Future di Wall Street intorno la parità, petrolio ancora ai massimi di tre settimane

Future di Wall Street intorno la parità, petrolio ancora ai massimi di tre settimane

Incertezza prima del suono della campanella che indica l’avvio delle trattative della borsa di New York, con i timori di nuove strette monetarie da parte della Federal Reserve sempre nella mente degli investitori.

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Apertura nell’incertezza

Wall Street incerta prima dell’apertura della borsa di New York, dopo lo stop al rally arrivato ieri a seguito di due sedute consecutive in verde.

Oggi i future sui principali indici scambiano intorno la parità, dopo cali della mattinata che avevano caratterizzato i contratti sia sul Dow Jones, che sullo S&P 500 e sul Nasdaq.

Nei mercati valutari, il dollaro guadagna lo 0,3% contro un paniere di valute principali e si attesta a 111 punti, dopo essere salito dello 0,7% durante la notte grazie ai commenti da falco dei funzionari della Fed.

I rendimenti dei Treasury statunitensi sono rimasti per lo più stabili dopo il balzo della notte: il decennale quota 3,769% (+0,20%) e il biennale resta a 4,1541% (+0,10%).

Leggera salita per l’oro, arrivato a 1.724 dollari l’oncia.

Petrolio

L’accordo dell’Opec+ sul taglio alla produzione per 2 milioni di barili al giorno mantiene il petrolio ai massimi di tre settimane toccati ieri, con il Brent a 93,40 dollari e il WTI a 87,80, alimentando ancora i timori legati all’inflazione.

Allo stesso tempo, però, i maggiori costi dell’energia contribuiscono a frenare l’economia, limitando la domanda, in linea a quanto la Federal Reserve spera di ottenere attraverso il suo percorso di strette monetarie.

L’importanza dei dati macro

Prima dell’apertura di Wall Street l’indice Initial Jobless Claims, che misura il numero di persone che per la prima volta nella settimana hanno richiesto l’indennità di disoccupazione, indicava 219 mila nuove domande, dato superiore alle attese (203 mila) e a quello precedente (190 mila).

Ieri il rapporto nazionale sull’occupazione dell’ADP aveva mostrato a settembre un aumento maggiore di quanto stimato e l’Institute for Supply Management ha riferito che il settore dei servizi si è ridotto meno del previsto a settembre e l'occupazione è aumentata.

“L’ottimismo che ha sostenuto i mercati finanziari all'inizio della settimana è diminuito, poiché i dati degli Stati Uniti hanno continuato a sottolineare la necessità di un’ulteriore e decisiva azione politica della banca centrale”, spiegano gli analisti di ANZ.

Nelle scorse ore, nuovi segnali da falco erano arrivati dal Presidente della Federal Reserve di San Francisco, Mary Daly, il quale ha sottolineato ancora una volta l’impegno della banca centrale degli Stati Uniti a contenere l’inflazione con ulteriori aumenti dei tassi di interesse, sebbene abbia anche affermato che la Fed non si limiterà ad andare avanti se l'economia inizia a cedere.

Il suo collega di Atlanta, Raphael Bostic, ha avvisato che la lotta della Federal Reserve contro l’inflazione è probabilmente “ancora agli inizi”.

Domani il market mover saranno i numeri sulle nuove buste paga non agricole negli Stati Uniti, attese a oltre 250 mila dagli analisti intervistati da Reuters, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe restare stabile a 3,7%.

“L’attenzione è ora tutta concentrata sul rapporto sul mercato del lavoro di settembre: il mercato deve prepararsi a un numero forte”, avvisano da ANZ.

Citigroup e l’azionario USA

Nel frattempo, gli analisti di Citigroup hanno confermato il rating overweight sui titoli azionari statunitensi, mentre restano ‘neutral’ sugli emergenti e sull’Europa, con ‘underweight’ per Giappone e Australia.

Le previsioni della banca vedono l’indice MOSCI All-Country World Equity Index, indicatore per l’azionario mondiale, in crescita del 18% a fine 2023, nonostante il permanere di “notevoli rischi” sulle azioni.

Se “gli Stati Uniti (16x) rappresentano ancora il mercato più caro, aumentando l’attrattiva per il reddito fisso, rimangono ancora l’unico mercato sviluppato in cui le obbligazioni a 10 anni rendono più delle azioni”.

L’azionario resta ‘imbrigliato’ su previsioni sugli utili “troppo elevate”, visti il +10% per il 2022 e il +6% al 2023 dell’MSCI AC World, mentre Citi prevede una contrazione del 5% nel corso del prossimo anno.

“Ricordiamo che la flessione media degli EPS nelle ultime tre grandi recessioni degli utili globali è stata del 31%. Le previsioni dei mercati più ciclici (Giappone, Europa) appaiono più vulnerabili, sebbene la debolezza delle rispettive valute possa contribuire a limitare i danni. I settori ciclici sono i più esposti, mentre le previsioni nei per i titoli difensivi tradizionali dovrebbero rivelarsi più resilienti”, concludono da Citi.

Notizie e principali movimenti nel pre-market USA

Ford (-0,30%): ha aumentato il prezzo del suo F-150 Lighting Pro modello 2023 di quasi l’11%, cercando così di attutire le conseguenze dei problemi della catena di fornitura degli alti livelli dell’inflazione, avvertendo che i problemi di approvvigionamento continueranno a pesare sulle vendite future.

Tesla (-0,50%): fallita la trattativa tra Elon Musk e fondi Apollo Global Management Inc. e Sixth Street Partners, finalizzate al finanziamento dell’acquisto di Twitter da 44 miliardi di dollari da parte dell’ad della casa automobilistica.

Peloton (+0,20%): annunciato il taglio del 12% della sua forza lavoro, quarta riduzione di personale da inizio anno.

Conagra Brands (+0,20%): fatturato di 2,9 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale rispetto ai 2,85 miliardi previsti da Refinitiv e previsioni di vendite nette tra il 4% e il 5% nell’anno fiscale 2023, in considerazione di livelli inflazionistici attesi “moderati”.

Raccomandazioni analisti

Mastercard

RBC Capital Markets: ‘buy’ e prezzo obiettivo ridotto da 417 a 400 dollari.

Goldman Sachs: ‘buy’ e target price diminuito 465 dollari a 425 USD.

Visa

Goldman Sachs: ‘buy’ e prezzo obiettivo che passa da 283 USD a 267 dollari.

Hasbro

Stifel Nicolaus: ‘buy’ e target price ridotto a 84 USD dai precedenti 99 dollari.

Fedex

JP Morgan: ‘neutral’ e prezzo obiettivo fermo a 192 dollari.

Citigroup

Oppenheimer: ‘buy’ e target price da 92 USD a 83 dollari.

Morgan Stanley: ‘sell’ e prezzo obiettivo da 46 a 44 USD.

Bank of America

Oppenheimer: ‘buy’ e target price a 48 dollari dai precedenti 50 USD.

Morgan Stanley: conferma ‘neutral’ conferma e prezzo obiettivo diminuito da 40 a 36 USD.

JP Morgan

Morgan Stanley: ‘sell’ e prezzo obiettivo lievemente ridotto a 126 USD dai 127 dollari precedenti.

Pinterest

Goldman Sachs: alzato rating da ‘neutral’ a ‘buy’, con prezzo obiettivo rivisto da 24 USD a 31 USD.

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