Greggio ai minimi di un mese, Biden cerca la pace con le compagnie petrolifere


Il Presidente degli Stati Uniti dovrebbe incontrare le grandi società produttrici di petrolio del paese dopo averle attaccato pesantemente negli ultimi giorni, spinto dalla paura per l’inflazione.


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Petrolio in calo

I segnali di pace tra Biden e le compagnie petrolifere allentano le pressioni sui prezzi del petrolio, oggi in ribasso di circa 6 dollari.

Il future WTI cede il 5% e scende a 103 dollari, toccando i minimi da circa un mese, mentre il Brent viene scambiato a 109 dollari al barile.

Il calo dell’oro nero aggrava anche la performance del settore petrolifero di Piazza Affari, dove Tenaris cede oltre il 5% ed Eni scende del 3,5%, sottoperformando il Ftse Mib (2,2%), mentre continua il crollo di Saipem (-14%) a causa dell’aumento di capitale annunciato questa mattina.

Stessa musica in Europa, dove le vendite colpiscono Galp, Shell, Repsol, Equinor e Total Energies, tutte in flessione del 4% dopo circa un’ora di contrattazioni.

La paura dell’inflazione

Il carburante è ormai vicino ai 5 dollari al gallone negli USA, aumento causato dall’impennata della domanda, che ha coinciso con la perdita di circa 1 milione di barili al giorno di capacità di lavorazione con molti impianti chiusi negli ultimi anni per colpa della pandemia.

Nonostante le preoccupazioni per l'inflazione, la domanda è ancora in fase di recupero dei livelli pre-Covid e si prevede che il perdurare del ritardo dell’offerta rispetto alla crescita della domanda, manterrà il mercato in tensione.

“Da qui, il risultato più probabile è un allargamento del premio del Brent rispetto al WTI”, prevede in una nota Jeffrey Halley, analista della società di consulenza energetica OANDA, aggiungendo che il Brent è il benchmark scambiato a livello internazionale e che nel mondo reale le forniture rimangono limitate.

Biden cerca l’accordo

Con i mercati timorosi su eventuali segnali di un più aggressivo rialzo dei tassi che potrebbero arrivare dall’audizione semestrale di oggi al Congresso USA del Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, dalla Reuters scrivono di un incontro previsto oggi tra Joe Biden e sette colossi petroliferi statunitensi.

Il Presidente degli Stati Uniti è impegnato in un ampio piano finalizzato a raffreddare i prezzi alla pompa e potrebbe decidere la sospensione temporanea della tassa federale sulla benzina.

Più soldi di Dio

L’incontro arriva dopo l’attacco di Biden al settore petrolifero americano, accusato di non contribuire a far scendere i prezzi della benzina.

Biden puntava il dito soprattutto verso Exxon, affermando che quest’anno “ha guadagnato più soldi di Dio”.

La risposta al Presidente arrivava dall’amministratore delegato della compagnia petrolifera, Michael Wirth, il quale avvisava Biden che la riduzione dei prezzi del carburante richiederebbe “un cambiamento di approccio” da parte del governo.

L’amministrazione Biden “ha cercato in larga misura di criticare, e a volte diffamare, la nostra industria”, scriveva Wirth in una lettera indirizzata al presidente, spiegando che “queste azioni non sono utili per affrontare le sfide che abbiamo di fronte”, anche se poi ha confermato la sua presenza all’incontro.

Le dichiarazioni di Biden, “con l'amministrazione apparentemente in modalità panico da inflazione, hanno certamente giocato un ruolo nell'ultimo sell-off, poiché gli investitori odiano qualsiasi incertezza, anche se irrazionale nel contesto delle note preoccupazioni sull'offerta”, spiega in una nota Stephen Innes, managing partner di SPI Asset Management.


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