I ministri Gualtieri e Patuanelli scrivono a Enel: «Rete unica in tempi brevi»

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Il ministro delle Finanze e quello dello sviluppo hanno inviato la lettera in occasione del Cda per l’approvazione del piano strategico che sarà presentato oggi. L’invito è a trovare in tempi brevi un accordo su Open Fiber e sbloccare la partita della banda larga.


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Missiva del governo al Gruppo

Il governo spinge sulla creazione della rete unica in Italia. Ieri sera, i ministri dell'Economia e dello Sviluppo economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, hanno indirizzato una missiva al Gruppo Enel in cui sottolineano l’urgenza di trovare un accordo sull’asset Open Fiber (a oggi in mano a Enel e Cdp). «In relazione alla valutazione delle offerte di acquisto della quota di Enel in Open Fiber, il Governo auspica che codesta società, nel perseguimento dell’interesse aziendale, consideri la rilevanza strategica per il Paese del progetto di costituzione della cosiddetta "rete unica" nazionale, ossia di una rete integrata, aperta all’accesso ed al coinvestimento di tutti gli operatori di mercato interessati», scrivono i titolari dei due dicasteri economici alla società. Il riferimento va alle indiscrezioni, diffuse la scorsa settimana, secondo cui Enel avrebbe al vaglio la possibilità di mantenere una quota di minoranza in Open Fiber (con la cessione del 40%, anziché del 50% a Macquarie) e partecipare al progetto della rete unica con Tim.

Il governo mostra una sorta di “impazienza” in quanto ritiene il progetto «un punto di partenza fondamentale per consentire l’ottimizzazione e il potenziamento degli investimenti di infrastrutturazione in fibra ottica, accelerando la transizione tecnologica del Paese, in coerenza con gli obiettivi delineati nel piano Next Generation Eu, e assicurando così, quanto prima, a cittadini e imprese un accesso efficace, efficiente, sicuro e paritario ai servizi pubblici», anche alla luce dell’urgenza imposta dall’attuale situazione di emergenza sanitaria.

L’assist del governo alla creazione della società della “rete unica” è comunque subordinato alla «garanzia di indipendenza e terzietà», dei soggetti promotori.

Secondo fonti vicine all’operazione, con questa mossa, Roma ha messo il placet sulla possibilità che Enel mantenga una quota di minoranza in OF assicurando, in questo modo, la quota di maggioranza (50%) in mano a Cdp in caso di cessione di una quota limitata al 40% al fondo infrastrutturale australiano Macquarie.

Al momento il board non avrebbe preso nessuna decisione sul dossier Open Fiber e sull'offerta di Macquarie.

Il piano strategico

La lettera, come anticipato, è arrivata in occasione della riunione del consiglio di amministrazione di Enel per l'approvazione del nuovo business plan dell'utility. Il piano sarà annunciato oggi con una view di breve termine per il periodo 2021- 2023 (con li obiettivi di decarbonizzazione e di sviluppo della base clienti), oltre a indicazioni di sviluppo strategico nel lungo periodo (lo sviluppo nelle rinnovabili, nell’idrogeno green e in potenziali aree geografiche).

Secondo gli analisti di Equita Sim (rating Buy e tp 8,5 euro confermato) il nuovo piano strategico sarà l’occasione per il gruppo di «mostrare la resilienza complessiva del business rispetto allo scenario economico avverso». Sul fronte degli elementi quantitativi gli esperti della Sim milanese indicano le attese per una Cagr Ebitda del +4.5% (2023 a 20,5 miliardi) e Utile del +8% (Utile 2023 a 6,2 miliardi nel periodo 20-23 con un alto grado di visibilità considerato lo stato avanzamento progetti e gli hedging (power e currencies)». Si prospetta inoltre «il mantenimento della dividend policy (70% payout e dividendo minimo garantito)».

Ieri il titolo Enel ha chiuso la seduta in perdita dell’1,86% a 8,08 euro.


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