I 7 megatrend che guideranno l’economia globale

12/03/2026 15:00
I 7 megatrend che guideranno l’economia globale

Demografia, innovazione tecnologica, transizione energetica e sicurezza digitale stanno ridefinendo le priorità economiche e sociali dei prossimi anni. Dall’invecchiamento della popolazione all’ascesa dell’intelligenza artificiale, dalla robotica alla resilienza climatica, una serie di trend strutturali sta emergendo come motore della crescita globale. Comprendere queste dinamiche significa individuare le trasformazioni che influenzeranno i modelli produttivi, i consumi e gli investimenti nel prossimo decennio.

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Demografia, tecnologia e nuovi modelli di crescita

Le trasformazioni economiche e sociali dei prossimi anni saranno guidate da una serie di megatrend strutturali che stanno già ridefinendo il modo in cui viviamo, lavoriamo e produciamo. Come si legge nel report a cura di Stephen Freedman, Head of Research and Sustainability of Thematic Equities di Pictet Asset Management, l’invecchiamento della popolazione, l’evoluzione dei sistemi sanitari, l’accelerazione dell’intelligenza artificiale e della robotica, insieme alla transizione energetica e alla crescente attenzione per la sostenibilità ambientale, stanno convergendo in modo sempre più evidente.

In questo contesto, spiega Freedman, emergono sette grandi trend destinati a influenzare profondamente economia, società e modelli di consumo nei prossimi anni: la salute nell’era della longevità, il ruolo dell’intelligenza artificiale nella produttività, l’ascesa della robotica, l’attenzione verso un’alimentazione più sana, lo sviluppo dei sistemi di stoccaggio dell’energia, gli investimenti nella resilienza climatica e la crescente centralità della cybersecurity.

Uno dei cambiamenti più rilevanti secondo Freedman riguarda l’invecchiamento della popolazione globale. Vivere più a lungo rappresenta una conquista importante, ma comporta anche nuove sfide per i sistemi sanitari e per l’economia. Con l’ingresso dei baby boomer nelle fasce di età più avanzate, la domanda di servizi sanitari è destinata ad aumentare significativamente.

La sfida principale consiste nel garantire che gli anni di vita aggiuntivi siano vissuti in buona salute. Per questo motivo, la prevenzione sanitaria diventerà una priorità crescente per governi, aziende e cittadini.

L’utilizzo dei dati sanitari e delle tecnologie digitali consentirà di prevedere con maggiore precisione la vulnerabilità alle malattie, migliorare i programmi di screening e contrastare fattori di rischio come obesità e fumo. Secondo alcune analisi, investire in prevenzione potrebbe permettere di guadagnare fino a 15 anni di vita in buona salute.

Parallelamente, precisa Freedman, l’innovazione tecnologica sta trasformando la medicina. L’intelligenza artificiale sta accelerando la scoperta di nuovi farmaci, migliorando la diagnostica e rendendo più efficiente la gestione delle cure.

L’invecchiamento demografico ha però anche un’altra conseguenza: la riduzione della forza lavoro disponibile. Con il pensionamento delle ultime generazioni di baby boomer, molti Paesi stanno affrontando una crescente carenza di manodopera.

Per compensare questo squilibrio, spiega Freedman, la tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più centrale. In particolare, l’intelligenza artificiale agentica (sistemi in grado di fissare obiettivi e svolgere compiti in modo autonomo) sta iniziando a trasformare il mondo del lavoro.

Gli esempi sono già numerosi, come si legge nel report di Pictet AM. Gli assistenti di programmazione basati sull’IA hanno permesso agli sviluppatori di aumentare la produttività tra il 20% e il 40%, mentre nei servizi di assistenza clienti l’automazione sta semplificando i processi e riducendo i tempi di risposta.

Robotica, alimentazione e transizione energetica

Accanto all’intelligenza artificiale, evidenzia Freedman, un altro trend tecnologico destinato a crescere rapidamente è la robotica avanzata. Il 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta per questo settore, grazie alla convergenza tra robotica, automazione e IA generativa. Queste tecnologie stanno trasformando il modo in cui le macchine interagiscono con l’ambiente circostante, aprendo nuove applicazioni soprattutto nei contesti industriali e logistici.

Si prevede che, osserva Freedman, nel 2026 verranno installati circa 575.000 robot industriali in tutto il mondo, in aumento rispetto ai circa 555.000 dell’anno precedente. Allo stesso tempo cresce l’adozione di robot collaborativi e robot umanoidi, sempre più diffusi nelle fabbriche, nei data center e in altri ambienti produttivi. Questi sistemi sono particolarmente utili in contesti dove le condizioni di lavoro sono difficili per gli esseri umani, come ambienti con temperature elevate o con scarsa illuminazione.

Anche il settore della mobilità sta attraversando una fase di trasformazione. Nei prossimi anni è previsto il lancio di nuovi modelli di veicoli autonomi, mentre alcune città stanno sperimentando l’introduzione dei robotaxi, che potrebbero debuttare su larga scala nei sistemi di trasporto urbano.

