I mercati posticipano la fine della guerra

26/03/2026 07:30
I mercati posticipano la fine della guerra

Tre quarti dell’apparato bellico dell’Iran è stato distrutto o danneggiato, dicono gli americani.

Il Wall Street Journal riferisce che l’Iran, nei contatto in privato con i mediatori, si sta dimostrando meno intransigente di quanto dimostri in pubblico: i mediatori dicono che un incontro già nei prossimi giorni è possibile. La stessa testata dice che Trump ha confidato ai suoi collaboratori, nei giorni scorsi, di voler evitare una guerra prolungata in Iran e di sperare di porre fine al conflitto nelle prossime settimane.

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Il petrolio torna a salire e nel corso della notte la guerra è proseguita in Medio Oriente. Le indiscrezioni e le dichiarazioni sui contatti in corso tra Stati Uniti e Iran non lasciano comunque presagire una fine imminente del conflitto.

Ieri l’indice S&P500 di Wall Street ha chiuso in rialzo dello 0,5% e il greggio tipo WTI ha perso circa il 2%. Nel corso della notte il sentiment è cambiato. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future dell’indice Dax di Francoforte -0,8%.

L’indice MSCI Asia Pacific è in calo dello 0,7%.

GUERRA

Gli Stati Uniti e Israele hanno gravemente danneggiato o distrutto la maggior parte degli impianti iraniani utilizzati per la costruzione di missili, droni e navi da guerra, ha dichiarato mercoledì il Comando Centrale degli Stati Uniti.

“Abbiamo danneggiato o distrutto oltre i due terzi degli impianti di produzione di missili, droni e navi da guerra e dei cantieri navali iraniani”, ha affermato l’ammiraglio Brad Cooper in un video diffuso dal comando. “Siamo sulla buona strada per eliminare completamente l’intero apparato di produzione militare iraniano”.

Gli Stati Uniti colpiranno l'Iran “più duramente di quanto sia mai stato colpito prima” se Teheran non raggiungerà un accordo per porre fine al conflitto, ha affermato ieri sera la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

L'esercito israeliano afferma di aver sferrato stanotte "attacchi su larga scala" in Iran. Lo riferiscono diverse agenzie e media locali. In un comunicato dell’esercito si legge che le forze israeliane "hanno portato a termine una serie di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in diverse zone dell'Iran".

PACE

Teheran ha annunciato di aver respinto le proposte di contatto e pubblicamente avanza proposte di pace irricevibili. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito ieri che l’Iran "non ha intenzione di negoziare", ma di "continuare a resistere".

In privato però, riferisce il Wall Street Journal, l’Iran si sta mostrando meno intransigente.

Le probabilità di successo rimangono basse, ma i mediatori che fanno la spola tra le parti dicono che l'Iran sta comunque ascoltando e non ha chiuso la porta a un incontro tra le due parti nei prossimi giorni.

Gli Stati Uniti e Israele hanno rimosso il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dalle rispettive liste di obiettivi da eliminare per un periodo di quattro o cinque giorni.

Lo stesso quotidiano riporta che il presidente Trump ha confidato ai suoi collaboratori, nei giorni scorsi, di voler evitare una guerra prolungata in Iran e di sperare di porre fine al conflitto nelle prossime settimane.

Il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, ha parlato di "segnali" iraniani a favore di negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra, che secondo lui costituiscono "un barlume di speranza". "Sia gli Stati Uniti che l'Iran hanno lanciato segnali a favore dei negoziati", ha dichiarato Wang Yi durante una telefonata avuta ieri con il suo omologo egiziano Badr Abdelatty. "La comunità internazionale deve incoraggiare attivamente le parti in conflitto ad avviare un dialogo. Non appena si inizia a dialogare, la pace torna ad essere possibile", ha sottolineato, secondo un comunicato diffuso dal suo ufficio nella notte.

PETROLIO

Greggio tipo Brent +2% a 104,5 dollari il barile.

Il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha appoggiato un ulteriore rilascio coordinato di riserve petrolifere da parte dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), in modo da stabilizzare i mercati energetici, riporta Kyodo News.

