Il punto di Antonio Tognoli

15/12/2021 07:30
Il punto di Antonio Tognoli

Se ormai gran parte degli analisti da per scontato una FED piรน falco rispetto al passato, quale sarร  la politica monetaria della BCE?

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Una nave รจ al sicuro nel porto, ma non รจ per questo che le navi sono fatte (W. Shedd).

Sono diversi i dati USA in uscita oggi, oltre al discorso di Powell in chiusura dellโ€™ultimo meeting dellโ€™anno. Tra i piรน importanti ricordiamo le vendite al dettaglio MoM di novembre (stima 0,8% contro 1,7% di ottobre), le scorte dellโ€™industria MoM di ottobre (stima 1,1% contro 0,7% di settembre) e le scorte di petrolio settimanali. Se ormai gran parte degli analisti da per scontato una FED piรน falco rispetto al passato, quale sarร  la politica monetaria della BCE? Le misure di sostegno varate durante la fase acuta della pandemia (Pepp) termineranno, come previsto, a marzo 2022. Dovrebbe perรฒ aumentare altrettanto gradualmente il programma App, almeno per un periodo aggiuntivo di 9-12 mesi, per una capacitร  aggiuntiva fino a 240 miliardi. Nel meeting di giovedรฌ 16, la Lagarde dovrebbe annunciare ufficialmente la calibrazione degli acquisti con le aspettative che indicano una BCE piรน flessibile e colomba della FED.

Ovviamente la BCE รจ consapevole delle preoccupazioni create dallโ€™aumento dei prezzi, ma non considera come probabile un aumento dei tassi (come ha ribadito la Lagarde) nel 2022, aspettandosi un calo dellโ€™inflazione sotto il 2%. E questo grazie alla riduzione della crescita del PIL verso il suo potenziale (2-2,5%), che dovrebbe consentire il rasserenarsi delle strozzature dellโ€™offerta e la graduale riduzione del prezzo dellโ€™energia. Diversamente dagli USA poi, in Europa non si vedono significative pressioni salariali che potrebbero innescare la pericolosa spirale salari/inflazione.

Un prematuro inasprimento delle condizioni di finanziamento non รจ infatti auspicabile in un momento in cui il potere dโ€™acquisto risulta giร  schiacciato dallโ€™aumento delle bollette dellโ€™energia e del carburante e rappresenterebbe un ingiustificato vento contrario per la ripresa.

Dunque, una FED falco e una BCE colomba che inevitabilmente ci portano a considerare i mercati Europei meno rischiosi in questa fase rispetto al mercato americano. I rischi che vediamo in questo scenario sono le difficoltร , tutte europee, di trasformare il capitale disponibile in opportunitร  di business (sarร  cruciale seguire gli investimenti di 806,9 miliardi a prezzi correnti del NextGenerationEU). Infatti, degli oltre 5.800 miliardi di euro di liquiditร  riversata sul mercato, la gran parte non si รจ trasformata in investimenti di beni e servizi, a differenza degli USA la cui capacitร  di innovazione di prodotti e processi รจ fortemente aumentata negli ultimi 10 anni grazie alla leadership nel settore della tecnologia.

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