Il mondo secondo Trump, scenari e implicazioni

02/10/2025 13:30
Il mondo secondo Trump, scenari e implicazioni

La presidenza di Donald Trump sta segnando in profonditร  lโ€™economia e la geopolitica internazionale. Tra nuove guerre commerciali, tensioni diplomatiche, tentativi di controllo sulla Fed e promesse mantenute a metร , il 2025 appare come un anno di rottura. Le scelte dellโ€™amministrazione americana mirano a una crescita nominale elevata capace di ridurre il peso del debito, anche al costo di piรน inflazione e maggiore incertezza globale.

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Promesse e mosse di Trump

Lโ€™inizio del 2025 ha mostrato quanto lโ€™intelligenza artificiale non sia un dominio esclusivamente statunitense, con il โ€œDeepseek Dayโ€ che ha posto la Cina sotto i riflettori. Come ricorda Frรฉdรฉric Leroux, head of cross asset team di Carmignac, i mercati sviluppati hanno reagito con nervosismo: Nvidia ha perso oltre il 40% tra gennaio e aprile, salvo poi raddoppiare in pochi mesi, confermando che lโ€™entusiasmo per lโ€™AI resta intatto. In questo contesto, Trump non cavalca il trend tecnologico, ma continua a imporre la propria agenda politica ed economica.

Emblematico, secondo Leroux, รจ stato il cosiddetto โ€œZelensky Dayโ€, quando lโ€™umiliazione pubblica del presidente ucraino da parte dellโ€™amministrazione statunitense ha spinto la Germania a interrogarsi sulla propria autonomia strategica. Poco dopo, il โ€œLiberation Dayโ€ ha coinciso con lโ€™avvio di nuovi dazi americani dal luglio 2025, applicati con la logica del โ€œThe Art of the Dealโ€: minacciare tariffe al 60% per ottenere lโ€™accettazione di un livello piรน basso, pari al 15%. Lโ€™Europa, con Ursula von der Leyen in prima linea, ha ceduto terreno, mentre la Cina ha compreso che le proprie esportazioni sarebbero state le piรน colpite, cercando di contrastare gli effetti deflazionistici della sovrapproduzione interna.

Intanto, sottolinea Leroux, lโ€™estate ha portato un evento dirompente: lโ€™esercito americano ha bombardato gli impianti nucleari iraniani senza generare un conflitto regionale aperto. Allโ€™ombra di questi episodi, lโ€™immigrazione negli Stati Uniti si รจ fermata, il dollaro e il prezzo del petrolio hanno perso valore, mentre sul fronte interno si preparano tagli fiscali e deregolamentazione, in linea con le promesse elettorali.

Controllo e politica economica

Il presidente americano non si limita a mantenere gli impegni presi: licenzia funzionari ritenuti non allineati e acquisisce partecipazioni gratuite in aziende sostenute da fondi pubblici o contratti statali. Dopo Intel, spiega Leroux, il settore della difesa potrebbe diventare il prossimo bersaglio di questa strategia, pensata per finanziare i tagli fiscali anche attraverso nuovi dazi e risorse straordinarie.

Lโ€™iniziativa piรน radicale resta perรฒ il tentativo di prendere il controllo della Federal Reserve (Fed), riducendone lโ€™indipendenza. Questa mossa, osserva Leroux, paragonabile a pratiche diffuse nei Paesi emergenti, รจ spiegata dalla necessitร  di gestire lโ€™inflazione e sostenere la crescita nominale. Eppure, molte delle scelte di Trump hanno effetti inflazionistici: il deprezzamento del dollaro, la deglobalizzazione, lโ€™arrivo di grandi aziende straniere sul suolo americano, la ripresa degli investimenti tedeschi e le politiche cinesi anti-deflazione. A queste si aggiungono immigrazione bloccata, aumento dei dazi e forme di nazionalizzazione. Una Fed sotto influenza politica difficilmente potrebbe adottare politiche restrittive, e questo rischia di spingere ulteriormente lโ€™inflazione.

Piรน Main Street e meno Wall Street

Il quadro complessivo, spiega Leroux, segna la fine della cosiddetta "Pax Americana", basata su protezione militare e commerciale in cambio del finanziamento del doppio deficit statunitense. Questa logica non garantisce piรน benefici alla classe media, che pur in un contesto di piena occupazione vede il proprio potere dโ€™acquisto in calo da decenni.

Leroux sottolinea che il progetto di Trump รจ un isolazionismo accompagnato da forte crescita nominale, fatta di crescita reale e inflazione. Lโ€™obiettivo รจ ridurre il rapporto debito/Pil, risultato irraggiungibile in un contesto di tassi bassi e crescita lenta. In questo senso risuonano le parole di Scott Bessent, secondo cui la politica di Trump guarda a Main Street piรน che a Wall Street, puntando a rilanciare il potere dโ€™acquisto della classe media piuttosto che a far brillare i mercati azionari.

Il modello richiama i โ€œTrente Glorieusesโ€ francesi, quando lโ€™inflazione non impedรฌ lโ€™ascesa della classe media. La sfida oggi รจ verificare se questo esperimento riuscirร  o meno: la velocitร  del deprezzamento del dollaro e lโ€™aumento dei rendimenti obbligazionari saranno i segnali cruciali del possibile successo o fallimento di una politica tanto esplosiva quanto rischiosa.

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