Guerra “praticamente” finita, dice Trump, borse su

Ieri Wall Street ha invertito la rotta, S&P500 +0,8%, da -1,5% di inizio seduta. “Penso che la guerra sia praticamente finita”, ha detto Trump, a Weijia Jiang della CBS. “Non hanno una marina, non hanno comunicazioni, non hanno un’aviazione.
Il Presidente degli Stati Uniti, sarebbe "aperto" alla possibilita' di assassinare la nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, se non dovesse soddisfare le sue richieste di smantellamento dell’arsenale atomico, lo scrive il Wall Street Journal.
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Le aspettative di un ritorno alla pace hanno provocato ieri una delle più spettacolari inversioni di rotta a Wall Street.
L'indice S&P 500 ha guadagnato lo 0,8%. L'indice Nasdaq Composite è salito dell’1,4%.
Le azioni avevano aperto la giornata in forte calo dopo che i futures sul petrolio greggio avevano sfiorato i 120 dollari al barile. Nelle prime fasi di contrattazione, l’S&P 500 e il Nasdaq segnavano cali dell’1,5%. Per trovare un ribaltamento di questa portata in una seduta si deve tornare al 10 aprile.
Il presidente degli Stati Uniti si è corretto rispetto alle indicazioni sulla durata del conflitto: parlando con una giornalista ha affermato che le 4-5 settimane di cui aveva parlato in precedenza è diventata un’ipotesi “molto lontana”. Le operazioni sono andate molto meglio del previsto, per cui “penso che la guerra sia praticamente finita”, ha detto Trump, a Weijia Jiang della CBS. “Non hanno una marina, non hanno comunicazioni, non hanno un’aviazione…”.
IRAN
Nel corso della conferenza stampa organizzata ieri sera in Florida, Trump ha affermato che la guerra con l’Iran potrebbe essere risolta “molto presto”, ma non nei prossimi giorni o entro la settimana. Le operazioni militari hanno comunque raggiunto i loro obiettivi con grande anticipo.
Per quanto riguarda il cambio di regime, il Presidente degli Stati Uniti, sarebbe "aperto" alla possibilita' di assassinare la nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, se non dovesse soddisfare le sue richieste. Lo ha riportato stanotte il 'Wall Street Journal', citando fonti americane che hanno sottolineato come Trump lo abbia comunicato ai suoi collaboratori e abbia posto lo smantellamento del programma nucleare iraniano tra le sue richieste.
Le fonti hanno riferito al quotidiano americano che e’ probabile che Israele conduca un'operazione per assassinare il giovane Khamenei, e hanno sottolineato che Israele sta guidando l'operazione per assassinare i leader iraniani. Nel frattempo, al ministro degli Esteri di Israele Gideon Sa'ar e' stato chiesto dalla CNN se Mojtaba Khamenei sia un obiettivo, e lui ha risposto: "Bisognera' aspettare e vedere”.
IRAN E PETROLIO
Greggio Brent ancora molto volatile, stamattina in calo del 4%, da +7% di ieri. Trump ha promesso bombardamenti “a un livello molto, molto più duro” se l'Iran dovesse provare a interrompere le forniture di petrolio. “Stiamo cercando di mantenere bassi i prezzi del petrolio”, ha detto Trump dal suo resort a Doral, in Florida. Successivamente, su Truth, il presidente si è espresso così. "Se l'Iran facesse qualcosa che fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, verrebbe colpito dagli Stati Uniti d’America venti volte piu' forte di quanto non sia stato colpito finora". Più avanti nel posto, si legge quanto segue: ”Inoltre, elimineremo obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione, di nuovo, morte, fuoco e furia regnerebbero su di loro, ma spero, e prego, che cio' non accada! Questo e' un regalo degli Stati Uniti d'America alla Cina e a tutte quelle nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero - conclude - che sia un gesto che sara' molto apprezzato”.
RUSSIA E PETROLIO
Vladimir Putin e Donald Trump si sono sentiti ieri al telefono per oltre un’ora. Mosca manda un messaggio chiaro: "Il successo dell'avanzata delle truppe russe in Donbass dovrebbe incoraggiare Kiev a risolvere il conflitto attraverso i negoziati". Con l'implicita richiesta al tycoon di intensificare la pressione su Volodymir Zelensky, preoccupato dal rinvio del nuovo round di colloqui proprio per la crisi iraniana. Un fronte, quest'ultimo, su cui Mosca finora non si è esposta se non con appelli alla de-escalation e gli auguri alla nuova Guida Suprema con la promessa di "una partnership affidabile". Putin ha così ribadito a Trump la necessità di trovare una “rapida soluzione diplomatica”.
I due leader si sono detti "pronti" a contatti "regolari" dopo questa telefonata "costruttiva e aperta", la prima da due mesi.
Putin intanto manda anche un messaggio agli europei: forte dell'impennata dei prezzi energetici, getta sul piatto della bilancia nei rapporti con la Ue tutto il peso del suo Paese come grande produttore di petrolio e gas, affermando che la Russia è pronta a garantire le forniture di petrolio e gas necessarie per stabilizzare i mercati. Ma per fare questo aspetta "segnali" da Bruxelles. Quasi una provocazione dopo quattro anni di gelo e accuse incrociate sull'Ucraina, sfociate nella chiusura totale da parte dell'Ue dei rubinetti del gas dalla Russia.
