L'Europa possiede la Groenlandia e tanti Treasury

Il future dell’S&P500 di Wall Street, ieri chiusa per festività, segna un calo dello 0,9%. Il mercato secondario dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti ha riaperto con vendite diffuse: il tasso di rendimento del decennale sale ai massimi degli ultimi quattro mesi a 4,26%.
In Giappone le obbligazioni si indeboliscono, con il tasso di rendimento del titolo a 40 anni salito al 4% per la prima volta dall'introduzione dei titoli nel 2007.
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Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso all’indomani della peggior seduta degli ultimi due mesi, il future dell’indice Dax di Francoforte perde lo 0,2%. Ieri l’Eurostoxx 50 ha chiuso in ribasso dell’1,3%. Il future dell’S&P500 di Wall Street segna un calo dello 0,9%.
BOND
Il mercato secondario dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti ha riaperto con vendite diffuse: i tasso di rendimento del decennale sale ai massimi degli ultimi quattro mesi a 4,26%. Il piano del presidente Donald Trump di imporre dazi su alcuni paesi europei nell'ambito di un'offerta per l'acquisizione della Groenlandia ha riacceso i dubbi sull'imprevedibilità delle politiche della sua amministrazione. Anche in Giappone le obbligazioni soffrono, con il tasso rendimento a 40 anni salito al 4% per la prima volta dall'introduzione dei titoli nel 2007. All’indomani dell’annuncio dello scioglimento del parlamento, un’asta di titoli di Stato giapponesi a 20 anni ha registrato una domanda inferiore alla media dei 12 mesi, alimentando il clima di cautela.
Si indeboliscono in Asia anche le obbligazioni australiane e neozelandesi.
”Il segmento a lungo termine delle curve dei titoli sovrani globali appare fragile", ha affermato Andrew Ticehurst, senior rates strategist presso Nomura Australia Ltd. a Sydney.
Permangono anche le incertezze sull'indipendenza della Federal Reserve, mentre circolano sempre di più le indiscrezioni sul fatto che Rick Rieder, uno dei manager di punta di BlackRock, possa essere il prossimo presidente della Fed.
L’indice del dollaro, un indicatore della forza della valuta degli Stati Uniti rispetto a un basket di sei monete di riferimento, è in calo dello 0,5%.
EFFETTO GROENLANDIA SUI MERCATI
Commento di eBury. “Nel classico stile trumpiano, il 47° presidente americano ha ancora una volta sconvolto le relazioni commerciali globali nel fine settimana, minacciando di imporre nuovi dazi su otto paesi europei che si oppongono al suo progetto di acquisizione della Groenlandia.
Come sappiamo, Trump ha già utilizzato in passato queste minacce tariffarie come tattica negoziale e strumento diretto per ottenere ciò che vuole sulla scena globale. Eppure, la Danimarca non ha chiaramente interesse a vendere, né i paesi europei suoi pari sembrano disposti a cedere alle richieste di Trump.
Questa volta, la reazione iniziale del mercato valutario è stata contenuta e non stiamo ancora vedendo segnali che il trend "sell America" sia tornato in pieno vigore.
L’EUROPA PREPARA LA RISPOSTA A TRUMP
La risposta estrema a Trump sulla Groenlandia è pronta, sono i controdazi da 93 miliardi messi in freezer l’estate scorsa, pronti a essere scongelati, senza un nuovo intervento dell’Ue, automaticamente dal 7 febbraio. L’Ansa scrive che rispetto al recente passato, sul dossier Groenlandia c’è una maggiore unità dei 27, trainati da un'irritazione in costante crescita nei confronti dell'alleato americano. Parlare di rottura, tuttavia, resta un tabù. A Bruxelles nessuno (o quasi) ritiene che convenga andare allo scontro totale con Washington. Da qui a giovedì sera una girandola di contatti e incontri servirà a delineare l'entità della risposta europea. Decisivi, di certo, saranno gli incontri che il presidente americano avrà a Davos. Nel quartier generale comunitario si aspettano uno ‘one man show' in pieno stile Trump ma per Bruxelles conterà soprattutto quanto emergerà dagli incontri lontano da riflettori. Non a caso il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha scelto di convocare il summit straordinario dei 27 giovedì a partire dalle 19, di modo che diversi leader - inclusa Ursula von der Leyen - possano sedersi al tavolo dopo aver tastato in prima persona le intenzioni della Casa Bianca.
Deutsche Bank in un report ricorda che: "L'Europa possiede la Groenlandia e tanti Treasury", come a dire che come già sta facendo la Cina, se anche l'Europa dovesse mettere sul mercato i suoi Treasury, ci sarebbero scossoni importanti per l'economia americana, un'arma davvero letale.
L’ECONOMIA DEGLI STATI UNITI ACCELERA
Dal Liberation Day, le previsioni di crescita del consensus relative agli Stati Uniti e alle altre economie avanzate sono state ripetutamente riviste al rialzo, sia per il 2025 che per il 2026. Fitch prevede per l’anno in corso un incremento del 2,1%, dal +1,9% di qualche mese fa.
