Il certificate a capitale protetto sul BTP decennale che rende fino al 6,20% annuo

Tre punti di forza: capitale totalmente protetto, effetto memoria e cedole al 6,20% con base il nostro BTP. Il certificate di BNP Paribas con Isin XS3236768365 ha come sottostante il rendimento del BTP decennale e prevede una cedola annuale con memoria del 6,20% lordo a condizione che il rendimento del titolo di Stato italiano non sia superiore al 4,10%, con lโeffetto memoria che potrร permettere di recuperare eventuali cedole saltate.
Possibilitร diโฏrimborso anticipato dopo un anno di vita, con la prima finestra che cade a gennaio 2027, se il rendimento del BTP decennale sarร uguale o inferiore al 3% (attualmente rende il 3,4%). A scadenza (gennaio 2036) ilโฏcapitale รจ protettoโฏinteramente, al 100% del valore nominale (100 euro).
Acquistando il certificate oggi e sommando tutti i premi del prodotto,โฏilโฏ potenziale rendimento sarebbe del 62% a scadenza , un ritorno molto piรน elevato rispetto al 34% che genererebbe un investimento in un classico BTP decennale.
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La combinazione perfetta tra rendimento e protezione
BNP Paribas porta sul mercato un certificate con Isin XS3236768365 che punta a replicare il rendimento del decennale italiano offrendo capitale protetto al 100% e un premio aggiuntivo rispetto al BTP, con lโobiettivo di combinare protezione totale e rendimento periodico. Il prodotto paga cedole annuali con memoria del 6,20% lordo e, pur non beneficiando dellโagevolazione fiscale tipica dei titoli di Stato, genera redditi diversi, caratteristica che lo rende utile per chi ha minusvalenze da compensare, perchรฉ in quel caso la cedola puรฒ essere incassata anche al netto.
La logica si lega alla struttura del certificato, che distribuisce il premio annuale a condizione che il sottostante, un indice che replica il rendimento del BTP decennale italiano (Solactive BTP 10 Annual Comp. Yield Index), non superi la soglia del 4,10%. Si tratta di un livello che negli ultimi dieci anni รจ stato superato solo per un periodo limitato di circa un anno (il premio sarร comunque recuperabile grazie allโeffetto memoria) e viene indicato come un trigger coerente con un quadro in cui il costo medio del debito italiano รจ vicino al 3%. Guardando ai precedenti, al di fuori della parentesi tra il 2022 e il 2023 bisogna risalire alla crisi del debito del 2011 per ritrovare rendimenti sopra il 4,10%, anche allora concentrati in una finestra temporale limitata.
Nella storia piรน recente e nel quadro macroeconomico attuale, lโidea di un rendimento stabilmente oltre il 4,10% nel lungo periodo appare poco plausibile. Un livello di questo tipo implicherebbe infatti un aumento significativo della spesa per interessi per gli Stati e, in presenza di un indebitamento elevato, finirebbe per mettere sotto pressione la stabilitร delle finanze pubbliche, con potenziale intervento sia di una manovra finanziaria per dare una riposta ai mercati che a un aiuto dalla Bce.
Ma anche nelle situazioni piรน estreme, la vera forza del prodotto รจ lโeffetto memoria che va a ridurre al minimo il rischio di non incassare la cedola. Se infatti per un periodo la soglia del 4,10% venisse superata, il rientro sotto soglia, permetterebbe di staccare anche tutti i premi non distribuiti in precedenza, senza perderne nessuno.
Ricordiamo che il certificate รจ un capitale interamente protetto, con rimborso a scadenza, salvo evento di credito dellโemittente, del 100% del nominale, pari a 100 euro per certificato, indipendentemente dallโandamento del sottostante.
Un altro punto di forza รจ il meccanismo di autocall: dopo un anno di vita lโinvestitore puรฒ approfittare delโฏrimborso anticipato con cadenza annuale se il rendimento del BTP decennale sarร uguale o inferiore al 3%, una soglia relativamente vicina ai livelli correnti (3,4%).
ร possibile che a partire dalla prima finestra utile del 12 gennaio 2027 il certificate potrebbe andare in autocall nel giro di qualche anno o meno. In tal caso, lโinvestitore si troverebbe davanti ad uno scenario molto interessante. Avere un capitale protetto 100%, un pick up rispetto al BTP e una maturity molto corta. Attualmente, il BTP mostra un tasso del 3,4%, contro un livello autocall al 3% e un premio annuo del certificate del 6,20%.