Durante un incontro a Tokyo con il Direttore Esecutivo dell'AIE, Fatih Birol, Takaichi ha esortato l'organizzazione a prepararsi per un ulteriore rilascio coordinato di scorte qualora le ostilità dovessero persistere.

All'inizio di marzo, i membri dell'AIE hanno iniziato a rilasciare 400 milioni di barili di riserve strategiche, la prima mossa di questo tipo dall'invasione dell'Ucraina del 2022.

Birol ha osservato che i membri detengono ancora oltre 1.400 miliardi di barili anche dopo questo rilascio record.

Il Financial Times rivela che in prossimità del post di Trump contente l’annuncio di colloqui costruttivi con l’Iran, il mercato dei future su Brent e WTI si era acceso: nel quarto d’ora precedente la pubblicazione, erano passate di mano improvvisamente delle opzioni al rialzo di controvalore pari a 580 milioni di dollari. Operatori del settore sentiti dal quotidiano, hanno riferito che questi movimenti analoghi sono sempre più frequenti, nei minuti che precedono prese di posizione, interventi e dichiarazioni rilevanti da parte della Casa Bianca.

EURO

Da inizio di marzo l’euro è complessivamente in declino, da 1,1688 dei primi giorni del mese a un minimo di 1,1417 il 13 marzo, prima di stabilizzarsi intorno al livello di 1,16. Stamattina siamo a 1,156. Attualmente la coppia si trova vicino alla sua media mobile a 200 giorni, un livello tecnico critico che spesso segnala la direzione del trend a lungo termine.

Skylar Montgomery Koning di Bloomberg segnalava ieri che le ingenti posizioni lunghe sull’euro aperte prima della guerra con l'Iran, non sono ancora state liquidate, questa presenza aumenta i rischi di altre flessioni nel corso delle prossime settimana. Koning osservato che con il protrarsi della guerra e il mantenimento di prezzi elevati dell'energia, i mercati stanno progressivamente accettando questa situazione come uno shock persistente, piuttosto che temporaneo.

Il BTP riparte da 3,83% di tasso di rendimento, con spread a 87 punti base. Bloomberg dice che il governo italiano rivedrà al ribasso le stime di crescita del Pil del 2026.

CINA-GIAPPONE

Un ufficiale in servizio attivo delle Forze di Autodifesa giapponesi è stato arrestato martedì dopo aver violato la proprietà dell'ambasciata cinese a Tokyo, provocando proteste da parte di Pechino.

"È molto deludente che un membro delle Forze di Autodifesa, incaricato di far rispettare la legge, sia stato arrestato con l'accusa di violazione di domicilio", ha dichiarato il Capo di Gabinetto giapponese Minoru Kihara durante una regolare conferenza stampa mercoledì mattina.

Il Giappone ha espresso il proprio rammarico in risposta alla protesta di Pechino e ha affermato che adotterà le misure appropriate per garantire che l'incidente non si ripeta, ha aggiunto Kihara. La polizia ha già rafforzato la sicurezza intorno all'ambasciata.

L'incidente rischia di alimentare le tensioni tra Tokyo e Pechino, tensioni che covano da quando il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha suggerito a novembre che il suo Paese potrebbe essere coinvolto militarmente qualora la Cina tentasse di impadronirsi con la forza di Taiwan, la democrazia autogovernata rivendicata da Pechino.

TITOLI

Banca Monte Paschi. Il cda ha revocato i poteri dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio, e lo ha sospeso dalle mansioni di direttore generale, dopo la decisione di Lovaglio di candidarsi per un nuovo mandato senza l'appoggio dei consiglieri uscenti.

Nexi. Il board ha nominato Bernardo Mingrone amministratore delegato e direttore generale, sostituendo Paolo Bertoluzzo. Lo riferisce una nota.

Fincantieri valuta acquisizioni mirate per accelerare la sua crescita nel settore sottomarino. Lo ha detto l'AD Pierroberto Folgiero nel corso della conference call sui risultati del 2025 chiuso con un utile netto di 117 milioni, quattro volte superiore rispetto quello del 2024. L'AD ha spiegato che il gruppo, reduce da un aumento di capitale da 500 milioni, non mira a operazioni trasformative ma a piccole acquisizioni nei sistemi di propulsione, elettronica, software di comando e controllo e telecomunicazioni, anche al di fuori della difesa.

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