La stima del modello GDPNow della Federal Reserve di Atlanta per la crescita reale del PIL del quarto trimestre del 2025 è stata portata al 5,3% il 14 gennaio, in aumento rispetto al 5,1% del 9 gennaio. Le previsioni a breve termine relative alla crescita reale della spesa per consumi personali, la voce più importante, sono salite al 3,1% dal 3%. Queste indicazioni spingono UBS Asset Management a ritenere che la previsione di una crescita del 2% nel 2026 sia eccessivamente prudente.
Evan Brown e Meena Bassily, rispettivamente Head of Multi-Asset Strategy e Multi-Asset Strategist concordano con quanto ha espresso la FED a inizio dicembre, ovvero, che la spesa in conto capitale, ma soprattutto gli investimenti in AI, sono elementi non sufficientemente presi in considerazione: “Riteniamo che la prospettiva di un regime di maggiore produttività – in grado di generare utili aziendali reali più consistenti e aumentare i redditi reali – rappresenti un rischio al rialzo per prospettive già solide”.
Passando dal quadro economico al quadro degli investimento, UBS Asset Management parla di un anno iniziato “su basi solide”, in quanto i bilanci delle aziende sono sani, ci sono segnali di miglioramento nel settore manifatturiero e la legislazione fiscale statunitense approvata la scorsa estate dovrebbe generare nei prossimi mesi un aumento di 55 miliardi di dollari del reddito disponibile negli Stati Uniti, attraverso sgravi fiscali. Questi elementi pareggiano il rallentamento della crescita complessiva del reddito, derivante dalla riduzione dell’immigrazione e della domanda di manodopera. Con i consumatori che ricevono un aiuto dal governo e le aziende che continuano a investire, il mercato azionario sembra destinato a proseguire la sua marcia in avanti nonostante le prospettive di una crescita dell'occupazione che resta contenuta”.
UTILI SOCIETARI
Con l’avvio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti, si torna a guardare alle attese degli analisti sugli utili delle società “Per 2026, le stime indicano un avvio d’anno caratterizzato da aspettative di crescita ancora solide, in particolare nei Mercati Emergenti. Le previsioni per l’Europa restano più moderate, ma nel complesso gli analisti stimano una crescita degli utili a doppia cifra in tutte e tre le principali aree geografiche considerate, delineando uno scenario tutto sommato ottimistico” scrive in una nota Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.
L’andamento degli utili è importante ma ci sono anche molti altri fattori da tenere in considerazione, uno di questi è quello delle valutazioni. Negli Stati Uniti i multipli prospettici a livello di PE sono vicini ai massimi recenti; “nei Mercati Emergenti e in Europa le valutazioni sono aumentate negli ultimi tre anni, ma rimangono al di sotto dei picchi del 2020-2021 e continuano a offrire uno sconto significativo rispetto al mercato statunitense!, segnala Flax.
BANCA CENTRALE EUROPEA
L'Eurogruppo ha scelto l'outsider: il croato Boris Vujić è stato indicato come prossimo vicepresidente della Banca centrale europea, al posto dello spagnolo Luis de Guindos, il cui mandato scadrà a fine maggio. La scelta politica dei ministri dell'area euro dovrà ora essere formalizzata attraverso l'adozione della raccomandazione da parte del Consiglio e la successiva nomina del Consiglio europeo, previa consultazione della Bce e del Parlamento europeo.
Vujić (61 anni), governatore della banca centrale croata dal 2012, è emerso al termine di una procedura che ha visto progressivamente ridursi la rosa dei sei candidati iniziali e che ha richiesto un ampio consenso politico tra i Paesi dell'Eurozona. Per la nomina del vicepresidente della Bce al Consiglio è necessaria una maggioranza qualificata rafforzata dei Paesi dell'area euro, con almeno il 72% degli Stati membri (almeno 16 su 21). La sua designazione contribuisce anche a riequilibrare la rappresentanza geografica nel board della Bce, con un ingresso anche altamente simbolico, visto che entra l'esponente di uno degli ultimi Stati entrati nell'Eurozona (la Croazia dal 2023, l'ultima è la Bulgaria entrata quest’anno).
TITOLI
Banca Monte Paschi. Il Tesoro è favorevole ad un nuovo mandato all'AD Luigi Lovaglio in occasione del rinnovo del board ad aprile, hanno detto due fonti a conoscenza della questione. Via XX Settembre, azionista con una quota residua del 4,9% della banca, non sosterrebbe alcuna lista di candidati al consiglio che preveda un AD alternativo, ha aggiunto una delle fonti, precisando che Roma sarebbe invece favorevole alla nomina di alcuni nuovi consiglieri.
Il Gruppo Caltagirone manterrà il silenzio e non si esprimerà prima dell'assemblea del 4 febbraio per non influenzare le decisioni in merito del cda, secondo quanto riferisce una nota.
Banco BPM. Attesa per oggi una riunione del Cda per fare il punto sulla modifica dello statuto e per avviare l'iter di presentazione della sua lista per il prossimo rinnovo del board.
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