Un altro trend significativo, secondo Freedman, riguarda l’evoluzione delle abitudini alimentari. Sempre più consumatori stanno abbandonando i prodotti altamente trasformati a favore di ingredienti naturali, locali e ricchi di nutrienti. Questo cambiamento è alimentato da una maggiore consapevolezza dei rischi legati agli alimenti ultra-processati e da movimenti sociali che promuovono stili di vita più sani.

Anche le politiche pubbliche stanno contribuendo a questa trasformazione. In molti Paesi si stanno introducendo normative più severe su etichettatura, ingredienti e pubblicità alimentare, mentre cresce l’interesse per diete più equilibrate.

Un ruolo importante, puntualizza Freedman, è svolto anche da nuovi farmaci per il controllo del peso, come quelli basati sul principio attivo GLP-1. Alcuni studi indicano che i consumatori che utilizzano questi trattamenti tendono a modificare la propria dieta, privilegiando alimenti naturali e ricchi di proteine, come yogurt e uova.

Parallelamente, spiega Freedman, prosegue la trasformazione del sistema energetico globale. La transizione verso fonti di energia pulita sta accelerando, e oggi le fonti non fossili (rinnovabili e nucleare) rappresentano circa il 41% della produzione mondiale di elettricità.

Il principale ostacolo a una diffusione ancora maggiore delle energie rinnovabili riguarda la loro natura intermittente. L’energia solare ed eolica dipende infatti dalle condizioni climatiche, rendendo necessario sviluppare sistemi più efficienti di accumulo.

Per questo motivo, sottolinea Freedman, lo stoccaggio dell’energia rappresenta una delle tecnologie chiave per il futuro della transizione energetica. I sistemi di accumulo spaziano dalle grandi batterie utilizzate negli impianti eolici e solari fino alle batterie domestiche abbinate ai pannelli fotovoltaici.

Secondo alcune stime citate da Freedman, la capacità globale di stoccaggio dell’energia sta crescendo a un ritmo del 23% all’anno. Le innovazioni includono batterie agli ioni di litio con durata di accumulo più lunga e nuove soluzioni basate sull’idrogeno.

Resilienza climatica e sicurezza digitale

Oltre alla riduzione delle emissioni, spiega Freedman, cresce l’attenzione verso la resilienza climatica. Gli eventi meteorologici estremi stanno diventando sempre più frequenti e stanno generando costi economici significativi. Solo nell’ultimo anno oltre 150 eventi climatici estremi hanno causato perdite globali stimate in circa 320 miliardi di dollari, un valore superiore del 40% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.

Questa dinamica, evidenzia Freedman, sta spingendo governi e istituzioni a investire maggiormente in infrastrutture resilienti e strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Le iniziative includono interventi concreti come sistemi di drenaggio delle acque piovane, tecnologie di raffreddamento per gli edifici, sistemi di allerta precoce per alluvioni e incendi boschivi. Investire nell’adattamento ai cambiamenti climatici sta diventando importante quanto ridurre le emissioni, perché molte delle conseguenze del riscaldamento globale sono ormai inevitabili.

Infine, osserva Freedman, la diffusione dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione sta ampliando anche i rischi legati alla sicurezza informatica. Con l’utilizzo sempre più diffuso di modelli linguistici avanzati, una quantità crescente di dati sensibili viene condivisa online, aumentando le vulnerabilità dei sistemi informativi.

Allo stesso tempo, spiega Freedman, l’IA agentica sta rendendo possibili cyberattacchi sempre più sofisticati. Le tradizionali e-mail di phishing con errori evidenti stanno lasciando spazio a messaggi estremamente realistici, capaci di imitare comunicazioni interne aziendali o messaggi vocali autentici.

Uno dei rischi emergenti riguarda le macchine che attaccano altre macchine, ovvero sistemi automatizzati utilizzati per individuare vulnerabilità nei sistemi informatici. Questa evoluzione rappresenta una sfida significativa per governi e imprese, ma anche un’enorme opportunità per il settore della cybersecurity.

Secondo alcune stime, osserva Freedman, ogni 39 secondi avviene un attacco informatico nel mondo e ogni giorno milioni di dati vengono sottratti attraverso violazioni della sicurezza. Non sorprende quindi che la spesa globale per la sicurezza informatica sia destinata a crescere di circa il 14% all’anno.

Nel loro insieme, questi sette trend individuati di Pictet AM, delineano uno scenario di trasformazione profonda dell’economia globale. Tecnologia, sostenibilità e cambiamenti demografici stanno ridefinendo le priorità economiche e sociali, influenzando settori che vanno dalla sanità all’industria, dall’energia alla sicurezza digitale.

Comprendere queste dinamiche, conclude Pictet AM, non significa soltanto interpretare il presente, ma anche individuare le opportunità che caratterizzeranno la prossima fase di sviluppo dell’economia mondiale.

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