I mercati si perdono nel groviglio dei dazi

23/02/2026 07:30
I mercati si perdono nel groviglio dei dazi

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,5%. Venerdì, per effetto della sentenza sui dazi arrivati dalla Corte Suprema, gli investitori avevano probabilmente guardato al possibile ritorno della globalizzazione nei commerci internazionali, stamattina, i future di Wall Street e delle borse dell’Europa mostrano che si dà più peso all’incertezza.

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Nel corso del fine settimana, anche per effetto degli ultimi annunci del presidente Donald Trump, è mutato l’atteggiamento dei mercati nei confronti della bocciatura dei dazi imposti in aprile dalla Casa Bianca da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti.

Venerdì gli investitori avevano probabilmente guardato al possibile ritorno della globalizzazione nei commerci internazionali, stamattina, i future di Wall Street e delle borse dell’Europa mostrano che si dà più peso all’incertezza creata dal verdetto dei giudici.

Venerdì Wall Street ha chiuso in rialzo dello 0,7%, +1,1% la settimana. David Russell, responsabile globale della strategia di mercato presso TradeStation aveva scritto venerdì che l’esito della sentenza era stata ampiamente anticipato dalle discussioni orali sul caso, per cui, la conferma era da intendersi come una buona notizia. In aggiunta, Russell affermava che i dazi stavano iniziando a farsi sentire sulla dinamica dei prezzi al consumo, come mostrato dall’andamento dell’indicatore dell’inflazione pubblicato qualche ora prima.

L’incertezza resta comunque alta perché la Corte Suprema ha dichiarato illegali i dazi ma non ha affrontato la spinosa questione di come e quando le aziende potrebbero essere rimborsate per i circa 130 miliardi di dollari di dazi doganali coperti dalla sentenza. Per ora, le imprese continueranno a pagarli, data la tempistica poco chiara dei cambiamenti alle norme doganali sulle importazioni.

I NUOVI DAZI AL 15% RISCHIANO DI DURARE POCO

Trump ha poi condannato la sentenza e dichiarato che imporrà un dazio globale del 10%, successivamente aumentato al 15%, in base a un'altra autorità prevista dalla Sezione 122 del Trade Act del 1974.

Questo cambiamento pone Trump su un "terreno giuridico molto più sicuro", anche se la Sezione 122 è più restrittiva, ha osservato Paul Ashworth, capo economista per il Nord America di Capital Economics. Ma il nuovo dispositivo legale è a tempo, il Congresso deve ratificare l’Ordine Esecutivo entro cinque mesi.

Questo pone Trump di fronte a una scadenza, poiché anche alcuni repubblicani si sono recentemente schierati con i democratici nelle recenti votazioni sui dazi, il che significa che è improbabile che il Congresso voti per prorogare questi dazi dopo la loro scadenza. A quel punto "l'amministrazione sarà in grado di aumentare invece i dazi della Sezione 232 e 301, dopo aver completato le indagini necessarie", scrive Ashworth.

In Europa, l’indice Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,8% ed ha toccato un nuovo record, +2,1% il bilancio della settimana.

Stamattina il future del Dax di Francoforte perde lo 0,4%.

DAZI: PER LA CASA BIANCA RESTANO

Nonostante la battuta d'arresto inflitta dalla Corte suprema, gli Usa intendono rispettare gli accordi presi con la Ue, la Cina e gli altri paesi in tema di dazi. Lo ha affermato il rappresentante commerciale americano Jamieson Greer: "Stiamo conducendo discussioni attive con loro" ha detto riferendosi ai partner commerciali. E ha aggiunto: "Vogliamo che capiscano che questi accordi saranno buoni accordi. Intendiamo rispettarli. Contiamo sul fatto che i nostri partner li rispettino", ha dichiarato Greer durante il programma "Face the Nation" della CBS.

L’EUROPA NON CI STA

In una lunga dichiarazione ufficiale, espressione della Commissione nella sua interezza, Bruxelles chiede chiarezza, di fatto accusa il presidente americano di non rispettare gli accordi.

Non siamo alla rottura tra Stati Uniti e Ue sul fronte commerciale, scrive l’Ansa, ma rispetto all'estate scorsa qualcosa, nella postura della Commissione, è destinato a cambiare. I dazi al 15% imposti unilateralmente da Donald Trump dopo che la Corte Suprema ha bocciato le premesse giuridiche della sua politica tariffaria, non solo danneggiano l'Europa, ma - nelle prime valutazioni - determinano una violazione dell'intesa siglata in Scozia. “La situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici 'equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi', come concordato da entrambe le parti nella dichiarazione congiunta Ue-Usa. Un accordo è un accordo. In qualità di principale partner commerciale degli Stati Uniti, l'Ue si aspetta che gli Usa onorino gli impegni”, si leggeva nella dichiarazione di Bruxelles. Un grafico diffuso dal Financial Times, nelle stesse ore, illustrava come l'Ue sia tra i destinatari più svantaggiati dal nuovo schema tariffario, che invece paradossalmente sembrerebbe favorire Paesi non certo vicini a Trump, come Cina e Brasile.

Alla quota del 15%, infatti, si dovrebbe aggiungere la clausola della nazione più favorita che regolava i rapporti tra Usa e Ue in passato, e che si staglia attorno al 4,8%. Tale clausola, negli accordi di Trump Turnberry, era inclusa nel tetto del 15%. "I prodotti dell'Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti delle tariffe oltre il limite massimo chiaro e onnicomprensivo concordato in precedenza", ha spiegato Palazzo Berlaymont.

