Il dossier OpenFiber, via d’accesso alla rete unica (e ai fondi Ue)

open fiber

Secondo fonti di stampa il prossimo Cda di Enel potrebbe far luce sulle strategie intorno a OF. Con la vendita dell’asset si concretizzerà il primo passaggio verso la rete unica nazionale. Ma resta il nodo del prezzo che Cdp è disposta a pagare per detenere la maggioranza. Oggi i ministri delle finanze di Italia e Francia si incontrano a Roma.


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Cda Enel calendarizzato per il 17 dicembre

OpenFiber guadagna ancora una volta il centro della scena nelle discussioni sulle strategie future di Enel.  Una decisione sul futuro dell’asset detenuto in quota paritaria con Cdp potrebbe essere presa nel corso del prossimo Cda della società dell’energia, calendarizzato per il 17 dicembre. A darne notizia il Sole 24Ore di oggi, secondo cui il Ceo di Enel, Francesco Starace, si sarebbe «espressamente rifiutato» di indicare una deadline precisa per una decisione.

L’attenzione su Enel (a fine mattinata +0,44% a 8,52 euro) si consolida anche alla luce di un’altra notizia, questa volta riportata dal Messaggero, secondo cui la Commissione Ue avrebbe dato disco verde al progetto FiberCop, la società (58% di Tim e 37,5% in mano a Kkr e 4,5% Fastweb) che dovrà fondersi con OpenFiber per la creazione della rete d’accesso AccesCo. Passaggio fondamentale nel processo di definizione della rete unica italiana.

Dossier complicato dalla ritrosia di Cdp ad allentare i cordoni della borsa

A complicare il dossier, però, le voci secondo cui Cdp non sarebbe essere disposta a sottostare alle valutazione di Open Fiber implicite nell’offerta di Macquarie (7,3 miliardi di euro di Ev per il 100% dell’asset con possibilità di salire fino a 8 miliardi), questo porterebbe Enel a incassare circa 2,65 miliardi per la sua quota. Nel progetto Cdp dovrebbe detenere la maggioranza della nuova società e Macquarie si è già detta disposta ad acquistare tra il 40 e il 49% di OF. Il punto sta nel prezzo: Cdp non può pagare il prezzo stabilito dal fondo australiano, dall’altra parte Enel non accetta un prezzo inferiore (già definito prezzo minimo) da una parte correlata. Il dossier è centrale, anche alla luce dell’incontro politico di oggi, in cui i due ministri parleranno non soltanto di strategie comuni ma anche di temi legati ai finanziamenti del recovery fund.

Proprio la rete unica è una delle infrastrutture su cui sta puntando il nostro Paese per ottenere i fondi europei. Da perderci la testa.