IA tra boom e crollo, due scenari estremi che possono cambiare economia e mercati

Lโintelligenza artificiale sta diventando un tema macro, non solo tecnologico. La domanda non รจ tanto se esista o meno una bolla, ma quali effetti economici produrrebbe una corsa agli investimenti che mantiene le promesse oppure si sgonfia bruscamente. Con un 2026 ancora sostenuto da contesto macro solido e capex degli hyperscaler, il vero bivio potrebbe arrivare verso fine anno: monetizzazione reale o delusione delle aspettative. Da lรฌ, gli esiti divergono: crescita rivoluzionaria oppure shock recessivo.
Indice dei contenuti
- 1. Due scenari, un punto di svolta a fine 2026
- 2. Lo scenario โcrolloโ, investimenti in calo e lieve recessione Usa
- 3. Lo scenario โboomโ, terza rivoluzione industriale in pochi mesi
- 4. Inflazione a due velocitร e nodo energia
- 5. Un terreno complicato per i policymaker e un rischio per gli investitori
Due scenari, un punto di svolta a fine 2026
Gli economisti non sono i piรน adatti a stabilire se ci si trovi in una bolla speculativa. Ma guardando allโimpatto dellโintelligenza artificiale (IA) sulle economie globali, emergono due potenziali traiettorie: un boom dellโIA, in cui lโadozione accelera e diventa rapidamente realtร , e un crollo dellโIA, in cui la bolla azionaria scoppia e gli investimenti vengono tagliati.
Entrambi gli scenari, si legge nella nota di David Rees, Head of Global Economics di Schroders, partono da unโipotesi comune: contesto macroeconomico solido e piani di investimento consistenti degli hyperscaler dovrebbero sostenere una spesa in conto capitale continua e un aumento delle performance del mercato azionario per gran parte del 2026. ร su questo percorso che Rees inserisce un momento chiave verso fine anno, quando i mercati potrebbero iniziare a mettere in discussione la capacitร delle aziende tecnologiche di mantenere le promesse: la tecnologia sarร abbastanza monetizzata da garantire un ritorno sullโinvestimento? In quel punto, gli scenari divergono in modo netto.
Nel caso del โcrollo dellโIAโ, spiega Rees, la bolla speculativa del mercato azionario scoppia e le aziende tecnologiche riducono gli investimenti, con un impatto negativo sullโeconomia in generale. Nel caso del โboom dellโIAโ, puntualizza Rees, le turbolenze di mercato diventano la prova che lโIA, non solo sotto forma di LLM, ma anche con robotica autonoma, veicoli e altre applicazioni, รจ in grado di trasformare i mercati e generare profitti, aprendo la strada a una rapida adozione e persino allโemergere di nuovi leader.
Lo scenario โcrolloโ, investimenti in calo e lieve recessione Usa
I precedenti storici che riguardano lo scoppio di bolle speculative consentono di essere piรน fiduciosi sulle implicazioni macroeconomiche di uno scenario negativo. come si legge nella nota di Rees, lโipotesi รจ che un crollo del mercato avrebbe un effetto immediato e sfavorevole sullโattivitร del settore privato. Quando diventasse evidente che le aziende tecnologiche non riescono a monetizzare gli investimenti in IA, la spesa verrebbe accantonata.
Rees ipotizza quindi una recessione degli investimenti di due anni, simile a quella vista dopo la bolla dot-com dei primi anni 2000. Il meccanismo di trasmissione passerebbe anche dal canale finanziario e psicologico: il calo dei prezzi azionari e lโaumento della disoccupazione avrebbero un impatto negativo su sentiment e spesa, abbastanza da portare gli Stati Uniti in una lieve recessione.
In questa traiettoria, spiega Rees, lโaumento della disoccupazione e il calo della domanda ridurrebbero i vincoli di capacitร dellโeconomia statunitense e permetterebbero alla Fed di tagliare i tassi di interesse al di sotto del livello neutro. Rees aggiunge che, insieme ad alcuni stimoli fiscali, questo creerebbe le condizioni per una ripresa ciclica guidata dai consumi dalla fine del 2028 in poi. In quel contesto, le azioni potrebbero tornare a registrare buoni risultati, ma con maggiore ampiezza e con leader di mercato diversi, segno di un mercato che si ricostruisce su basi piรน diffuse.