Cedola annuale con memoria del 6,20%
Il flusso cedolare insieme allโeffetto memoria e il capitale totalmente protetto sono i tre punto di forza del certificato con Isin XS3236768365. Ogni anno lโinvestitore puรฒ incassare una cedola con memoria del 6,20%โฏdel nominale (100 euro). Al momento, il pick-up sul tasso del BTP decennale รจ del 2,80% annuo lordo (6,20% vs 3,40%). Al netto delle tasse, considerando la tassazione al 26% per il certificate e quella agevolata del BTP al 12,5%, il pick-up รจ intorno al 1,613% annuo (4,588% vs 2,975%). Ed รจ qui che lโefficienza fiscale dei certificate diventa ancora piรน importante. I premi di questo prodotto sono considerati dal Fisco โredditi diversiโ e, in quanto tali, possonoโฏcompensare le eventuali minusvalenzeโฏpresenti nello zainetto fiscale dellโinvestitore. Con questo sistema รจ possibile recuperare il credito fiscale derivante dalle perdite registrate entro i successivi quattro anni dalla loro realizzazione. Nel nostro caso il rendimento puรฒ diventare integralmente netto e il pick-up potenziale arriva fino al 3,225%, perchรฉ il BTP resterebbe comunque soggetto a tassazione.ย
In ogni data di osservazione annuale, la cedola verrร distribuita se il sottostante non si troverร sotto una barriera posta al 4,10%. Il sottostante รจ il Solactive BTP 10 Annual Comp. Yield Index, un indice che replica il rendimento del BTP decennale italiano.
Un ruolo importante lo ricopreโฏlโeffetto memoria. In caso di superamento temporaneo della soglia del 4,10%, come durante lo spike del 2023, le cedole non pagate non vengono perse ma rimangono in pancia al prodotto. Nelle successive date di osservazione, qualora si verifichino le condizioni che danno diritto al pagamento, le cedole non pagate in precedenza vengono distribuite tutte insieme, compresa la cedola relativa a quel periodo di osservazione.
L'obiettivo di questo certificate รจ quello di aumentare le possibilitร di stacco di tutti i premi grazie allโeffetto memoria. Acquistando il prodotto a 100 euro, le 10 cedole previste possono raggiungere un rendimento del 62% a scadenza (gennaio 2036).
Possibilitร di rimborso anticipato da gennaio 2027
Puรฒ accadere che il certificate conโฏIsin XS3236768365โฏnon arrivi alla scadenza finale, perchรฉโฏdal dodicesimo mese di vita puรฒ essere ritirato in anticipoโฏ(autocall). A partire dalla data di osservazione del 12 gennaio 2027, e poi in una data di valutazione annuale successiva, il prodotto verrร rimborsato in anticipoโฏse il sottostante avrร un valore pari o inferiore al livello autocall fissato al 3%.
Si tratta di un meccanismo che viene incontro allโinvestitore incrementando le probabilitร di restituzione del valore nominale (100 euro), piรน il pagamento dellโultima cedola e delle altre eventualmente in memoria. In caso di autocall giร il 12 gennaio 2027, lโinvestitore avrร ricevuto una cedola del 6,20%, il certificate verrร rimborsato a 106,20 euro.
Qualora invece il rendimento si trovi al di sopra del livello autocall, il certificate continuerร a quotare e maturare premi, e la possibilitร di rimborso anticipato si presenterร con la stessa modalitร solo un anno dopo, alla data di valutazione annuale successiva e non ogni tre o sei mesi come altri prodotti simili, lโobiettivo รจ quello di potere staccare piรน premi possibili.
Alla scadenza finale si profilano due diversi scenari
Il certificate con IsinโฏXS3236768365โฏha l'obiettivo di arrivare a scadenza, offrendoโฏun rendimento elevatoโฏcon lo stacco di tutte le cedole sfruttandoโฏlโeffetto memoria. La barriera a capitale, osservata solo alla scadenza (10 gennaio 2036), protegge al 100% il capitale investito. Il certificate puรฒ anche essere unโottima soluzione per la parte a basso rischio del portafoglio, con la possibilitร di diversificare rispetto al BTP sottostante, grazie ad un elevato rating dellโemittente (BNP Paribas).
Se lโautocall non dovesse scattare prima della scadenza naturale, il 10 gennaio 2036 il rimborso del certificato si articolerebbe in due esiti alternativi legati al livello del rendimento del decennale rispetto alla soglia del 4,10%.
