I mercati sembra che abbiano scontato il rischio di eventi estremi in Medio Oriente

Nelle trattative USA-Iran, resta da capire se i negoziatori riusciranno a superare le divergenze sul programma nucleare iraniano.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
In calo la fiducia attesa dei consumatori USA MoM di aprile (89,4 punti contro 91,8). Come noto, si tratta di un indicatore chiave che può prevedere le intenzioni di spesa e che svolge un ruolo di base nell'attività economica complessiva.
Trump ha esteso il cessate il fuoco con l'Iran, mantenendo la gradita tregua nelle ostilità e segnalando, a nostro avviso, la volontà di una soluzione diplomatica al conflitto. Tuttavia, i colloqui per un accordo di pace più duraturo sono, per il momento, in una fase di stallo. Alcune fonti suggeriscono che un secondo round di colloqui formali potrebbe tenersi a breve, ma resta da vedere con quanta rapidità i negoziatori riusciranno a superare le divergenze su questioni cruciali come il programma nucleare iraniano e le garanzie di sicurezza. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz, via di transito per circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali, rimane chiuso.
Continuiamo a ritenere che nelle prossime settimane si possa raggiungere una soluzione diplomatica che contribuisca ad alleviare queste pressioni, soprattutto considerando che l'aumento dei costi del conflitto acuisce gli incentivi politici a trovare un accordo. Tuttavia, gli investitori hanno bisogno di vedere segnali più concreti di progressi nei negoziati per evitare ulteriori aumenti dei prezzi del petrolio che potrebbero pesare sulle economie e sui mercati.
Nel frattempo i mercati sembra che abbiano scontato il rischio di eventi estremi in Medio Oriente, con le azioni che hanno recuperato le perdite registrate a marzo. Questa ripresa potrebbe tuttavia rendere i titoli azionari vulnerabili nel breve termine, qualora si verificassero battute d'arresto nel processo di risoluzione diplomatica della crisi mediorientale.
Secondo gli analisti, la velocità e l'entità del rimbalzo di aprile evidenziano l'importanza di rimanere investiti in un contesto di elevata incertezza. Un investitore che avesse venduto l'indice Nasdaq quando ha toccato il punto di correzione a fine marzo avrebbe consolidato queste ingenti perdite e si sarebbe perso un rimbalzo di quasi il 15% registrato da allora. Al contrario, un investitore che avesse mantenuto le posizioni durante questo periodo avrebbe potuto registrare un guadagno del 7% da fine febbraio ad oggi, pur con una significativa volatilità in arrivo. Questo ci ricorda il vecchio adagio secondo cui investire a lungo termine è più importante che prevedere i movimenti del mercato.
Man mano che i mercati acquisiscono maggiore fiducia nel raggiungimento di una soluzione diplomatica, sembra che stiano tornando a concentrarsi sui fondamentali economici e di mercato, che appaiono ancora solidi. Gli ultimi dati su come le famiglie statunitensi stanno affrontando l'ultimo shock inflazionistico, non sono negativi. Le vendite al dettaglio sono aumentate dell'1,7% su base mensile a marzo, a causa dell'impennata dei prezzi del petrolio che ha spinto la spesa presso le stazioni di servizio verso l'alto di circa il 15%. Tuttavia, l'aumento del costo della benzina non sembra aver scoraggiato altre tipologie di spesa. L'indice delle vendite al dettaglio, che esclude la spesa per beni volatili come benzina, automobili e materiali da costruzione, ha registrato un robusto aumento dello 0,7% nel corso del mese.
In una prospettiva più ampia, questi dati continuano ad indicare una notevole resilienza a breve termine della spesa dei consumatori, potenzialmente favorita da rimborsi fiscali più consistenti a seguito dei tagli fiscali dello scorso anno. Le stime del Congressional Budget Office suggeriscono che i rimborsi potrebbero essere superiori di 150 miliardi di dollari quest'anno, che insieme a minori ritenute alla fonte, contribuiranno a dare impulso al potere d'acquisto dei consumatori.
In che misura i tagli fiscali possono proteggere i consumatori dall'aumento dei prezzi della benzina? Secondo gli analisti, l'aumento dei prezzi della benzina assorbirà solo circa il 40% di questi benefici, qualora i prezzi dovessero diminuire come previsto dai mercati a termine. Se invece i prezzi dovessero rimanere fermi a 4 dollari al gallone quest'anno, la maggiore spesa alla pompa rappresenterebbe circa il 60% dell'incremento derivante dai tagli fiscali e dalle minori ritenute alla fonte.
