I titoli tecnologici guidano il rialzo di Wall Street

Pochi titoli hanno guidato il rialzo, il che significa che se la tecnologia mega-cap dovesse inciampare, la volatilitร aumenterebbe. Apple, Microsoft, Tesla, Amazon, Alphabet (Google), NVIDIA e Meta hanno guadagnato in media circa l'85% nei primi sei mesi di quest'anno.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Nessun dato interessante per i mercati in uscita oggi. Ieri il PMI dellโEuropa di giugno รจ risultato leggermente inferiore alle attese (43,4 punti contro 43,6 stimato e 44,8 di maggio). Per quanto riguarda i dati USA, il PMI manifatturiero di giugno, pari a 46,3 punti, รจ risultato in linea con le aspettative, ma in riduzione rispetto a maggio (48,4 punti), mentre lโISM manifatturiero di giugno รจ risultato invece nettamente inferiore alle aspettative (46 punti contro 47,2 atteso e 46,9 di maggio). La flessione di entrambi gli indicatori rispetto al mese precedente, evidenzia lโulteriore rallentamento dellโeconomia nel 2Q23.
La performance delle azioni dallโinizio dellโanno รจ stata decisamente positiva, continuando il rally iniziato dai minimi del mercato ribassista dello scorso ottobre. I movimenti delle azioni di quest'anno sono stati principalmente guidati dalle banche centrali, sia in Europa che negli USA. L'S&P 500 รจ risultato in rialzo di circa il 23% e il TSX รจ piรน alto del 13% rispetto a metร ottobre, recuperando una parte considerevole del calo del mercato ribassista dello scorso anno.
Sebbene permanga molta incertezza sulle prospettive di politica economica e monetaria, fino ad ora le oscillazioni del mercato sono state piuttosto favorevoli per gran parte del 2023, fatta eccezione per la reazione breve ma acuta seguita alle turbolenze bancarie. Non ci lamentiamo della performance dei mercati, sia chiaro, ma riteniamo che gli investitori dovrebbero prevedere maggiori fluttuazioni nella seconda metร dell'anno.
La performance รจ stata finora definita dal sollievo sul fronte del rialzo dei tassi che ha beneficiato particolarmente le azioni delle societร tecnologiche, fortemente penalizzate lo scorso anno. Ciรฒ รจ stato evidente nella divergenza di performance tra il Nasdaq e il Dow. Il TSX, con un'esposizione significativamente inferiore alla tecnologia e ai prezzi del petrolio, ha prodotto un rendimento piรน modesto vicino al 6% nel primo semestre.
Non solo la sovra performance dei titoli tecnologici ha portato al rialzo gli indici, ma la leadership all'interno del settore si รจ concentrata su alcuni dei nomi a mega capitalizzazione. Apple (la cui capitalizzazione di mercato ha raggiunto i 3 trilioni di dollari la scorsa settimana), Microsoft, Tesla, Amazon, Alphabet (Google), NVIDIA e Meta hanno guadagnato in media circa l'85% nei primi sei mesi di quest'anno.
Ciรฒ significa che l'ampiezza dei guadagni del mercato รจ stata piuttosto limitata, come dimostrato dal guadagno del 15% da inizio anno dell'S&P 500, rispetto a un aumento del 6% dell'indice S&P 500 a pari ponderazione (che elimina l'influenza delle dimensioni dell'azienda). Questo non รจ necessariamente un presagio di cattive notizie per le azioni, ma rende il mercato potenzialmente piรน vulnerabile a un pullback a breve termine se la tecnologia mega-cap dovesse in qualche modo inciampare.
I tassi di interesse USA a 10 anni sono rimasti pressochรฉ invariati dallโinizio dellโanno, riflettendo il calo dell'inflazione e le prospettive di crescita economica in riduzione. I tassi a breve termine sono stati invece ultimamente piรน vivaci, poichรฉ i dati economici hanno sorpreso al rialzo e la FED ha segnalato che potrebbe aumentare ancora di una o forse due volte i tassi. In ogni caso, il contesto dei tassi di interesse รจ stato finora molto piรน favorevole quest'anno rispetto al 2022.
Riteniamo che la FED terminerร i suoi aumenti nei prossimi mesi e comunque entro il 2023. Non pensiamo perรฒ che questi possano poi diminuire cosรฌ velocemente come sono aumentati: occorrono prove piรน consistenti che soprattutto lโinflazione core non possa rialzare la testa, probabilmente accompagnate da un maggiore e significativo calo dei rendimenti, soprattutto nella parte breve della curva.
La scorsa settimana il rilascio dellโultima lettura sul PIL USA del 1Q23, ha mostrato che l'economia รจ cresciuta di un robusto 2% (dal 2,6% del 4Q22), meglio delle aspettative di inizio d'anno. Crescita alimentata principalmente da un aumento dei consumi personali. Le stime per 2Q23 segnalano una crescita ancora positiva, ma in ulteriore rallentamento. La salute dell'economia ha beneficiato della forza dei servizi alle famiglie e della spesa discrezionale, con la resilienza del consumatore riconducibile direttamente al mercato del lavoro che si mantiene ancora solido.
Le azioni a piccola capitalizzazione, che sono piรน sensibili alle condizioni economiche interne rispetto alle societร a grande capitalizzazione, si sono stabilizzate rispetto alle grandi capitalizzazioni dopo la sottoperformance all'inizio di quest'anno. Riteniamo che ciรฒ possa segnalare un emergente ottimismo nelle prospettive di crescita economica interna. Ma non abbiamo tuttavia ancora visto un decisivo rialzo della performance relativa delle small cap, che sarebbe maggiormente indicativa di un minimo economico giร raggiunto e di una nuova espansione emergente.
Continuiamo a ritenere che l'economia rallenterร (da capire se entrerร in recessione, magari tecnica). Se cosรฌ sarร , riteniamo che i minimi del mercato ribassista dello scorso anno abbiano scontato una lieve recessione economica, il che significa che le azioni non dovrebbero tornare ai minimi precedenti se lโeconomia dovesse mostrare un rallentamento ma non una recessione.
Se guardiamo alla statistica (ma qui Trilussa docet), il rendimento del 15% per l'S&P 500 nella prima metร del 2023 รจ il quinto miglior inizio dal 1990. In questi quattro casi, il mercato ha registrato un rendimento medio per l'intero anno del 33%. Dal 1990, il mercato azionario ha guadagnato oltre il 10% nella prima metร di dieci di quegli anni e in seguito lo stesso รจ aumentato ulteriormente nella seconda metร di ciascuno di quegli anni.
Riteniamo che sia perรฒ prematuro tracciare, ceteris paribus, una ripetizione dei guadagni del primo semestre nella seconda metร di quest'anno, poichรฉ il mercato sarร alle prese con segnali di debolezza economica (abbiamo visto i primi indicatori di giugno molto deboli) ed eventuali intoppi nel percorso verso il basso dell'inflazione, che richiederebbero un ulteriore inasprimento da parte della FED.
Siamo perรฒ convinti che nel 2023 si inizierร a porre le basi le basi per un nuovo mercato rialzista, il cui trend ci aspettiamo possa essere comunque intervallato da momenti di prese di beneficio anche profondi.
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