PREZZI DEL PETROLIO
Secondo Barclays gli operatori di mercato sono ancora un po' ottimisti sulla rapidità con cui il conflitto potrebbe concludersi e su ciò che potrebbe accadere se si protraesse per altre 3-4 settimane. La produzione in Iraq e Kuwait è già stata interrotta e potrebbe estendersi agli Emirati Arabi Uniti e persino all'Arabia Saudita nel corso del tempo.
“I prezzi inizialmente hanno reagito in modo più moderato rispetto alle nostre previsioni, ma nel corso della settimana si sono allineati alla nostra previsione di 100 dollari al barile. L'eccessiva volatilità implicita suggerisce che la saggezza collettiva degli operatori di mercato continui a prevedere un aumento dell’incertezza sulle prospettive e che i rischi per i prezzi del petrolio rimangano orientati al rialzo”, afferma l’analista Amarpreet Singh
CARENZA DI GAS E PETROLIO
L'India sta lavorando per garantire una fornitura costante di gas di petrolio liquefatto e gas naturale ai cittadini, mentre raziona i combustibili per la maggior parte degli utenti commerciali, secondo gli ordini emanati dal ministero federale del petrolio.
Alle raffinerie private e statali è stato chiesto di massimizzare la produzione di GPL, utilizzato per cucinare. La fornitura di gas naturale ai complessi petrolchimici di Oil and Natural Gas Corp, Gail India Ltd, Reliance Industries e alle centrali elettriche è stata ridotta o sarà completamente interrotta. Le cucine domestiche, i veicoli, gli impianti di fertilizzanti e le industrie del tè avranno la priorità nelle forniture.
Tutte in rialzo le borse dell’Asia Pacifico. I future anticipano un avvio in rialzo dell’azionario dell’Europa. Future del Dax di Francoforte +1,1%. Si placano le vendite sull’euro, stamattina 1,161, da 1,152 di ieri.
STERLINA
Il tasso di riferimento decennale del bond governativo britannico a dieci anni è salito sui massimi dall’ottobre del 2025 a 4,72%. La sterlina perde circa lo 0,5% su dollaro sulle ultime cinque settimane, ma nello stesso periodo si apprezza su euro di oltre l’1%. Tutto si spiega con l’Iran.
“Il Regno Unito dipende dall'energia estera un po' meno rispetto all'Eurozona, e infatti la sterlina ha guadagnato terreno contro l'euro, anche se non è riuscita a stare dietro alla corsa del dollaro. Tuttavia, la Gran Bretagna resta un importatore netto di petrolio ed è quindi molto più esposta degli USA al rincaro dei prezzi. Questa paura dell'inflazione ha scatenato vendite pesanti sui titoli di stato britannici e ha stravolto le aspettative sui tassi: se prima si scommetteva su due tagli nel 2026, ora si ipotizza addirittura un possibile rialzo”, segnalava ieri eBury
GIAPPONE
Nikkei di Tokyo +2,9%. Torna ad apprezzarsi lo yen, a 157,8 su dollaro. L'economia giapponese ha registrato una crescita nel quarto trimestre del 2025 superiore alle previsioni iniziali grazie al rafforzamento degli investimenti aziendali.
Il prodotto interno lordo è cresciuto a un ritmo annualizzato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente nei tre mesi fino a dicembre, con i dati rivisti che mostrano che la spesa delle imprese è stata più forte di quanto riportato nei dati preliminari. Gli investimenti delle imprese sono stati rivisti al rialzo dallo 0,2% all'1,3% su base non annualizzata. La revisione al rialzo dei risultati economici del Giappone nel quarto trimestre arriva proprio mentre le prospettive per l'attività economica si stanno offuscando a causa del conflitto in Medio Oriente.
CINA
Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1,2%. Hang Seng di Hong Kong +2%.
Il commercio cinese ha registrato un aumento del 20% nei primi due mesi dell'anno, superando notevolmente le previsioni.
Secondo l'Amministrazione generale delle dogane, le esportazioni di gennaio e febbraio hanno registrato un aumento del 21,8% su base annua, superando il 7,2% previsto da un sondaggio condotto da Bloomberg tra gli economisti. Le importazioni sono aumentate del 19,8%, un dato anch'esso molto superiore al 7% stimato dal sondaggio di Bloomberg.
TITOLI
Banca Monte Paschi. L'AD Luigi Lovaglio ha annullato gli incontri con gli investitori che aveva in programma per presentare il piano di integrazione con Mediobanca annunciato il 27 febbraio, secondo due fonti vicine alla situazione.
Volkswagen prevede che il suo margine di profitto in calo si riprenderà quest'anno, dopo un 2025 difficile caratterizzato da dazi, forte concorrenza dalla Cina e un costoso passaggio all’elettrico.
Il gruppo automobilistico tedesco ha detto di aspettarsi un margine operativo compreso tra il 4,0 e il 5,5% nel 2026, dopo che nel 2025 si è attestato al 2,8%.
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