Gli Usa si dirigono verso un soft landing dell'economia

I dati che via via vengono rilasciati e il beige book sembrano indicare come probabile un soft landing dellโeconomia USA. Lโinflazione รจ in fase calante, i consumi si stanno riducendo e la disoccupazione ora stabile. Questo fa propendere i mercati per un aumento di 25 bp nel meeting della FED del primo febbraio prossimo.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Alle 14:30 sarร reso noto il PhillyFed di gennaio (stima -11 punti contro -13,8 di dicembre) e la disoccupazione settimanale (stima 214k contro 205k della scorsa settimana).
Lโinflazione Europea di dicembre รจ risultata in linea con le stime al 9,2% e in discesa rispetto al 10,1% di novembre. In maggiore flessione, ad evidenza della riduzione dellโattivitร produttiva, sono risultati i dati USA di dicembre: i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,5% (-0,1% la stima) e la produzione industriale ha fatto registrare una flessione dello 0,7% (-0,1% la stima). In frenata anche i consumi sempre di dicembre, che subiscono un calo dellโ1,1% (-0,8% la stima).
Come di consueto, quindici giorni prima del meeting della FED, ieri alle 20 รจ stato reso noto il beige book. Secondo questโultimo, l'attivitร economica complessiva dei diversi distretti รจ rimasta relativamente invariata rispetto alla relazione precedente. Cinque distretti hanno riportato aumenti lievi o modesti dell'attivitร complessiva mentre sei non hanno notato cambiamenti o lievi diminuzioni.
La spesa dei consumatori รจ aumentata leggermente, con alcuni rivenditori che hanno riportato vendite piรน robuste durante le vacanze. Altri rivenditori hanno invece notato come l'elevata inflazione abbia continuato a ridurre il potere d'acquisto dei consumatori, in particolare tra le famiglie a reddito basso e moderato. I produttori hanno indicato che l'attivitร รจ diminuita in media in modo modesto grazie allโattenuazione delle interruzioni delle catene di approvvigionamento.
L'occupazione ha continuato a crescere a un ritmo da modesto a moderato e diverse imprese hanno continuato a segnalare difficoltร nell'occupare le posizioni aperte. Molte aziende hanno esitato a licenziare i dipendenti anche se la domanda per i loro beni e servizi รจ rallentata e hanno pianificato di ridurre l'organico attraverso il logoramento, se necessario. Con mercati del lavoro costantemente tesi, le pressioni salariali sono rimaste elevate.
I prezzi di vendita sono aumentati a un ritmo modesto, ma con una dinamica in rallentamento rispetto a quella degli ultimi periodi di riferimento. Sono sempre piรน numerosi i rivenditori che hanno notato una maggiore difficoltร a far passare gli aumenti dei costi, suggerendo una maggiore sensibilitร al prezzo da parte dei consumatori.
I dati che via via vengono rilasciati e il beige book sembrano indicare come probabile un soft landing dellโeconomia USA. Lโinflazione รจ in fase calante, i consumi si stanno riducendo e la disoccupazione ora stabile. Questo fa propendere i mercati per un aumento di 25 bp nel meeting della FED del primo febbraio prossimo.
In realtร lโinflazione, pur in calo, rimane intorno a livelli elevati, (soprattutto quella core), la riduzione dei consumi non sembra sufficiente a guidare lโinflazione allโobiettivo del 2% e la disoccupazione rimane molto bassa.
Non crediamo quindi che la FED diventerร meno falco. E ci aspettiamo che nel prossimo meeting lโaumento dei tassi sarร di 50 bp. Del resto, riportare il sistema economico in equilibrio richiederร (secondo Powell) sacrifici da parte di tutti. Con i numeri rilasciati fino ad ora, non ci sembra che gli americani stiano facendo molti sacrifici.
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