Il punto di Antonio Tognoli

Il mercato USA, sapendo che i tassi potrebbero aumentare a breve di 1 punto percentuale, รจ sopravvalutato nel lungo periodo? Tognolo tenta di rispondere alla domanda utilizzando il rapporto CAPE (Cyclically Adjusted Price Earnings)
Richiesta sussidi alla disoccupazione USA WoW (stima 194k contro 200k della scorsa settimana) e prezzi alla produzione USA di aprile YoY (stima 10,7% contro 11,2% di marzo) in uscita oggi alle 14:30.
La domanda da un milione di dollari: il mercato USA, sapendo che i tassi potrebbero aumentare a breve di 1 punto percentuale, รจ sopravvalutato?
La forte volatilitร che negli ultimi mesi ha interessato il mercato tende a far perdere di vista i fondamentali dello stesso, che sono gli utili. Eโ infatti noto come nel medio e lungo periodo la crescita/flessione degli utili e quella dei prezzi siano positivamente correlate. Esiste un indicatore che mette a confronto i prezzi del mercato con gli utili delle societร : il P/E, ovvero il prezzo diviso gli utili. Anchโesso perรฒ soffre della volatilitร propria del mercato, avendo come numeratore i prezzi, che cambiano tutti i giorni e al denominatore gli utili che gli analisti aggiornano almeno due volte lโanno. Per questo motivo, anzichรฉ utilizzare il P/E come semplice rapporto, in unโanalisi di lungo periodo รจ piรน significatovi utilizzare il rapporto CAPE (Cyclically Adjusted Price Earnings). Lโindicatore รจ simile al normale P/E, ma invece di utilizzare i dati sugli utili piรน recenti, il CAPE ratio รจ calcolato utilizzando il prezzo corrente diviso i guadagni medi nei 10 anni precedenti. Il CAPE ratio รจ meglio noto come โShiller P/E ratioโ. I razionali fondamentali economico-finanziari del CAPE ratio derivano dalla considerazione che la redditivitร di unโazienda รจ determinata in misura significativa dai numerosi fattori che determinano il ciclo economico. Durante le espansioni, i profitti aumentano notevolmente poichรฉ i consumatori spendono piรน soldi, ma durante le recessioni i consumatori acquistano di meno, i profitti precipitano e possono trasformarsi in perdite. Mentre le oscillazioni degli utili sono molto piรน ampie per le aziende nei settori ciclici, come materie prime e finanziari, rispetto a quelle in settori difensivi come servizi pubblici e farmaceutici, poche aziende possono mantenere una redditivitร costante di fronte a una profonda recessione. Poichรฉ la volatilitร degli utili per azione si traduce in rapporti di P/E, che rimbalzano in modo significativo, รจ utile utilizzare una media di reddito di lungo periodo.
Allo scopo di verificare se lโindice S&P 500, rappresentativo del mercato USA, sia o meno sopravvalutato (stiamo parlando del lungo periodo), abbiamo calcolato la media del CAPE ratio con dati trimestrali dal 2009 al 2021, confrontandola con il dato al dicembre 2021. Ciรฒ che รจ emerso dallโanalisi รจ che al dicembre 2021 il CAPE ratio risultava superiore alla sua media di lungo periodo del 12,5% (24,1x contro una media di 21,4x). Considerata la flessione dellโindice dallโinizio dal 31/12/2021 a ieri, pari al 16% e tenuto conto della revisione degli utili stimata per lโanno corrente rispetto al 2021, il nostro modello restituisce un CAPE ratio pari a 23,5x che significa il 10% circa maggiore della sua media storica. Cโรจ perรฒ un aspetto fondamentale che il modello non considera, che รจ il premio per il rischio richiesto dagli investitori. Questo dipende da diversi fattori, come per esempio lโevolversi della guerra e la conseguente incertezza relativa agli utili aziendali.
Apparentemente quindi unโulteriore flessione dellโS&P 500 del 10% riporterebbe il CAPE ratio in linea con la sua media storica di lungo periodo. Il che non significa prevedere una flessione del 10% dellโS&P 500 visto che, come dicevamo, diversi altri fattori entrano in gioco, sia positivi che negativi. Ci sentiamo perรฒ sicuramente di affermare che lโelevata incertezza sullโevoluzione degli utili aziendali rende piรน volatili i risultati del modello.
In questi casi la strategia รจ quella diย privilegiare lโinvestimento in azioni (fintanto che i tassi di interesse reale rimarranno negativi) di quelle aziende in grado di pagare un dividendo sostenibile nel lungo periodo. Ovvero quelle che, pur in presenza di un forte rallentamento economico o peggio di una recessione, sono in grado di aumentare il flusso di cassa garantendo cosรฌ un rendimento complessivo soddisfacente comparato con il rischio supportato.
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