Future europei positivi in attesa del discorso di Powell

Powell dirà al mercato quello che non vuole sentirsi dire, ma non è una novità e in gran parte gli investitori scontano già il peggio. Tech cinesi in rialzo sul via ai colloqui tra Pechino e Washington per evitare il delisting delle società cinesi quotate a New York.
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Come ogni grande appuntamento che si rispetti, il discorso di Jerome Powell oggi a Jackson Hole è stato anticipato da molta attesa e indiscrezioni, tanto che ormai il mercato ha già scontato il peggio e ora è difficile aspettarsi che le parole del presidente della Federal Reserve possano avere forti impatti.
Iniziamo dalla tempistica, il discorso è atteso alle 16 ora italiana, quando i mercati europei hanno davanti a loro un’ora e mezza prima della chiusura delle contrattazioni, un tempo sufficiente per reagire ma neanche troppo. Ad avere maggior tempo per digerire le parole di Powell sarà il mercato Usa, poi il week end sarà in grado di annacquarne la portata.
Le indiscrezioni
Lo scorso anno, il numero uno della Fed, Jerome Powell, annunciò proprio in questa occasione il cambio di rotta da falco della banca centrale americana.
Ieri due membri del board della Federal Reserve, Esther George e Patrick Harker, hanno in qualche modo anticipato che oggi Jerome Powell non dirà ai mercati quello che i mercati vorrebbero tanto sentirsi dire.
Sono mesi che Powell dice ai mercati quello che non vogliono sentirsi dire e, sinceramente, non oggi gli investitori si aspettano qualcosa di diverso. I dati macro sono sotto gli occhi di tutti: il Pil scende e l’inflazione sale, come a dire che nonostante la debolezza economica le spinte per un rialzo dei prezzi persistono. In una parola sola Powell ammetterà che l’economia è entrata in una situazione di stagflazione.
Alle indiscrezioni ieri i mercati hanno reagito bene, con S&P500 che ha chiuso in rialzo dell’1,4% ed il Nasdaq l’1,7%.
Jackson Hole potrebbe non essere uno "shock di mercato negativo perché le aspettative sono da falco mentre l'esposizione è ancora bassa", ha affermato Dennis DeBusschere, fondatore di 22V Research.
Future e listini asiatici in rialzo
I future sulle Borse europei sono positive con l’indice Euro Stoxx 50 in rialzo dello 0,5% in rosso invece quelli di Wall Street che arretrano dello 0,2%. Bene gli indici asiatici.
In Asia. Nikkei di Tokyo +0,6%,. CSI 300 +0,2%. L’Hang Seng di Hong Kong, in rialzo dello 0,7%. Ancora meglio l’Hang Seng Tech, stamattina +0,5%, +2,4% la settimana. Bse Sensex di Mumbai +0,3%.
A spingere i listini cinesi sono per lo più i titoli tech, che si sono avviati verso un secondo giorno di guadagni dopo che i colloqui tra Pechino e Washington per evitare il delisting delle società cinesi quotate a New York avrebbero mostrato segni di progresso. Dopo una serie di giri di vite normativi in relazione alle quotazioni all'estero, le autorità di regolamentazione cinesi hanno incaricato le principali società di contabilità di prepararsi a portare i documenti di revisione delle società cinesi quotate negli Stati Uniti a Hong Kong, dove potranno essere esaminati da funzionari statunitensi, secondo quanto riferito da alcune fonti a Bloomberg.
Obbligazioni
Secondo i dati di S&P Global Market Intelligence, le scommesse degli investitori contro i titoli di Stato italiani sono ai massimi dal 2008, a testimonianza dei crescenti timori per le prospettive economiche e politiche del Paese, si parla di circa 39 miliardi short.
Ma non si tratterebbe di un attacco isolato all’Italia, quanto più all’intera Europa, le posizioni short sulle obbligazioni europee sono pari a 382 miliardi, ai massimi dal 2008. Sul Paese pesa l'incertezza politica sul post-Draghi. Le scommesse al ribasso sono legate ai timori sulle conseguenze della guerra e alla crisi legata al gas. Ma anche alla forza della Bce e del suo scudo anti-spread.
Sembra che gli hedge short non vogliano dare retta al vecchio detto never against central bank. Vedremo, oggi intanto il decennale italiano rende il 3,53%, leggermente inferiore rispetto all’apertura di ieri, con uno spread sul cugino tedesco di 221, il bund a dieci anni, infatti rende, l’1,32%.
