I petroliferi crollano sulla scia dei nuovi timori da Covid-19

calo petrolio

Il nuovo coronavirus inglese zavorra i mercati mondiali e manda in fumo gli sforzi degli ultimi giorni nell’Oil. A fine mattinata le quotazioni di Brent e Wti si muovono sotto il 5% e anche i titoli delle società italiane accusano il colpo. Eni perde il 5,36% nonostante la firma di un contratto di concessione per l'acquisizione di una quota del 70% nel blocco esplorativo 3, nell'offshore nord-occidentale dell'Emirato di Abu Dhabi.


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Nuovo tonfo dei petroliferi sui mercati internazionali

I timori legati alla nuova variante di Coronavirus scoperta nel Regno Unito affossano le quotazioni sull’oro nero dopo le ultime settimane di ripresa. Alle 12 le quotazioni del greggio segnano una forte contrazione con il Brent (-5,5%) a 49,4 dollari e il Wti (-5,6%) a 46,5 dollari, sotto stress per via dei rischi di nuovi lockdown. La quotazione negativa si riflette, a cascata, sui titoli delle energetiche.

A fine mattinata l'indice di riferimento Ftse It Oil & Gas mostra una flessione del 4,05%. Giù anche il benchmark a livello europeo (DJ Stoxx Energy) a -1,62%. Tra i player del comparto, Tenaris perde il 4,46% a 6,43 euro, mentre Eni arretra del 5,36% scambiato a 8,16 euro.

Eni, contratto di concessione nel Blocco 3 offshore dell’Emirato di Abu Dhabi

La quotazione del gruppo guidato da Claudio Descalzi non riesce a rimbalzare nonostante la firma di un contratto di concessione per l'acquisizione di una quota del 70% nel blocco esplorativo 3, nell'offshore nord-occidentale dell'Emirato di Abu Dhabi. Eni sarà alla guida di un consorzio di cui fa parte una controllata della società tailandese Ptt Exploration and Production Public Company Limited (Pttep), con il restante 30% del capitale.

Il Blocco 3 offshore rappresenta l’area più grande assegnata tra quelle messe a gara da Adnoc a maggio 2019, nell'ambito della seconda tornata competitiva per la concessione di licenze lanciata dall'Emirato per valorizzare le sue risorse di idrocarburi.

In base all’accordo, il Cane a sei zampe esplorerà il blocco e valuterà le scoperte esistenti. La fase esplorativa avrà una durata massima di 9 anni e, secondo quanto dichiarato da Adnoc, richiederà fino a 412 milioni di dollari di investimenti.

I termini della concessione saranno estesi a 35 anni a partire della fase esplorativa e, in caso di esito positivo, per le fasi di sviluppo e produzione, nelle quali Adnoc ha un'opzione per detenere una quota del 60%.

Eni è presente ad Abu Dhabi già dal 2018, dove opera nelle concessioni Umm Shaif e Nasr Offshore con una quota del 10%, nella Lower Zakum con una quota del 5% e nella concessione di Ghasha con il 25%.