I tassi di mercato USA sono arrivati al picco?

16/10/2023 07:30
I tassi di mercato USA sono arrivati al picco?

Molte delle economie dei mercati sviluppati sono avviate verso un trend di crescita strutturalmente piรน debole a causa di grandi forze come lโ€™invecchiamento della popolazione che รจ destinato a creare problemi legati alla sostenibilitร  dei sistemi pensionistici e legati allโ€™aumento dei consumi.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Dati importanti per i mercati in uscita questa settimana. Si comincia oggi alle 10:00 con lโ€™inflazione dellโ€™Italia YoY di settembre (stima 5,3% contro 5,4 di agosto). Martedรฌ vedremo invece lโ€™indice ZEW di ottobre alle 11:00 (stima -81,4 punti contro -79,4 di settembre). Mercoledรฌ alle 11:00 รจ invece il turno dellโ€™Europa dove lโ€™inflazione di settembre รจ prevista in flessione al 4,3% (5,2% in agosto).

Venerdรฌ scorso lโ€™inflazione della Francia YoY di settembre รจ stata in linea con le attese e il dato di agosto del 4,9%. In crescita invece lโ€™inflazione YoY di settembre della Spagna, salita al 3,5% (dal 2,6% di agosto).

Il rendimento totale dei titoli a 10 anni detenuti dal Tesoro USA si avvicina a una perdita di circa il 4% questโ€™anno, con perdite di capitale che cancellano il reddito da esso fornito. Lโ€™aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine mostra che i mercati si stanno adattando a un livello piรน elevato legato a cambiamenti strutturali: la politica fiscale statunitense piรน flessibile, la riallocazione delle risorse nella transizione a basse emissioni di carbonio e la frammentazione geopolitica che tende a riformare le catene di approvvigionamento.

Molte delle economie dei mercati sviluppati sono avviate verso un trend di crescita strutturalmente piรน debole a causa di grandi forze come lโ€™invecchiamento della popolazione che รจ destinato a creare problemi legati alla sostenibilitร  dei sistemi pensionistici e legati allโ€™aumento dei consumi.

Lโ€™attivitร  negli Stati Uniti รจ rimasta stagnante negli ultimi 18 mesi mentre lโ€™economia sembra muoversi su un percorso di crescita inferiore. Gli aumenti apparentemente forti delle buste paga dellโ€™ultimo periodo potrebbero sembrare una buona notizia, ma le aziende si stanno facendo sempre piรน lente nel riassumere lavoratori dopo la fine della pandemia. Stimiamo che, senza questo forte effetto di recupero, la crescita dei posti di lavoro in realtร  rallenterebbe.

Concentrarsi sulla creazione mensile di posti di lavoro riteniamo che in realtร  mascheri una tendenza piรน ampia partita nel 2020: la crescita complessiva dellโ€™occupazione รจ stata modesta, ma la disoccupazione รจ comunque inferiore. Ciรฒ dimostra che lโ€™offerta di lavoro รจ rallentata con lโ€™invecchiamento della popolazione. Riteniamo che possa essere piรน il vincolo sul lato dellโ€™offerta e quindi la maggiore rigiditร  del lavoro, piรน che unโ€™economia forte che determinerร  i dati futuri.

Per quanto riguarda i mercati finanziari, vediamo rendimenti a lungo termine sostanzialmente in linea con le nostre attese, ma riteniamo che le azioni non riflettano ancora pienamente tassi ufficiali piรน elevati per un periodo piรน lungo.

Ecco perchรฉ riteniamo sia fondamentale sfruttare gli impatti settoriali e aziendali del cambiamento che si va profilando allโ€™orizzonte in questo difficile contesto macroeconomico. Si tratta quindi di identificare i catalizzatori, vedere come interagiscono tra loro e scoprire i probabili beneficiari non ancora scontati dai mercati.

Allungando lโ€™orizzonte temporale, vediamo altre grandi forze che si intersecano e creano grandi cambiamenti nella redditivitร  tra economie e settori. Per esempio, il potenziale in tutto il sistema energetico nel passaggio ad unโ€™economia a basse emissioni di carbonio. La sanitร , il tempo libero e le aziende con prodotti e servizi per gli anziani potrebbero invece trarre vantaggio dai mercati sviluppati man mano che le persone invecchiano. Ma vediamo anche il panorama finanziario USA in rapida evoluzione e pronto a creare opportunitร  nel credito privato, visto che le banche tendono a frenare i prestiti.

Nelle prossime settimane sarร  importante seguire la reazione del mercato alla geopolitica. Per quanto riguarda i tassi, ci sembra che la classica risposta iniziale di โ€œrifugio sicuroโ€ sembra essere ostacolata dai timori che un potenziale shock dellโ€™offerta di materie prime possa rilanciare lโ€™inflazione principale e limitare la capacitร  dei banchieri centrali di tagliare i tassi in una fase di ribasso. Riteniamo comunque che l'attuale 5,50% possa essere il tasso terminale dei fondi federali.

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