Sabato il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic ha avuto un primo colloquio con Greer e con il segretario al Commercio Howard Lutnick. "La priorità dell'Ue è preservare un contesto commerciale transatlantico stabile e prevedibile”. L'Eurocamera si appresta a congelare nuovamente l'iter di approvazione dei regolamenti attuativi dell'intesa di luglio. "Proporrò al team negoziale del Pe di sospendere i lavori legislativi fino a quando non avremo una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari da parte degli Stati Uniti”, ha annunciato il presidente della commissione Commercio del Pe, e relatore del dossier, Bernd Lange.

ASIA PACIFICO

Il clima è diverso e prevale il rialzo, in quanto l’incertezza sugli Stati Uniti sposta denaro verso altre piazze finanziarie. Inoltre, il nuovo quadro tariffario, quello delineatosi nel fine settimana, è comunque più favorevole alla Cina, all’India, al Vietnam ed a altri paesi dell’area. Il governo indiano ha deciso di rinviare la partenza di una delegazione commerciale a Washington, che avrebbe dovuto finalizzare un accordo bilaterale. Secondo una fonte del ministero indiano del Commercio, la visita inizialmente prevista per questa settimana e' stata posticipata dopo consultazioni tra funzionari dei due Paesi, senza che sia stata fissata una nuova data.

L’Hang Seng di Hong Kong accelera nel finale e sale del 2,2%. Restano chiuse le borse della Cina Continentale. Kospi di Seul +0,7%, nuovo record. 

BORSE EUROPEE

In Europa sta per ripartire il ciclo della crescita e Carmignac ritiene che in questo contesto le borse di Francoforte, Parigi e Milano siano delle opportunità interessanti. “La chiave è la Germania. L’allentamento effettivo del freno al debito e l’intenzione di destinare 500 miliardi di euro a infrastrutture e difesa rappresentano il cambiamento fiscale più significativo dell’ultima generazione. Questo piano di investimenti potrebbe incrementare il PIL tedesco dello 0,5%-1% all’anno nel prossimo decennio. L’attuazione sarà decisiva, ma la direzione è chiara: si tratta di un vero cambio di passo per le prospettive del continente”, scrive Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti della società di gestione francese.

La dinamica è favorevole anche nel resto dell’Europa. “L’Italia continua a beneficiare del sostegno dei fondi Next Generation EU, mentre la Francia sta di fatto attuando uno stimolo attraverso un livello elevato di spesa sociale. La Spagna, nel frattempo, raccoglie i frutti di un circolo virtuoso tra esportazioni, investimenti privati, produttività e consumi, anch’essa sostenuta dai fondi europei per la ripresa”.

Thozet stima una crescita del PIL dell’Eurozona pari all’1,3%, “superiore sia al consensus sia al potenziale, con un graduale allineamento alle dinamiche del resto del mondo. L’inflazione dovrebbe attestarsi tra l’1,7% e l’1,8%, lasciando alla BCE margini di intervento qualora la crescita dovesse indebolirsi o i mercati entrassero in una fase di avversione al rischio”.

Passando dal quadro macro a quello micro, lo strategist aggiunge che per la prima volta in tre anni, il consensus indica un ritorno alla crescita degli utili, “con un aumento degli EPS stimato a un solido 12% sia nel 2026 sia nel 2027. Se queste previsioni verranno confermate, segnerebbero un passaggio significativo da una fase trainata dai multipli a una ripresa fondata sui fondamentali”.

Il dollaro si indebolisce: euro a 1,182. Aumentando il rischio che il governo statunitense debba rimborsare circa 170 miliardi di dollari in entrate arrivate con i dazi, ampliando il deficit fiscale.

UCRAINA

L’Ungheria bloccherà il 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia perché l’Ucraina non ha ancora riparato l’oleodotto che porta il petrolio nel Paese di Orbán

Petrolio Brent -1%. Sabato e domenica gli studenti di diverse università iraniane hanno ricominciato a protestare contro il regime. Una fonte della famiglia reale saudita ha dichiarato alla testata israeliana N12 che la soluzione non è più una mossa militare isolata, ma un profondo e fondamentale cambiamento a Teheran, fino al punto di eliminare la Guida Suprema Ali Khamenei e i suoi uomini. E' quanto si legge sul sito di N12.

TITOLI

Banca Monte Paschi. Il Cda venerdì ha approvato con riserva la lista 'lunga' per il rinnovo del board, includendo l'attuale AD Luigi Lovaglio e Presidente Nicola Maione, che puntano alla riconferma, riferiscono due fonti vicine alla vicenda. La lista di 30 nomi, che è destinata a essere scremata di un terzo e segue criteri di composizione che la banca sempre venerdì ha comunicato di aver aggiornato dopo un'interlocuzione con Bce, include inoltre il fondatore di illimity ed ex AD di Intesa Sanpaolo e Poste Italiane Corrado Passera, l'AD di Acea Fabrizio Palermo e l'ex manager di UniCredit Carlo Vivaldi, riferiscono le fonti.

Enel ha approvato domenica l'avvio di un nuovo programma di acquisto di azioni proprie fino a 1 miliardo di euro e un numero massimo di azioni in ogni caso non superiore a 150 milioni, equivalenti a circa l'1,48% del capitale sociale.

Domenica il cda ha inoltre autorizzato l'emissione di bond e la sottoscrizione o il rinnovo di finanziamenti bancari per 12 miliardi da effettuarsi entro il 31 marzo 2027, per rifinanziare il debito in scadenza entro tale data e soddisfare eventuali altri esigenze del gruppo.

Sabato il gruppo ha annunciato la firma di accordi con Excelsior Energy Capital per l'acquisizione di un portafoglio da 830 MW di impianti eolici e solari negli Usa per un corrispettivo di circa 1 miliardo di dollari. L'operazione avra' a regime un effetto netto positivo sull'Ebitda ordinario consolidato di circa 125 milioni di euro ‘anno.

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