Nel primo scenario, con un rendimento del BTP sotto il 4,10%, lโinvestitore riceverebbe il rimborso al nominale di 100 euro insieme allo stacco della cedola annuale e delle altre eventualmente in memoria. In questo modo si incasserebbero 10 cedole del 6,20% ciascuna, equivalenti a un rendimento cumulato del 62%. Il ritorno effettivo risulterebbe ancora piรน elevato in caso di acquisto sotto la pari, perchรฉ al flusso cedolare si sommerebbe il capital gain generato dalla differenza tra prezzo di acquisto e rimborso a 100 euro.
Nel secondo scenario, con rendimento sopra il 4,10%, il certificato verrebbe comunque rimborsato al nominale di 100 euro, ma senza lo stacco di qualche premio a seconda di quanto tempo il rendimento del Btp si รจ trovato sopra la soglia del 4,1% senza mai rientrare prima della scadenza. A questo valore dobbiamo perรฒ aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare delle cedole distribuite.
Con lโinflazione in Italia sotto al 2%, la crescita vicina allo zero virgola, e conti pubblici e spread sotto controllo, lo scenario di tassi in deciso rialzo viene escluso dalla maggior parte dei macroeconomisti.
Spread in calo, conti in ordine e stabilitร politica
Dopo una fase in cui gli investitori avevano prezzato nuovi tagli dei tassi della Bce, le aspettative di ulteriori riduzioni si sono raffreddate in modo marcato e a Francoforte cresce lโorientamento a mantenere i livelli attuali per buona parte del 2026. Questo cambio di scenario ha ridotto lโeffetto di sostegno che un allentamento monetario piรน deciso avrebbe normalmente avuto sui prezzi obbligazionari, con rendimenti rimasti su livelli relativamente elevati: oggi i governativi europei a 10 anni si collocano in un intervallo compreso tra 3% e 3,5%. In questo quadro, il BTP decennale ha visto lo spread con il Bund tedesco di pari durata scendere sotto i 100 punti base a maggio dello scorso anno, soglia che non si vedeva da anni e che viene letta come un segnale di fiducia verso il debito italiano.
Tra i titoli di Stato dellโarea euro, il BTP รจ indicato come uno dei piรน resilienti nellโultimo anno. Il forte aumento del debito in Germania e la situazione politica piรน complessa in Francia hanno spostato parte dellโattenzione sul governativo italiano, sostenuto anche da una percezione di maggiore stabilitร politica e fiscale maturata negli ultimi anni. Il contesto che emerge รจ quello di uno spread in calo, conti considerati solidi e una cornice politica che il mercato giudica ordinata: una combinazione che, insieme alle dinamiche dei tassi, ha contribuito a una fase particolarmente favorevole per lโItalia. Lo spread sul Bund si aggira ora in area 60 punti base, su livelli storicamente bassi (minimi dal novembre del 2009), dopo i segnali arrivati dalle agenzie di rating, con valutazioni divise tra chi ha scelto di intervenire sul rating e chi sullโoutlook, promuovendo comunque i nostri conti. La fotografia appare ancora piรน positiva se confrontata con le difficoltร attribuite soprattutto a Francia e Regno Unito.
Il miglioramento del quadro si riflette anche nei tassi a lungo termine, in calo e vicini al costo medio del debito intorno al 3%. Questo allineamento consente al MEF di rifinanziare anche sulle scadenze piรน lunghe senza incrementare in modo significativo il costo complessivo, con un effetto di rafforzamento sulla sostenibilitร del debito e, di conseguenza, sulla potenziale appetibilitร per gli investitori. In prospettiva, lโipotesi รจ che i tassi possano restare su livelli relativamente contenuti in un contesto di crescita bassa e inflazione moderata, salvo eventi straordinari. Un ulteriore elemento citato riguarda lo slittamento al 2028 dellโavvio degli obblighi su edifici e trasporti legati al sistema ETS2 per le emissioni di COโ, passaggio che potrebbe spingere la Bce a rivedere al ribasso le stime dโinflazione al 2027 e, di conseguenza, aprire uno spazio per un possibile ulteriore taglio dei tassi. Infine, i dazi annunciati da Trump contro lโEuropa hanno avuto un impatto finora limitato sullโinflazione e con la possibilitร di un ridimensionamento nel caso in cui la Corte Suprema Usa ne dichiarasse la non validitร , in tutto o in parte.
Attenzione: Il Certificate XS3236768365 รจ soggetto ad un livello di rischio pari a 1 su una scala da 1 a 7.
Ricordiamo che investire in certificati espone lโinvestitore al rischio fallimento dellโemittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dellโintero investimento. BNP Paribas gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione. Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dellโemittente.
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