Guerra, Trump dice che non finirà questa settimana

Petrolio Brent in rialzo del 3,5% a 104 dollari il barile. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,4%. Diverse esplosioni hanno scosso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti e Doha, nel Qatar.
“La guerra non finira' questa settimana, ma "non ci vorra' molto". Lo ha affermato il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in conferenza stampa a Washington.
Indice dei contenuti
L’ERA DELL’INFERENZA
In occasione della conferenza annuale GTC dell’azienda, l’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang ha presentato nuovi prodotti ed ha inaugurato quella che lui ha definito l’Era dell’Inferenza.
Il Wall Street Journal racconta stamattina che di fronte a una folla di oltre 30.000 persone al SAP Center di San Jose, Huang ha detto che il nuovo prodotto di punta di Nvidia, rivoluzionerà l'inferenza, la forma di calcolo AI che permette ai modelli di rispondere alle richieste degli utenti.
Per anni, Nvidia ha dominato il settore della vendita di unità di elaborazione grafica, o GPU, i potenti chip utilizzati per addestrare la maggior parte dei modelli di IA di grandi dimensioni. Ma nell'ultimo anno, mentre le aziende di IA si sono mosse rapidamente per cercare di monetizzare i propri modelli e gli strumenti di IA costruiti su di essi, i clienti hanno chiesto chip migliori, personalizzati per l'elaborazione inferenziale piuttosto che per l'addestramento.
Nvidia si è adeguata ed oggi raccoglie i frutti. Huang ha dichiarato che la società prevede di vendere chip Blackwell e Rubin per un valore di 1.000 miliardi di dollari entro la fine del 2027, aggiornando le precedenti previsioni che indicavano un fatturato di 500 miliardi di dollari entro la fine del 2026.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE
I vertici di OpenAI stanno mettendo a punto i piani per un importante cambiamento di strategia volto a orientare l'azienda verso la programmazione e gli utenti aziendali, scrive il Wall Street Journal. La strategia del «fare tutto e subito» non sta funzionando al meglio e la concorrente Anthropic, focalizzata sulle applicazioni business, è sempre più forte.
Fidji Simo, CEO delle applicazioni di OpenAI, ha anticipato i cambiamenti ai dipendenti durante una riunione generale, dicendo loro che i vertici aziendali, tra cui il CEO Sam Altman e il direttore della ricerca Mark Chen, stavano valutando attivamente quali aree declassare in termini di priorità. Si prevede di comunicare i cambiamenti al personale nelle prossime settimane.
"Non possiamo perdere questo momento perché siamo distratti da attività secondarie", ha detto Simo al personale la scorsa settimana, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.
MEDIO ORIENTE
La guerra non si ferma. Diverse esplosioni hanno scosso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti e Doha, nel Qatar. Lo riportano i giornalisti dell’AFP presenti sul posto. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha riferito di aver intercettato un attacco missilistico, mentre a Dubai le esplosioni sono seguite a un allarme diramato tramite cellulare che invitava i residenti a "cercare immediatamente riparo" a causa di "potenziali minacce missilistiche”.
Gli impianti petroliferi e del gas in Medio Oriente saranno ridotti a "montagne di cenere" se gli Stati Uniti colpiranno gli impianti sull'isola di Kharg, ha dichiarato il portavoce dello Stato Maggiore iraniano Abolfazl Shekarchi.
Secondo Axios, Washington sta valutando la possibilita' di impadronirsi dell'isola per "mettere fuori combattimento Teheran economicamente". Su di essa si trova il piu' grande terminal petrolifero della Repubblica islamica, che gestisce il 90% delle sue esportazioni.
PETROLIO E PETROLIERI
Il greggio tipo Brent è in rialzo del 2,4% a 103 dollari il barile, da inizio anno +68%. WTI a 95,7 dollari.
L'indice S&P 500 Energy è in rialzo di circa il 29% da inizio anno, superando tutti gli altri principali settori del mercato nel 2026. Gli investitori si affollano sulle società di questo comparto e i loro azionisti approfittano della contingenza per raccogliere risorse fresche.
Le vendite di azioni da parte dei produttori di petrolio e gas quotati negli Stati Uniti stanno rendendo marzo il mese più intenso per il settore da oltre sei anni, mentre la guerra in Iran blocca le attività di raccolta di capitali in altri settori del mercato. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, le società petrolifere e del gas hanno venduto da inizio mese 3,5 miliardi di dollari di patrimonio tramite offerte azionarie. Anche se mancano ancora due settimane alla fine del mese, il bottino di marzo derivante da otto operazioni distinte nel segmento dell’esplorazione e produzione si classifica come il più consistente del settore dal settembre 2019.
GUERRA
“La guerra non finira' questa settimana, ma "non ci vorra' molto". Lo ha affermato il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in conferenza stampa a Washington. Il conflitto - ha proseguito Trump - “si concludera' presto”. Alla domanda se fossero prevedibili gli attacchi dell'Iran ai Paesi del Golfo, il Presidente Trump ha risposto ai giornalisti: "No, nemmeno i piu' grandi esperti pensavano che lo avrebbero fatto. Intanto, gli alleati stanno rispondendo in modo gelido alla richiesta di mandare navi militare a scortare le petroliere in navigazione nel Golfo Persico.
