Goldman Sachs verso il cambio di Ceo: per il dopo-Solomon si scalda Waldron

Goldman Sachs verso il cambio di Ceo: per il dopo-Solomon si scalda Waldron

Il board ha indicato John Waldron, 57 anni, attuale presidente e Chief operating officer, come il candidato alla successione prevista fra circa un anno. E’ l’uomo che sta introducendo l’AI nella banca. Sotto l’attuale leader, il titolo è quadruplicato in otto anni. Contrasti sulla remunerazione.

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L'uomo cresciuto al fianco di Solomon

A Goldman Sachs il dopo-David Solomon comincia a prendere forma. Il board della banca americana ha discusso un piano che porterebbe John Waldron, 57 anni, attuale presidente e Chief operating officer, alla carica di Ceo, probabilmente tra la fine del 2027 e il 2028. Solomon potrebbe rimanere per uno o due anni come executive chairman, accompagnando la transizione. La banca precisa che non esiste ancora una tempistica definitiva, ma Waldron è ormai da tempo considerato il successore naturale dell'attuale amministratore delegato.

Waldron è entrato in Goldman Sachs nel 2000 e ha trascorso praticamente tutta la sua carriera ai vertici dell'investment banking. Ha guidato il gruppo media and entertainment, poi il leveraged finance e nel 2014 è diventato co-responsabile dell'investment banking insieme a Solomon e Richard Gnodde. Quando Solomon è stato nominato Ceo nel 2018, ha scelto Waldron per il ruolo di presidente e Chief operating officer, di fatto il numero due della banca.

Il legame professionale fra i due è quindi strettissimo. Ma Waldron negli ultimi anni ha costruito anche un proprio profilo, spingendo sulla collaborazione tra le diverse divisioni, sull'espansione delle attività al di fuori dei grandi centri finanziari e soprattutto sull'intelligenza artificiale.

Che il board puntasse su di lui era apparso evidente già lo scorso anno, quando Goldman Sachs gli aveva assegnato un pacchetto di retention da 80 milioni di dollari in azioni vincolate per convincerlo a restare. Con il rialzo del titolo, quel pacchetto vale oggi quasi 120 milioni di dollari.


L'eredità di Solomon: titolo quadruplicato in otto anni

Se la sua nomina andrà in porto, Waldron riceverà in eredità una Goldman Sachs profondamente diversa da quella che Solomon aveva preso in mano il 1° ottobre 2018. Non tutto ha funzionato: il tentativo di trasformare Goldman anche in una banca per il grande pubblico si è rivelato costoso ed è stato sostanzialmente abbandonato. Ma il ritorno al cuore tradizionale del business – investment banking, trading e gestione patrimoniale – ha prodotto risultati ben diversi.

La Borsa ne offre la misura più immediata. Nei suoi otto anni alla guida della banca, il valore delle azioni Goldman Sachs è quadruplicato, passando da circa 224 a 916 dollari, con un rialzo del 308%. Anche restringendo il confronto agli ultimi cinque anni Goldman batte nettamente i principali concorrenti: +141%, contro +101% di JPMorgan, +95,5% di Morgan Stanley e +28,8% di Bank of America. Nello stesso periodo l'S&P 500 ha guadagnato circa il 76%.

PERFORMANCE DI BORSA A CONFRONTO ULTIMI CINQUE ANNI

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Gli analisti, curiosamente, mantengono una certa prudenza. Dei 25 che seguono Goldman, soltanto sette consigliano di comprare le azioni, 16 sono Neutral/Hold e due Sell. Il target price medio è però intorno a 1.127 dollari, circa il 23% sopra le quotazioni attuali.

Nel bilancio dell'era Solomon c'è anche un elemento decisamente meno convenzionale per un banchiere di Wall Street: nel tempo libero il Ceo si è esibito come DJ D-Sol, dedicandosi alla electronic dance music e alla house. Una seconda carriera che negli anni ha contribuito a renderlo uno dei banchieri più riconoscibili d'America.


Gli 80 milioni che hanno fatto arrabbiare gli azionisti

Proprio le remunerazioni dei vertici restano, però, uno dei punti più controversi della gestione Goldman Sachs di Solomon. Lo scorso anno circa un terzo degli azionisti votanti si è opposto ai bonus da 80 milioni di dollari assegnati a Solomon e Waldron, la contestazione più forte mai registrata dalla banca sulla remunerazione dei suoi executive.

Ora Goldman vuole cambiare il meccanismo di voto. Dopo il via libera della SEC, offrirà agli azionisti retail – che secondo Bloomberg possiedono circa il 30% del capitale – la possibilità di impartire un'istruzione permanente affinché le loro azioni votino automaticamente secondo le raccomandazioni del board. L'adesione sarà volontaria e l'investitore potrà modificare il voto su singole delibere oppure uscire dal programma in qualsiasi momento.

Il sistema, gestito da Broadridge Financial Solutions, potrebbe aumentare sensibilmente la partecipazione alle assemblee e, indirettamente, rafforzare il sostegno alle proposte del consiglio. Una questione tutt'altro che teorica: nella votazione sui compensi dello scorso anno, oltre alle forti contestazioni, gli investitori titolari di circa un quarto delle azioni non avevano votato.


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