Il certificate che brinda all'Italia con una Maxicedola


Gli analisti dicono che la vittoria agli europei porterà un aumento del Pil dello 0,7%.

Il certificate sull'Italia, a breve stacca una Maxicedola del 10% e una dell'1%. Emesso da Leonteq con Isin CH1107634144, ha come sottostanti tre big di Piazza Affari, Enel, Eni ed Unicredit. Per la Maxicedola i sottostanti non devono crollare del 65% dal livello iniziale. Da gennaio 2022, possibilità di rimborso anticipato dopo il potenziale stacco di cedole pari al 13%. Barriera per le cedole trimestrali e per il capitale a scadenza al 70% del livello iniziale. Ultima data di valutazione aprile 2026.


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L'Italia di Mancini spinge anche il Pil

Gli economisti dicono che una relazione esista: le vittorie calcistiche hanno un effetto positivo sul Pil. E per l’Italia questa vittoria agli Europei 2020 dovrebbe significare un + 0,7%. I primi a sbilanciarsi sono gli analisti di Coldiretti che ricordano come nel 2007 (post vittoria ai mondiali di calcio) si è verificato un incremento delle vendite nazionali all’estero del 10% e un aumento di 2,36 milioni di stranieri venuti in Italia in vacanza nell’anno successivo ai mondiali che significa in termini percentuali un +3,5%".

Se si guarda al passato, blasonate case di investimento, per una vittoria ai mondiali stimavano un effetto sul Pil tra +0,8% e +1,4%. Le previsioni variano da paese a paese. I motivi sarebbero principalmente due: la brand awareness, la forza del marchio Made in Italy che oltre a spingere l’export richiamerebbe turisti e per noi questa è una voce importante del Pil e in secondo luogo il ritrovato ottimismo degli italiani in grado di spingere un po’ di più i consumi.

Ora a noi piace, esultare con i piedi per terra, ringraziando Mancini e compagni ma guardando sempre ai numeri e quelli belli dell’Italia arrivano, anche, dalle ultime rivisitazioni al rialzo del Pil della Commissione Ue, di S&P, Banca d’Italia e Istat. Tutte corse, nelle ultime settimane, a rivedere le stime di crescita del nostro Paese dopo i buoni dati macro. A segnare dunque sarà l’Italia tutta anche quella, ricordiamo il fantastico Matteo Berettini, che come piace ai mercati, ci fa guardare con ottimismo al futuro.

Settimana scorsa la Commissione Ue ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell'Italia: il Pil nel 2021 salirà del 5% e nel 2022 del 4,2%. "La previsione è significativamente superiore a quella precedente. L’ agenzia di rating S&P ha migliorato le stime sul Pil dell’Italia al 4,9% sia per il 2021 sia per l’anno prossimo. Stessa decisione anche per Bankitalia che ora “vede” una crescita del Pil al 4,9-5% quest’anno. Con il Pnrr (il piano di rilancio post pandemia finanziato dalla Ue) che avrebbe un effetto del +2% nel triennio 2021-2023. La Banca d’Italia stima poi una crescita del 4,5% nel 2022 e più contenuta del 2,3% nel 2023. Per l’Istat l’indicazione è un Pil 2021 a +4,5% dal +4,1% precedente.

Maxicedola già a luglio

Siamo andati a cercare un certificate che punta sull’Italia. Troviamo interessante il Maxicedola con Isin CH1107634144, che paga una maxicedola del 10% già il 21 luglio (data di valutazione il 15) a cui va aggiunta anche una cedola dell’1%, di pochi giorni prima, il 13 luglio. Sommati l’11% in poco tempo. I sottostanti sono tre big di Piazza Affari: Enel, Eni e Unicredit. La Maxicedola verrà staccata se i tre titoli non avranno perso più del 65% dal livello iniziale. Cedoline dell’1% verranno offerte ogni trimestre con effetto memoria, se, alle date di valutazione, nessuno dei titoli sottostanti avrà perso più del 30% dal livello iniziale.

Oggi il certificate passa di mano a 1009 euro, e la possibilità di staccare nel breve tutte e due le cedole (11% in totale) sono molto elevate, vista la posizione dei sottostanti sul livello iniziale, che riportiamo in una tabella qui sotto.

Da gennaio 2022, il prodotto gode della possibilità di rimborso anticipato a 1.000 euro con tutti i sottostanti sopra al livello iniziale, dunque con un recupero di Enel del 7,66%, di Eni dello 0,8%, l’investitore porterà a casa la Maxicedola del 10%, più tre cedole dell’1% in totale il 13% a cui togliamo l’1% perché il certificate oggi si acquista leggermente sopra la pari. Con il rimborso anticipato l'investitore otterrebbe il 12% in sei mesi, significa un rendimento del 24% annuo. Ricordiamo che le cedole del certificate possono essere compensate con eventuali minus in portafoglio.

Se non dovesse intervenire prima il rimborso anticipato, a scadenza (data di valutazione finale, il 13 aprile 2026) avremmo il classico doppio scenario. Con tutti e tre i sottostanti, Enel, Eni e UniCredit ad un valore maggiore al 70% rispetto al valore iniziale (non hanno perso oltre il 30%), il certificate verrà rimborsato a 1.000 euro e verranno staccati  tutti i premi trimestrali non incassati precedentemente (grazie all’effetto memoria). Lo scenario negativo lo avremo se, alla data di osservazione finale, anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare a un valore uguale o minore alla barriera posta al 70% del livello iniziale, avesse quindi perso un importo pari o superiore del 30% dal livello iniziale. Il certificate rifletterà la performance del titolo con andamento peggiore senza lo stacco dei dividendi. Se, ad esempio, a scadenza Enel avrà perso il 45% rispetto al livello iniziale, il certificate verrà ritirato a 550 euro.

La forza di questo prodotto è l’elevato flusso cedolare nel breve che l’investitore avrebbe in caso di rimborso anticipato.

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