I depressi tech cinesi riprendono il volo

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L’Hang Seng Tech guadagna il 16%. Alibaba +15%. Scendono i contagi in Cina. Si avvicinano le distanze tra Mosca e Kiev. Generali: Caltagirone presenta la sua lista.


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La marcia di avvicinamento all’appuntamento di stasera con la Federal Reserve riporta su il morale delle borse. Ieri a Wall Street il Nasdaq ha chiuso in rialzo di quasi il 3%. Stamattina il future del Dax di Francoforte guadagna l’1,2%.

Asia

Accelerano nel finale le borse dell’Asia Pacifico. L’indice Hong Kong rimbalza dai minimi degli ultimi dieci anni toccati ieri, +7,5%. Spettacolari movimenti nell’Hang Seng Tech +16%. XPENG +32%. Meituan +25%. JD.com +23%. Alibaba, ieri sui minimi storici, è in rialzo del 15%. Tencent +17%. La borsa di Shanghai guadagna il 4%.
Salgono anche i mercati azionari di Tokyo, di Seul, di Singapore e di Sidney.

Covid in Cina

I nuovi contagi sono scesi a 3.050 ieri, da oltre 5000 di lunedì. Si indebolisce la diffusione del virus nell’area di Jilin, quella più colpita. Le autorità comunali di Shanghai hanno escluso la possibilità di un lockdown duro nella città, dopo che nel distretto finanziario ci sono stati dei casi positivi.
Le restrizioni imposte per fermare il contagio non permetteranno all’economia della Cina di raggiungere il target di crescita del 5,5% presentato a inizio mese dalle autorità di Pechino, lo dice UBS nella nota che rivede al ribasso la previsione sul 2022 a +5%, dal precedente +5,4%.

Materie prime e valute

Il petrolio Brent torna sopra quota cento dollari il barile, stamattina il greggio del mare del Nord è in rialzo del 2% a 103 dollari, circa 27 in meno dei picchi di inizio mese.
L’indice Bloomberg Commodity guadagna lo 0,5%. Oro in calo dello 0,2% a 1.914 dollari, circa 150 in meno dei massimi della scorsa settimana.
In Asia salgono la rupia indiana e lo won coreano. Yuan cinese +0,3% su dollaro. Invariato lo yen. Euro in lieve apprezzamento su dollaro.

Ucraina

La guerra prosegue, ma anche ieri il canale negoziale è stata aperto ed attivo. Il membro della delegazione ucraina, Ihor Zhovkva ha scritto ieri sui social che il confronto è stato “più costruttivo” rispetto ai giorni scorsi, anche perché i russi hanno smesso di chiedere la resa. Oggi nuovo incontro, sempre in video conferenza. L’Ucraina accetta ormai il fatto che non potra' entrare nella Nato, ma chiede garanzie per la propria sicurezza riservandosi il diritto di stringere patti con singoli Paesi. Vladimir Putin gli risponde per ora con una chiusura: "L'Ucraina non mostra di voler seriamente trovare soluzioni mutualmente accettabili", ha affermato ieri sera il capo del Cremlino in una telefonata con il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Quanto al ruolo dei mediatori internazionali, il presidente ucraino ha sottolineato l'importanza del colloquio avuto lunedi' con il primo ministro israeliano Naftali Bennett, che ha parlato anche con Putin. Mentre il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu e’ arrivato in missione a Mosca per poi dirigersi a Kiev.
In più, su un terreno dove da giorni non si segnalano movimenti rilevanti delle truppe russe, ieri è stata possibile l’evacuazione di migliaia di persone dai centri dove si combatte.
Nelle ultime 24 ore siamo riusciti a evacuare 28.893 ucraini dalle regioni di Sumy, Kharkiv e Donetsk. Di questi, 20.000 sono riusciti a lasciare Mariupol con le loro auto private". Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un video pubblicato sui social stanotte. "Mercoledi' - ha aggiunto - ci sara' la tanto attesa evacuazione delle persone da Izyum, nella regione di Kharkiv. E' stato concordato un corridoio umanitario". Gli aiuti diretti a Mariupol, invece, "vengono bloccati dai soldati russi, ma non rinunceremo a cercare di salvare la nostra gente e la nostra città.’”

Tra i titoli a Piazza Affari segnaliamo

Generali. Luciano Cirinà è l’amministratore delegato candidato da Francesco Gaetano Caltagirone alla guida della società in vista del rinnovo del board ad aprile. Il manager, triestino, dirige da anni tutto l'Est Europa del gruppo Generali ed "è considerato da molti all’interno della compagnia il successore dell'attuale amministratore delegato”, dice una nota della società a cui fa capo la quota di Caltagirone. L'imprenditore romano e secondo maggiore azionista del gruppo assicurativo pone un’alternativa alla lista del Cda uscente che punta alla conferma dell'AD Philippe Donnet ed è appoggiata da Mediobanca. Claudio Costamagna, ex Goldman Sachs ed ex presidente di Cdp, è indicato invece per la presidenza, secondo la nota di VM 2006, società di Caltagirone a cui fa capo l'8% circa del capitale del gruppo assicurativo. Nella nota sono indicati come consiglieri lo stesso Caltagirone, Marina Brogi, Flavio Cattaneo, Roberta Neri, Alberto Cribiore, Maria Varsellona, Paola Schwizer, Andrea Scrosati, Stefano Marsaglia, Nicoletta Montella, Patrizia Michela Giangualano.

Leonardo. Rheinmetall, operatore tedesco attivo nei radar e nella difesa in ambito aeronautico, starebbe trattando l’acquisto di una quota di minoranza in Oto Melara ed in WASS. Bloomberg riporta che la Germania investirà 5 miliardi di euro in elicotteri per la difesa.

Mfe, ex Mediaset fa ripartire il progetto di una tv paneuropea e il primo passo e' riprendersi il 100% di Mediaset Espana su cui lancia un'opas che la valorizza 5,613 euro per azione, con un premio del 12% sull’ultima chiusura di Borsa. Si rafforza in Italia e in Spagna, investe in Germania e vuole crescere in Europa. L'offerta sul 44,31% del capitale sociale dara' a chi aderisce 4,5 azioni Mfe di categoria A e una componente cash di 1,860 per ogni azione Mediaset España Comunicación portata in adesione. Dal punto di vista della governance Fininvest diluira' la propria partecipazione al 47,1% (e a circa il 48,5% dei diritti di voto). Dal punto di vista finanziario Mfe prevede un "accrescimento dell'utile per azione a partire dal primo anno” e sinergie per 55 milioni di euro in 4 anni (corrispondenti a un "net present value" di circa 340 milioni di euro).

Stellantis. La fabbrica di Melfi ridurrà i turni di produzione a partire dal 4 aprile a causa dei problemi alle forniture di semiconduttori, acuiti dal conflitto tra Russia e Ucraina che sono tra i principali esportatori di materia prima per la fabbricazione di chip. Lo hanno comunicato i sindacati metalmeccanici in una nota congiunta.

Safilo archivia il 2021 con un ritorno all'utile, registrando un risultato netto adjusted di gruppo positivo per 27,4 milioni di euro rispetto alla perdita adjusted di 50,1 milioni del 2020 e al rosso di 6,5 milioni del 2019.


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