alle nostre ipotesi, che indicano per fine anno un tasso di riferimento (federal fund rate) nel range tra il 2,25% e il 2,50%, ci aspettiamo che la Fed opererà un taglio dei tassi di interesse molto più forte di quanto attualmente sostenga di fare nel 2024 e nel 2025”, scrivono gli esperti.

Attualmente, il tasso di riferimento si colloca in una fascia obiettivo del 5,25%-5,50%, dopo l’aumento di 500 punti base registrato tra il marzo del 2022 e il luglio del 2023, il più grande aumento in quattro decenni.

La Fed “valuta che il tasso di riferimento si trovi in ‘territorio restrittivo’, il che significa che i tassi sono al di sopra dei livelli normali, al fine di raffreddare l'attività economica e ridurre l'inflazione. Una volta che l'inflazione sarà tornata sul livello target del 2%, i tassi di interesse dovrebbero essere avvicinati ai livelli ‘neutrali’ di lungo periodo, che i membri del FOMC valutano attualmente intorno al 2,6%”, concludono da Morningstar.

Notizie societarie e pre-market USA

Tesla (-3%): ha ridotto la produzione di auto nel suo stabilimento in Cina, secondo quanto riporta Bloomberg News riducendo la produzione del SEV Model Y e della Model 3 dell'impianto di Shanghai a cinque giorni rispetto alla routine di 6 giorni e mezzo.

Nike (-6%): prevede ricavi nel primo semestre del 2025 in calo a una sola cifra, a seguito del piano di risparmio di 2 miliardi di dollari, che prevede la riduzione della fornitura di prodotti poco performanti e il miglioramento della catena di approvvigionamento.

FedEx (+12%): utile rettificato per il trimestre chiuso il 29 febbraio salito a 966 milioni di dollari, o 3,86 dollari per azione, superando le stime medie degli analisti di 41 centesimi per azione (dati LSEG).

Lululemon Athletica (-8%): ricavi dell'anno fiscale 2024 tra 10,70 e 10,80 miliardi di dollari, rispetto alle stime di 10,90 miliardi di dollari (dati LSEG), ed eps diluito tra i 14 e i 14,20 dollari per azione, rispetto alle stime di 14,13 dollari.

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