Generali, Donnet confermato con il 56% dei voti presenti

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L’amministratore delegato uscente è riuscito ad essere confermato alla guida della compagnia del Leone nel corso di un’assemblea odierna molto attesa visto lo scontro tra i grandi soci.


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Donnet confermato

Alla fine Donnet è stato confermato secondo le previsioni. Questo il responso della tanto attesa assemblea dei soci di Generali, ‘terreno di scontro’ di due grandi blocchi composti dai grandi soci della compagnia assicurativa.

La lista presentata dal consiglio uscente ha ottenuto il 55,992% del capitale presente in assemblea, gli ‘oppositori’ hanno ottenuto il 41,73%, mentre la terza lista, quella di Assogestioni, ha racimolato l’1,929%, mancando così il quorum del 5% necessario per entrare in consiglio.

Il numero dei componenti del cda è stato confermato a 13 anche per il prossimo triennio 2022-2024, decisione approvata con il 57,715% del capitale presente, mentre la proposta di 15 membri, presentata da Caltagirone, ha ottenuto il 41,65%.

La “maggioranza si è espressa con chiarezza e senza ambiguità”, dichiarava il ceo di Generali, Philip Donnet, per poi aggiungere che da “domani lavoreremo con impegno e passione maggiori”.

“Se sceglierete la lista proposta dal cda uscente continueremo a perseguire la crescita sostenibile e la creazione di valore per tutti gli stakeholders” e “un dividendo che cresce ogni anno”, aveva dichiarato Donnet rivolgendosi ai soci nel suo intervento in assemblea, dopo aver ricordato che “per la prima volta una delle liste è stata presentata dal cda uscente”.

“Oggi siamo più forti di prima. Sono orgoglioso di questo”, ha sottolineato, aggiungendo che “tutti questi traguardi ci danno solide basi per affrontare le sfide che ci attendono”.

Il nuovo cda

Il presidente uscente, Gabriele Galateri di Genola, ha confermato la validità del voto per il cda secondo le norme “previste dalla legge e dallo statuto sociale”, pertanto il nuovo consiglio risulta così composto:

Lista vincente

Andrea Sironi - indicato come presidente

Philippe Donnet - proposto come amministratore delegato

Clemente Rebecchini

Diva Moriani

Luisa Torchia

Alessia Falsarone

Lorenzo Pellicioli

Clara Furse

Umberto Malesci

Antonella Mei-Pochtler

Lista Caltagirone:

Francesco Gaetano Caltagirone

Marina Brogi

Flavio Cattaneo

L’assemblea dei soci di Generali

L’assemblea si era subito caratterizzata da una grande affluenza nonostante la presenza in remoto dei soci, superiore al 70% mentre un anno fa si era fermata al 51,5%.

Erano presenti di persona il presidente Gabriele Galateri di Genola, il Group CEO Philippe Donnet, il Group CFO Cristiano Borean e il segretario del CdA Giuseppe Catalano.

“Mi sarebbe piaciuto incontrarvi di persona, speriamo di poter riprendere dal prossimo anno”, dichiarava in apertura di lavori il presidente, sottolineando l’importanza di questa giornata, in cui si deciderà il rinnovo del consiglio di amministrazione e il futuro di Generali.

Dalla lettura dei soci erano emerse le nuove partecipazioni rilevanti superiori al 3% del capitale e alla data odierna risultano azionisti rilevanti del Leone di Trieste Mediobanca (17,19%), il gruppo Caltagirone (9,95%), la Delfin di Leonardo Del Vecchio (9,82%), il gruppo Benetton (4,75%).

Le prime decisioni

A metà mattina risultava già approvata con il 68% dei voti la Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, tema sul quale erano previsti due punti all’ordine del giorno, mentre il 16% ha votato contro e il 15% si è astenuto.

Luce verde al bilancio 2021 con l’85% del capitale presente, mentre il 98,9% si è espresso in favore della proposta di destinazione dell’utile 2021.

Le posizioni in campo

La ‘partita’ si era giocata tutta sullo scontro tra la lista e il piano strategico del cda uscente, con Andrea Sironi proposto come presidente oltre alla conferma dell’ad Donnet e appoggiati da Mediobanca, De Agostini e dai fondi istituzionali esteri contrapposti alle proposte del gruppo guidato da Caltagirone, con Claudio Costamagna alla presidenza e Luciano Cirinà come ad.

Fondamentale era l’entità del distacco, viste le ‘promesse’ di ricorsi da parte di Costamagna in caso di sconfitta con un margine inferiore al 6% visto anche il 4,43% del prestito di titoli di Mediobanca e l’1,4% di De Agostini ceduto a termine in scadenza.

Alla luce dei risultati, però, la distanza è stata superiore, in quanto la lista uscente ha ottenuto a suo favore il 39,5% del capitale, mentre quella di Caltagirone si è fermata al 29,4%, secondo calcoli Reuters.

A Piazza Affari, intanto, il risultato ha rallentato l’andamento del titolo Generali, dopo un’apertura in crescita dello 0,80%, tornato intorno la parità quando erano passate circa tre ore dall’avvio e restando appena sopra i 18 euro per azione.


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