Il punto di Antonio Tognoli

Quale sarร la mossa della FED: sceglierร di tenere i tassi reali negativi, favorendo cosรฌ la crescita del PIL e dellโoccupazione, e accettando al contempo unโinflazione maggiore, oppure porterร gradualmente i tassi reali in territorio positivo smorzando gli effetti inflazionistici, ma allo stesso tempo spegnendo la crescita e lโoccupazione?
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Studia il passato se vuoi prevedere il futuro (Confucio).
Prezzi al consumo YoY di Novembre in uscita oggi: si comincia alle 8:00 con quelli della Germania (stima 5,2% contro 4,5% di Ottobre), e si prosegue alle 14:30 con quelli USA (stima 6,7% contro 6,2% di Ottobre). Alle 16:00 รจ attesa invece la fiducia dei consumatori di dicembre dellโUniversitร del Michigan (stima 67 punti contro 67,4 di novembre).
Possibile anticipo della fine del tapering a marzo 2022
Inflazione dunque sempre piรน strutturale e che, secondo alcuni analisti, potrebbe indurre la FED ad anticipare la fine del tapering a marzo 2022 (invece di giugno) e magari ad alzare i tassi entro la fine del 2022 (invece che nel 2023). Di questo e di altro alla FED ne parleranno al prossimo meeting previsto per il 14-15 dicembre. Non siamo perรฒ del tutto convinti che la soluzione ideale sia quella di accorciare i tempi del tapering e alzare i tassi prima del 2023.
Se tuttavia cosรฌ fosse, la scelta della FED sarebbe quella di penalizzare la crescita economica che nonostante appaia robusta in realtร ha ancora i piedi dโargilla, configurandosi come un rimbalzo dai minimi dello scorso anno. Potrebbe essere il secondo errore della FED, dopo quello del 2018 dove i tassi erano stati alzati 4 volte nel tentativo di adeguare la politica monetaria al miglioramento delle condizioni economiche, rivelatesi poi meno brillanti del previsto. In ultima analisi, la FED รจ chiamata a scegliere tra tenere i tassi reali negativi (sapendo che sono sempre meno sostenibili), favorire la crescita del PIL e dellโoccupazione ma accettare unโinflazione maggiore, oppure portare gradualmente i tassi reali in territorio positivo smorzando gli effetti inflazionistici, ma allo stesso tempo spegnere la crescita e lโoccupazione.
Non siamo neanche del tutto convinti che lโinflazione piรน bassa, unita alla minore domanda di lavoro delle imprese, possa portare a disinnescare la spirale salari/prezzi. Per due motivi. Il primo รจ che i salari hanno giร perso potere dโacquisto, che dovrร prima poi essere recuperato. Il secondo รจ che una riduzione dellโinflazione non comporta una flessione dei prezzi, ma una flessione della loro crescita. Ma sempre di crescita stiamo parlando e quindi di ulteriore erosione del potere dโacquisto. Si tratta in sostanza di trovare quel tasso โneutraleโ che consenta la piena occupazione e il pieno sfruttamento della capacitร produttiva con una inflazione stabile. Il come arrivarci รจ compito della FED.
I tassi reali negativi: conseguenze
I tassi reali negativi hanno portato ad uno sganciamento dei prezzi da quelli che si definiscono i fondamentali degli assets. Siccome gli investitori guardano avanti, si interrogano per capire due cose: quale sarร la mossa della FED che non spaventi gli investitori e possa scatenare un sell-off generalizzato e se esistano forze strutturali che faranno si che i tassi restino depressi indipendentemente dalla FED. Lโincertezza che si respira e per certi versi lโinedita politica monetaria che sarร adottata, contribuiscono a tenere alta la volatilitร dei mercati. Ciรฒ che appare sempre con maggiore evidenza รจ che nel ciclo economico che si va profilando le strategie di investimento basate su scenari storici similari possono risultare decisamente non adatte. Il 2022 sarร un anno in continuo cambiamento e decisivo per le performance delle diverse asset class, stili di investimento, settori, aree geografiche e valute, in grado di tracciare la strada per la restante parte del ciclo.
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