I big dei semiconduttori: fondamentali solidi, ma multipli sotto osservazione

La trimestrale di Nvidia ha riacceso i riflettori sull’intero comparto dei semiconduttori, chiudendo simbolicamente il cerchio sull’ecosistema dell’intelligenza artificiale. I numeri restano robusti lungo tutta la filiera, dalle macchine litografiche ai foundry fino ai designer di chip. Ma con multipli elevati e rendimenti già straordinari alle spalle, il tema non è più solo la crescita dei ricavi: è la sostenibilità delle valutazioni in un contesto macro che potrebbe cambiare rapidamente.
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Nvidia, numeri fuori scala e valutazioni impegnative
Il punto di partenza è inevitabilmente Nvidia. Il gruppo ha chiuso l’esercizio con un fatturato record di 215,9 miliardi di dollari, in crescita del 65% su base annua, margini elevatissimi e una capitalizzazione che ha raggiunto 4.800 miliardi di dollari, rendendola la prima azienda al mondo per valore di mercato.
Come si legge nel report a cura di David Pascucci, Market Analyst di XTB, le prospettive restano molto solide. Il CEO Jensen Huang ribadisce che la domanda per i prodotti Nvidia cresce in modo esponenziale, con aziende di tutto il mondo impegnate a integrare l’AI nei processi produttivi. È arrivato il momento dell’AI agentica, destinata a diventare il motore dell’economia futura. In questa visione, i chip Nvidia rappresentano un’infrastruttura essenziale.
Eppure, la riflessione si sposta sulle valutazioni. Una capitalizzazione da 4.800 miliardi equivale a circa 1,3 volte il debito pubblico italiano, 3,8 volte l’intero mercato di Borsa Italiana e 1,5 volte quello tedesco. Numeri che, secondo Pascucci, evidenziano una scala fuori dall’ordinario. Il rapporto prezzo/utili sopra quota 40 rappresenta un ostacolo per investimenti di lungo periodo, soprattutto con il titolo ancora sotto i massimi di novembre e vicino ai 200 dollari per azione. La crescita dei ricavi è straordinaria, ma la Borsa ha già incorporato aspettative molto elevate.
ASML e TSMC, i pilastri dell’ecosistema globale
Se Nvidia è il volto più visibile dell’AI, ASML e TSMC rappresentano le fondamenta industriali dell’intero settore.
ASML, fiore all’occhiello europeo, produce le macchine litografiche EUV più avanzate al mondo, capaci di stampare circuiti di pochi nanometri. Ogni macchinario, spiega Pascucci, può arrivare a costare 350 milioni di dollari. Tra i principali clienti figurano Intel, Samsung e TSMC. Il fatturato ha raggiunto 32,7 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 28,6 miliardi del 2024, con un’espansione regolare che riflette la posizione strategica dell’azienda nella catena del valore.
ASML è spesso considerata il “porto sicuro” del settore AI: senza le sue macchine non esisterebbero TSMC e, di conseguenza, Nvidia. Tuttavia, evidenzia Pascucci, anche qui i multipli sono elevati, con un P/E superiore a 50 e una capitalizzazione intorno ai 500 miliardi di euro, la più alta in Europa. Il titolo resta in trend rialzista, con un +150% dai minimi dello scorso anno e nessun segnale tecnico evidente di cedimento.
TSMC è la “tipografia” globale dei chip AI, controllando circa il 90% del mercato dei chip avanzati. Tra i clienti figurano Nvidia, Apple, AMD e Qualcomm. La capitalizzazione è intorno ai 1.600 miliardi di dollari e per il 2026 sono previsti investimenti in innovazione tra i 50 e i 60 miliardi di dollari.
Il fatturato è passato da quasi 70 miliardi nel 2023 a 122 miliardi nel 2025, evidenziando una crescita strutturale. Come sottolinea Pascucci, Il P/E intorno a 36 la rende meno costosa rispetto a Nvidia e ASML, ma il rendimento vicino al +190% dai minimi del 2025 impone cautela. Il trend tecnico resta solido, ma dopo una corsa così intensa, la prudenza è d’obbligo.
STMicroelectronics tra crisi automotive e potenziale rimbalzo
Scenario diverso per STMicroelectronics, meno esposta all’AI e più legata ai semiconduttori tradizionali, in particolare sensori ed elettronica di potenza per l’automotive.
La crisi del settore aut, evidenzia Pascucci, ha colpito direttamente i numeri. Il fatturato è sceso dai 16 miliardi di euro del 2023 a 10,5 miliardi nel 2025, con un crollo degli utili che rende il P/E estremamente elevato. Dal 2023 al 2025 il titolo ha perso circa il 70%, segno di una fase complessa.
Eppure, proprio questa debolezza potrebbe rappresentare per Pascucci un’opportunità nel lungo termine. La capitalizzazione intorno ai 26 miliardi di euro e il rapporto tra fatturato e valore di mercato risultano più equilibrati rispetto ai big dell’AI. Una ripresa del settore automotive potrebbe favorire un rimbalzo significativo. Dal punto di vista tecnico, secondo Pascucci, la rottura dell’area 26 euro potrebbe aprire spazio verso i 35 euro, ma la situazione resta in evoluzione.
Crescita evidente, ma il vero rischio è macroeconomico
Il settore dei semiconduttori è oggi totalmente esposto al ciclo dell’intelligenza artificiale. I ricavi crescono, i margini sono robusti e gli investimenti continuano a espandersi. Tuttavia, secondo Pascucci, il nodo principale resta la sostenibilità delle valutazioni.
I multipli sono generalmente elevati, spiega Pascucci, riflettendo aspettative di crescita molto ambiziose. Un eventuale deterioramento del quadro macroeconomico, ad esempio un aumento della disoccupazione negli Stati Uniti con conseguente rallentamento dell’inflazione e possibile recessione, potrebbe frenare gli investimenti in AI e interrompere bruscamente i trend di crescita.
Il rischio non è nei bilanci attuali, che appaiono solidi, ma nella tenuta della domanda in uno scenario economico meno favorevole. Come conclude Pascucci, finché l’economia globale sostiene investimenti e innovazione, il settore resta uno dei motori principali dei mercati. Ma con valutazioni già tirate, la soglia di tolleranza a eventuali delusioni si è ridotta sensibilmente.
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