BCE
Toni aspri, come atteso, anche dalla Bce nelle minute dell'ultimo board di luglio diffuse ieri, mentre il rincaro dell'energia surriscalda l'indice dei prezzi al consumo dell'eurozona ad un ritmo (8,9%) oltre quattro volte il target della banca centrale (2%).
Francoforte potrebbe iniziare presto a ragionare sulla fine dei reinvestimenti di liquidità in scadenza nel suo programma App da 3.300 mld di euro, ma la decisione, hanno detto a Reuters fonti vicine al dossier, non è urgente ed è improbabile che venga presa al prossimo consiglio, in calendario l'8 settembre.
Per quell'occasione il mercato prezza pienamente un incremento dei tassi di mezzo punto percentuale, per un aumento complessivo di circa 100 punti base entro ottobre, un inasprimento significativo stanti i venti recessivi che soffiano sul blocco, più sensibile rispetto agli Usa alle conseguenze economiche del conflitto russo-ucraino.
Dati Macro
Dopo un Ifo debole, ieri, sul sentiment delle imprese tedesche, l'indice sulla fiducia dei consumatori e' risultato in calo ben sotto le attese oggi - a quota -36,5 in settembre dal -31,8 stimato - mentre la prima economia europea si avvia a subire una contrazione nel terzo trimestre.
Negative sono le stime degli analisti anche per gli indici di fiducia italiani, manifattura e consumatori, che Istat diffondera' questa mattina, visti rispettivamente in calo a 104,4 e 92,5 rispetto al mese scorso.
Oltreoceano, occhi al dato di luglio dell'indice dei prezzi Core PCE, particolarmente monitorato dalla Fed, con un consensus pari a 0,3% m/m e 4,7% a/a, in lieve rallentamento dal 4,8% precedente. A seguire, la lettura finale per agosto della fiducia consumatori Usa elaborata dall'Università del Michigan.
Cambi
Il dollaro è salito quest'anno ai massimi degli ultimi due decenni e sono ancora in molti a scommettere che abbia le gambe per continuare a correre, grazie ad una Fed falco e ad un'economia che dovrebbe mantenersi solida rispetto a quella degli altri principali Paesi, secondo gli analisti.
Il biglietto verde ha guadagnato il 13,5% da inizio anno rispetto a un paniere di sei valute e si avvia alla sua miglior performance in un quarantennio, mentre l'euro ha lasciato sul terreno circa il 12% portandosi al di sotto della parità, un livello mai toccato in due decenni.
Il cambio euro/dollaro vale 0,9958 (in calo di 0,16%); il cambio euro/yen 136,26 (in rialzo di 0,09%) mentre il dollaro scambia a 136,79 su yen (in rialzo di 0,21%).
Materie prime
Il Brent viaggia in rialzo di 66 cent a 100 dollari il barile e quello sul Nymex di 66 cent a 93,18 dollari.
La produzione cinese di carbonato di litio e idrossido, utilizzati per produrre batterie ricaricabili, potrebbe diminuire del 12% questo mese a causa del Sichuan siccità-power crunch indotto, secondo analisi di Orazio Chan di Bloomberg Intelligence. La Cina rappresenta circa il 60% della produzione mondiale di litio raffinato.
Ieri dei ricercatori del Mit hanno fatto sapere di essere in grado di sviluppare batterie con zolfo e alluminio in grado di sostituire quelle al litio. La produzione di massa va testata e ci vorrà qualche anno.
Titoli a Piazza Affari
Il 22 agosto, l’a.d. di Tim, Pietro Labriola ha comprato mezzo milione di azioni, tre giorni prima ne aveva acquistate un milione. Fratelli d'Italia vuole che Cdp assuma il controllo dell'ex monopolio telefonico e gestisca la sua rete. Lo ha detto in una intervista a Reuters la leader del partito Giorgia Meloni, favorita per succedere a Mario Draghi a Palazzo Chigi con le elezioni di settembre, specificando che l'obiettivo è una rete di proprietà pubblica non verticalmente integrata. Intervistata da Reuters Giorgia Meloni ha escluso che il governo possa assumere il pieno controllo dei gruppi energetici nazionali (Enel, Eni) visto anche che le due società stanno ottenendo grandi successi nella loro attuale struttura. Le esportazioni in Usa del nuovo greggio messicano, sotto la guida di Eni, stanno aumentando, secondo i dati di Refintiv Eikon, in quanto i raffinatori statunitensi lo ritengono un sostituto adeguato del petrolio russo sanzionato e un prodotto analogo alle miscele nazionali.
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