Inoltre, gli analisti si aspettano che i prezzi dovrebbero salire tra i 4,75 e i 5 dollari al gallone e mantenersi a questi livelli per assorbire completamente tutti i benefici derivanti dalla riduzione delle tasse. Questo contribuisce a spiegare perché i mercati prevedono un impatto negativo a breve termine sulla crescita statunitense a causa dello shock iraniano, ma non un forte declassamento.
Nonostante un clima più favorevole sui mercati, è improbabile che la Fed esprima giudizi decisivi sulle prospettive economiche nella riunione di questa settimana. La previsione è per mantenere tassi d'interesse invariati e riteniamo che il Powell – nel suo ultimo discorso da presidente - continuerà a parlare della significativa incertezza che aleggia sulle prospettive future. In pratica, il segnale sarà probabilmente che la Fed manterrà i tassi invariati, mentre cerca di comprendere meglio il percorso da seguire in questo conflitto e le sue ripercussioni sulla crescita e sull'inflazione. Questa riunione sarà l'ultima di Powell come presidente. La strada per la conferma di Kevin Warsh, il candidato del presidente Trump, da parte del Senato si è spianata dopo che il Dipartimento di Giustizia ha annunciato l'archiviazione dell'indagine penale su Powell per spese eccessive relative alla ristrutturazione degli edifici della Fed. I tempi per la conferma non sono chiari, ma Warsh potrebbe assumere la carica di presidente della Fed in tempo per la riunione del FOMC di giugno.
I mercati dei tassi d'interesse hanno reagito positivamente a questa notizia, probabilmente in parte per il sollievo derivante dal fatto che l'ostacolo procedurale sembra essersi allentato, ma anche nella convinzione che Warsh, a nostro avviso, potrebbe essere più propenso del suo predecessore a guidare il comitato verso un taglio dei tassi d'interesse prima del previsto.
Siamo tuttavia cauti nell'aspettarci cambiamenti significativi nella politica monetaria a breve termine. Probabilmente sarà difficile raggiungere un consenso per i tagli dei tassi nelle prossime riunioni del FOMC, con l'inflazione dei prezzi al consumo che si attesta intorno al 3,5% su base annua. Tuttavia, riteniamo che un calo dei prezzi del gas e del petrolio entro la fine dell'anno potrebbe aprire la strada a un taglio dei tassi verso la fine del 2026.
Oltre a fondamentali economici che appaiono solidi e alle crescenti speranze di tassi di interesse più bassi, i mercati sembrano anche ottimisti riguardo al quadro degli utili. È vero che a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio, si sono registrate alcune lievi revisioni al ribasso delle previsioni sugli utili per quest'anno, con aggiustamenti che, come prevedibile, si sono manifestati soprattutto nei settori dei beni di consumo discrezionali e dell'industria. Tuttavia, le stime di crescita degli utili in questi settori rimangono solide e, in generale, le prospettive restano positive in un'ampia gamma di settori. Inoltre, abbiamo assistito a un aumento delle aspettative sugli utili del settore tecnologico, che hanno raggiunto livelli ancora più interessanti, a seguito di una serie di risultati trimestrali positivi. L'indice dei semiconduttori di Philadelphia ha chiuso in rialzo per la diciottesima sessione consecutiva venerdì e ora vanta un aumento di quasi il 50% da inizio aprile.
All'inizio dell'anno, i mercati azionari internazionali hanno sovraperformato gli indici statunitensi, grazie alla crescita degli utili, a valutazioni più interessanti e a un dollaro USA più debole, fattori che hanno determinato un cambiamento nella leadership di mercato. Tuttavia, a seguito dello shock iraniano e dei recenti miglioramenti delle aspettative sugli utili del settore tecnologico statunitense, abbiamo assistito a una netta sovraperformance dei titoli azionari statunitensi dalla fine di febbraio. Questi cambiamenti nella leadership di mercato sottolineano il perché riteniamo che gli investitori dovrebbero puntare ad un paniere diversificato nell'attuale contesto.
A nostro avviso, la diversificazione consente di esporsi a una vasta gamma di temi di investimento, dagli investimenti nell'intelligenza artificiale, al miglioramento degli utili internazionali, fino a valutazioni più interessanti. Inoltre, può contribuire ad attutire gli shock che potrebbero emergere a livello macroeconomico e di mercato, distribuendo e diversificando il rischio su un gruppo più ampio di aziende e aree geografiche.
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