Il punto di Antonio Tognoli

19/05/2022 07:30
Il punto di Antonio Tognoli

Intervenendo al Future of Everything Festival del Wall Street Journal, Powell ha ribadito di aspettarsi un atterraggio morbido dellโ€™economia che non dovrebbe quindi soffrire piรน di tanto. Tuttavia, Tognoli osserva che giร  nel primo trimestre del 2022 il PIL รจ sceso dellโ€™1,4% che non include perรฒ gli effetti economici netti della guerra, difficilmente quantificabili.

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Richiesta sussidi alla disoccupazione USA WoW in uscita oggi alle 14:30 (stima 200k contro 203k della scorsa settimana) e PhillyFed di maggio alle 14:30 (stima 16,7 punti contro 17,6 di aprile).

Lโ€™intervista al Future of Everything Festival organizzato dal Wall Street Journal era molto attesa. Alla fine perรฒ il presidente della Fed non ha aggiunto nulla di nuovo a quanto giร  si sapeva: i tassi continueranno ad aumentare ed anche velocemente fintanto che lโ€™inflazione non mostrerร  segnali chiari e convincenti di flessione verso un livello sano. Dalla stretta monetaria Powell si aspetta un atterraggio morbido dellโ€™economia che non dovrebbe quindi soffrire piรน di tanto. Il presidente ha ribadito il suo impegno ad avvicinare la crescita dei prezzi allโ€™obiettivo del 2%, avvertendo che questo potrebbe non essere facile e aumentare la disoccupazione. Quindi la FED sembra disposta ad accettare una recessione che comporti anche un tasso di disoccupazione piรน elevato di quello attuale. Da capire se un aumento della disoccupazione possa essere in grado di raffreddare la crescita dei salari, di fronte ad una flessione strutturale degli occupati. Il cambiamento, se vogliamo, potrebbe essere nei toni, che se a nostro avviso sono stati molto piรน risoluti che in passato.

Non siamo dโ€™accordo con Powell riguardo il soft landing (nonostante i dati sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale di aprile siano stati migliori rispetto alle stime degli analisti), limitandoci ad osservare che giร  nel primo trimestre del 2022 il PIL รจ sceso dellโ€™1,4% (le stime indicavano una crescita dellโ€™1,1%) che non include perรฒ gli effetti economici netti della guerra, difficilmente quantificabili. Da una parte infatti la strozzature della catene di approvvigionamento, unite ad una elevata inflazione giocano contro la ripresa economica, ma รจ innegabile che un aumento della produzione di armamenti e la vendita di gas allโ€™Europa a prezzi piรน elevati rispetto a quelli medi degli ultimi sei mesi giochino invece a favore. Valuteremo nel secondo trimestre lโ€™andamento dei conti.

Ma non siamo dโ€™accordo con Powell anche perchรฉ, come noto, una buona parte dellโ€™inflazione รจ da costi, contro la quale la politica monetaria ha le armi spuntate. Il risultato, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe quindi essere una riduzione dellโ€™attivitร  complessiva dovuta al maggior costo del denaro, con unโ€™inflazione che mostra evidenti segnali di resistenza alla discesa. Se non รจ stagflazione, poco ci manca.

In un primo momento i mercati azionari hanno apprezzato le parole di Powell allungando i rialzi (minore incertezza sulle mosse della FED significa minor rischio). Subito dopo perรฒ si รจ cominciato a fare i conti con il costo del denaro piรน caro di 1 punto percentuale. Secondo il nostro modello, se la flessione del PIL dovesse portare il paese in recessione o peggio in stagflazione, lโ€™indice S&P 500 potrebbe subire unโ€™ulteriore flessione compresa tra il 10% e il 15% dai valori attuali (la variazione dipende dalla profonditร  e dallโ€™ampiezza della recessione).

In questi casi la strategia รจ quella di privilegiare lโ€˜investimento in azioni (fintanto che i tassi di interesse reale rimarranno negativi) di quelle aziende in grado di pagare un dividendo sostenibile nel lungo periodo. Ovvero quelle che, pur in presenza di un forte rallentamento economico o peggio di una recessione, sono in grado di aumentare il flusso di cassa garantendo cosรฌ un rendimento complessivo soddisfacente comparato con il rischio supportato.

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