L’ultima a dire un no esplicito è stata l’Australia. La ministra dei trasporti Catherine King ha detto alla radio ABC che a Canberra non è arrivato “alcuna richiesta dagli Stati Uniti di mandare una nave da guerra nello stretto di Hormuz, e non la manderebbe anche se venisse chiesto”.
Bloomberg riporta che i funzionari europei hanno iniziato a discutere se reindirizzare una missione navale nel Mar Rosso verso Hormuz, ma la mossa richiede l'approvazione unanime e incontra resistenza in alcune capitali, tra cui Berlino. In Asia, anche i principali partner degli Stati Uniti, tra cui Giappone e Corea del Sud, si sono astenuti dall'impegnare navi. “Alcuni sono molto entusiasti, altri meno entusiasti e presumo che alcuni non lo faranno”, ha detto Trump ai giornalisti a Washington lunedì quando gli è stato chiesto quali paesi avrebbero risposto alla sua richiesta. “Dovrebbero fare a gara per aiutarci perché li abbiamo aiutati per anni a stare fuori dalle guerre”. La riluttanza non sorprende affatto. Senza una fine della guerra con l’Iran, la riapertura dello stretto richiederebbe quel tipo di sforzo multinazionale che Trump ha spesso deriso.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,4%.
L’euro dollaro tratta a 1,147, in calo dello 0,3% dopo il forte apprezzamento di ieri.
FEDERAL RESERVE
La banca centrale degli Stati Uniti dovrebbe lasciare fermi i tassi, due, o forse tre membri del board potrebbero votare contro.
Le proiezioni di inflazione per il 2026 dovrebbero essere riviste al rialzo, sia per l’indice generale sia per quello core, superando il 2,4% e il 2,5% pubblicati a dicembre.
La Fed dovrebbe mostrarsi tollerante nei confronti dell’aumento dei prezzi del petrolio: “gli aumenti dei costi legati a shock dell’offerta, tipicamente transitori, non giustificano una risposta di politica monetaria”.
La Federal Reserve dovrebbe annunciare questa settimana la conferma dei tassi d’interesse di riferimento al 3,50%. François Rimeu, Senior Strategist, Crédit Mutuel Asset Management si aspetta almeno due voti contrari, (Stephen Miran e Christopher Waller), entrambi a favore di un taglio di 25 punti base. Anche il governatore Michelle Bowman potrebbe unirsi ai dissenzienti, in quanto ha segnalato con qualche preoccupazione la perdita di posti di lavoro registrata a febbraio.
Secondo Rimeu, le proiezioni economiche rimangano solide, con una crescita superiore al 2% quest’anno, sebbene leggermente rivista al ribasso rispetto al 2,3% di dicembre a causa degli effetti dell’attuale contesto geopolitico. Nel frattempo, le proiezioni di inflazione per il 2026 dovrebbero essere riviste al rialzo, sia per l’indice generale sia per quello core, superando il 2,4% e il 2,5% pubblicati a dicembre. Questa revisione riflette pressioni inflazionistiche più marcate legate all’energia e una componente core dell’indice dei prezzi al consumo che rimane stabile intorno al 3%. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere intorno al 4,4%-4,5% nel 2026”.
In questo contesto, prosegue lo strategist, poiché diversi membri della Fed attribuiscono maggiore enfasi ai rischi inflattivi, le proiezioni suggerirebbero tassi di interesse più elevati per un periodo più a lungo. Il tasso medio atteso per il 2026, stabile al 3,4% da settembre, potrebbe non includere più un taglio dei tassi, poiché sarebbero sufficienti solo tre modifiche nelle proiezioni individuali per far variare la mediana. Per quanto riguarda il tasso di equilibrio a lungo termine, stimato al 3,0%, potrebbe essere leggermente rivisto al rialzo in presenza di un aumento più consistente della produttività”.
Per quanto riguarda l’attuale shock energetico, Rimeau si aspetta che la Fed tolleri pressioni temporanee sui prezzi: “gli aumenti dei costi legati a shock dell’offerta, tipicamente transitori, non giustificano una risposta di politica monetaria”.
Asia Pacifico. Nikkei di Tokyo -0,2%, con lo Yen indirizzato verso la soglia critica di 160. Hang Seng di Hong Kong +0,2%, da +1% di stanotte. Shanghai Composite -0,5%. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Cina e Stati Uniti stanno esplorando la possibilità di istituire un "Board of Trade" bilaterale con l’obiettivo di gestire in modo più strutturato le relazioni commerciali. I colloqui tra le delegazioni proseguono per il secondo giorno consecutivo e vengono descritti come costruttivi, con l’agenzia Xinhua che segnala il raggiungimento di un consenso preliminare su alcune questioni.
TITOLI
Unicredit. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che il suo governo intende preservare l'indipendenza della Commerzbank a fronte dell'offerta non sollecitata da parte di UniCredit. Un portavoce del governo tedesco aveva detto che un takeover ostile sarebbe stato inaccettabile. Il gruppo italiano ha annunciato ieri mattina annuncia il lancio di un'offerta pubblica volontaria di scambio sulla banca di Francoforte finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca, senza tuttavia acquisirne il controllo.
Ferrari. Ha escluso qualsiasi problema di diritti d'autore riguardo al suo prossimo veicolo elettrico, la “Luce”, che utilizza lo stesso nome di modelli precedentemente commercializzati da Mazda sul mercato domestico.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
