Giappone, gli effetti della vittoria del LDP di Takaichi sugli asset rischiosi

La netta affermazione elettorale del Partito Liberal Democratico apre una nuova fase per i mercati giapponesi, tra maggiore propensione al rischio e interrogativi sulla traiettoria di finanza pubblica, yen e politica monetaria. Il successo politico offre al governo piรน margine dโazione su bilancio ed economia, con effetti destinati a riflettersi su azioni, obbligazioni e cambio.
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Super maggioranza e svolta politica
Il risultato elettorale consegna al Partito Liberal Democratico (LDP) una posizione di forza senza precedenti nella camera bassa. Come si legge nel report a cura di Min Joo Kang, economista di ING, lโLDP ha conquistato 316 seggi, che diventano 352 su 465 includendo gli alleati di Ishin, assicurando alla coalizione oltre due terzi dei seggi e la possibilitร di superare eventuali veti della Camera Alta.
LโLDP ottiene cosรฌ non solo la maggioranza assoluta in autonomia, ma anche una super maggioranza parlamentare, rafforzando in modo significativo la leadership della premier Sanae Takaichi. Secondo Kang, questo esito elettorale amplia la libertร decisionale del governo e ne consolida la capacitร di perseguire obiettivi economici e di politica estera, in una fase in cui Tokyo punta a un ruolo piรน centrale e autonomo nello scenario internazionale.
In attesa dei risultati ufficiali, Takaichi รจ intervenuta in televisione per ribadire la centralitร della sostenibilitร fiscale. Kang osserva che la premier ha indicato lโintenzione di accelerare il dibattito sulla riduzione dellโimposta sui prodotti alimentari, chiarendo al tempo stesso che le sue precedenti dichiarazioni su uno yen debole erano state estrapolate dal contesto. Lโobiettivo dichiarato resta quello di costruire unโeconomia resiliente alle oscillazioni del cambio. Il ministro delle Finanze Katayama ha cercato di rassicurare i mercati, anche se le preoccupazioni sulla dinamica della spesa pubblica continueranno a rimanere sullo sfondo.
I possibili effetti su azionari, rendimenti e yen
Lโesito delle elezioni, puntualizza Kang, รจ destinato a sostenere il mercato azionario giapponese, mentre le implicazioni per obbligazioni e valuta appaiono piรน complesse. Kang segnala anche che i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi potrebbero superare nel breve termine il recente massimo del 2,38%, spinti dai timori legati a una possibile espansione fiscale.
Le autoritร hanno indicato lโintenzione di evitare il ricorso al debito per finanziare il taglio delle imposte sui generi alimentari. Se questa strategia risulterร credibile, il mercato potrebbe moderare le aspettative sui rialzi dei tassi. Kang ritiene perรฒ che, anche in questo scenario, la traiettoria di fondo dei rendimenti resti orientata al rialzo, alla luce di una probabile maggiore spesa per la difesa e di investimenti in conto capitale legati a intelligenza artificiale e trasformazione digitale.
A rafforzare questa dinamica contribuisce lo stimolo fiscale combinato con una crescita salariale solida, elemento che tende ad alimentare le aspettative di inflazione e a spingere ulteriormente verso lโalto i rendimenti obbligazionari.
Sul fronte valutario, lo scenario resta delicato. Secondo Kang, il cambio USD/JPY potrebbe tornare in area 160, anche se รจ probabile una fase di confronto tra mercato e autoritร intorno a quota 159. Kang evidenzia che, nel momento in cui i differenziali di tasso inizieranno a ridursi, la dinamica del cambio dovrebbe cambiare direzione, con una inversione di tendenza dellโUSD/JPY nella seconda metร del 2026.
BoJ, inflazione e ruolo dei salari
La Banca del Giappone (BoJ) si muove in un contesto particolarmente complesso. Lโanalisi di Kang sottolinea come la debolezza dello yen possa trasmettere pressioni inflazionistiche attraverso lโaumento dei costi delle importazioni, mentre un rapido rialzo dei rendimenti rischia di irrigidire le condizioni finanziarie per famiglie e imprese.
Nonostante la schiacciante vittoria dellโLDP, Kang resta cauta sullโipotesi di unโaccelerazione automatica dei rialzi dei tassi. Nei prossimi mesi, lโattenzione resterร concentrata sui dati macroeconomici e sulla comunicazione della banca centrale. Il quadro di base resta quello di un approccio graduale, con un aumento dei tassi di 25 punti base atteso a giugno.
Secondo Kang, lโinflazione core dovrebbe mantenersi sopra il 2%, anche se nel brevissimo termine il ritmo potrebbe raffreddarsi per effetto delle basi di confronto e dellโespansione dei programmi di welfare. La BoJ attenderร segnali piรน chiari dal fronte salariale, in particolare dallโesito dello Shunto, la negoziazione annuale tra sindacati e imprese che si svolge in primavera. Un aumento dei salari oltre il 5% e un conseguente impatto sui prezzi rappresenterebbero un passaggio chiave, mentre la banca centrale resterร attenta agli effetti di rendimenti piรน elevati sullโeconomia reale. In questo contesto, ING continua a ritenere piรน probabile un rialzo dei tassi a giugno piuttosto che ad aprile.
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