Lo scenario โboomโ, terza rivoluzione industriale in pochi mesi
Lo scenario del boom dellโIA viene volutamente impostato come estremo da Schroders per mettere in luce le implicazioni di lungo periodo di una rapida terza rivoluzione industriale che si sviluppa nellโarco di mesi anzichรฉ anni. Rees ipotizza che dopo una fase di instabilitร dei mercati possa verificarsi una pausa negli investimenti tecnologici, mentre si definiscono vincitori e vinti della corsa agli armamenti dellโIA. Da lรฌ, perรฒ, lโipotesi centrale รจ un aumento esponenziale degli investimenti: le aziende si affretterebbero a implementare infrastrutture e servizi di IA una volta che fosse chiaro quanto lโIA sia trasformativa. Questo, nel modello di Rees, sosterrebbe una robusta crescita del Pil statunitense.
Il punto critico, perรฒ, รจ il lato occupazionale. In uno scenario in cui robotica e veicoli autonomi, tra altre tecnologie, iniziano a sostituire lavoratori, le prospettive per i consumi diventano meno lineari. Rees ipotizza che il boom dellโIA possa riportare la crescita della produttivitร statunitense ai livelli precedenti alla bolla dot-com, mantenendola intorno al 3,5% annuo. Se crescita demografica e tassi di partecipazione restassero invariati, una produttivitร cosรฌ elevata implicherebbe un aumento della disoccupazione, aprendo una frattura tra crescita del Pil e soliditร della domanda delle famiglie.
Inflazione a due velocitร e nodo energia
In un contesto simile, Rees considera plausibile anche un andamento a due velocitร dellโinflazione negli Stati Uniti. Da un lato, lโaumento della disoccupazione e la pressione su redditi e spesa dei consumatori suggerirebbero una tendenza deflazionistica, soprattutto in settori come immobiliare e servizi di base. La sostituzione dei lavoratori potrebbe inoltre ridurre i costi di altri comparti dei servizi.
Dallโaltro lato, spiega Rees, la corsa allโadozione rapida di unโIA trasformativa potrebbe generare tensioni su vari settori dellโeconomia. Se le aziende tecnologiche faticassero a stare al passo con una domanda cosรฌ intensa, sarebbe lecito attendersi un impatto inflazionistico nel settore dei beni.
Un altro nodo รจ lโenergia. Rees richiama lโattenzione sulla domanda che lโIA potrebbe generare attraverso data center ad alto consumo energetico. Poichรฉ circa metร dellโelettricitร Usa รจ prodotta usando gas naturale, un aumento della domanda potrebbe far salire i prezzi. E dato il ruolo del gas naturale nella produzione di fertilizzanti, questa dinamica potrebbe iniziare a esercitare una pressione al rialzo anche sui prezzi alimentari.
Un terreno complicato per i policymaker e un rischio per gli investitori
Nellโinsieme, Rees indica un contesto difficile per i policymaker. Lโaumento dei licenziamenti e il calo dellโinflazione aprirebbero la strada a tassi di interesse molto piรน bassi, ma la prospettiva di una crescita senza occupazione avrebbe implicazioni profonde per le finanze pubbliche statunitensi. Rees ricorda che circa tre quarti delle entrate federali provengono dalla tassazione del lavoro, mentre solo circa un quarto deriva dalle societร , mentre dal lato della spesa una quota rilevante รจ destinata al welfare. In una dinamica di questo tipo, governi negli Usa e altrove potrebbero essere costretti ad aumentare le imposte sulle societร e forse a rivedere in modo piรน radicale sistemi fiscali e di spesa.
Rees aggiunge anche una domanda piรน immediata: i governi permetterebbero mai unโadozione cosรฌ libera dellโIA? ร un interrogativo che introduce un ulteriore livello di incertezza, perchรฉ le traiettorie economiche dipendono anche dalla risposta regolatoria e politica.
Dal punto di vista degli investitori, la conclusione di Rees รจ chiara: รจ fondamentale monitorare questi sviluppi. Quando i possibili esiti dellโIA sono cosรฌ divergenti da poter innescare un boom o provocare un crollo, la compiacenza diventa uno dei rischi maggiori.
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