Il punto di Antonio Tognoli

08/06/2022 07:00
Il punto di Antonio Tognoli

Domani l'intervendo della Lagarde sul piano di rialzo dei tassi. Secondo Tognoli la misura dovrebbe essere pari a 25 punti base, anche se la Lagarde non ha escluso lโ€™ipotesi di 50 bp, ricordando tuttavia l'importanza della gradualitร  verso la normalizzazione per non frenare la crescita economica.

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Ci siamo, domani parla la Lagarde. Recentemente e piรน volte il presidente ha dichiarato che avrebbe aumentato i tassi da pochi giorni a poche settimane dopo la fine dei programmi di acquisto. La BCE segue quindi a ruota la FED sullโ€™aumento dei tassi anche se, riteniamo, lo farร  con minore vigore. Luglio รจ la data indicata dagli analisti per il rialzo (il 21 per la precisione), dopo oltre dieci anni di politica monetaria espansiva. La misura dovrebbe essere pari a 25 bp, nonostante la Lagarde in una intervista alla tv olandese non abbia escluso lโ€™ipotesi di 50 bp, ricordando tuttavia che occorre essere graduali verso la normalizzazione per non frenare la crescita economica. E proprio qui sta il problema, visto che lโ€™aumento (o gli aumenti) dovranno necessariamente fare i conti con unโ€™economia giร  di per se in fase di rallentamento. Ma soprattutto perchรฉ con i rialzi previsti entro settembre, finisce di fatto lโ€™era dei tassi piรฒ o meno negativi che hanno sostenuto le economie mondiali dopo il fallimento della Lehman. Il punto da chiarire รจ se la BCE รจ disposta ad accettare una recessione, la cui profonditร  e lunghezza temporale sarebbero tutte da valutare, pur di ridurre lโ€™inflazione.

Piรน volte la Lagarde lo ha ribadito e crediamo che anche questa volta lo farร , che le mosse della BCE saranno guidate dalla crescita dei prezzi. Probabilmente se questa dovesse rallentare e stabilizzarsi nel medio termine nellโ€™intorno del 2%, i tassi di interesse convergeranno verso il tasso neutrale. Ma se lโ€™inflazione dovesse essere persistente i tassi saranno aumentati in sequenza oltre il tasso neutrale. La scommessa della Lagarde รจ quella che la domanda torni ad allinearsi allโ€™offerta senza generare pressione sui prezzi. Questo scenario implica tuttavia una normalizzazione degli shock sul lato dellโ€™offerta che non dipendono dalla scelte delle BCE. Secondo il nostro modello, la domanda potrebbe allinearsi allโ€™offerta solo a seguito di una recessione compresa tra lโ€™1,5% e il 3%.

รˆ probabile inoltre che vengano fornite indicazioni circa le politiche di bilancio (leggi il reinvestimento flessibile del portafoglio Pepp) e di come queste possano interagire con la normalizzazione della politica monetaria. Cosรฌ come รจ probabile che allo scopo di evitare pressioni sullo spread, la Lagarde fornisca indicazioni maggiori sullo scudo antispread allo studio. Secondo le nostre aspettative, il nuovo meccanismo potrebbe essere un ibrido tra il PEPP, che non prevedeva condizioni e lโ€™OMT di Draghi che al contrario poneva alcune condizioni anche attraverso lโ€™ESM. In altre parole, un piano non troppo stringente ma vincolato per esempio alle condizioni giร  in essere per il NGeu o che rispettino le condizioni della Commissione Europea. Sicuramente con un piano cosรฌ congeniato sarebbe piรน agevole per la BCE proseguire lungo la normalizzazione monetaria. Certo occorre fare i conti con i falchi che spingeranno per condizionare lโ€™intervento dello scudo solo a โ€œrealiโ€ situazioni che mettano in pericolo il cammino dellโ€™UE verso la stabilitร  finanziaria, escludendo interventi mirati a favore dei singoli Stati.

Ben sapendo che lโ€™efficacia degli interventi di politica monetaria รจ sempre legata a doppio filo alla capacitร  di convincere i mercati che non conviene sfidare la Banca Centrale, il piano sembra configurarsi come una sorta di riedizione del โ€œwhatever it takesโ€, in cui la BCE rimarca con forza il proprio impegno nei confronti di tutti i paesi dellโ€™Euro. Vedremo se anche questa volta funzionerร . Sicuramente la creazione di uno scudo che possa agire velocemente nelle situazioni di emergenza รจ una buona notizia per i mercati. Eโ€™ chiaro tuttavia che a breve dovranno essere definiti gli ambiti di intervento in modo che il messaggio di politica monetaria sia il piรน chiaro possibile e induca gli speculatori a desistere dal loro intento o quanto meno a limitarlo.

Partiamo dalle cose certe: non sappiamo dove saranno i tassi di interesse a fine settembre, ma sicuramente il loro livello sarร  maggiore di quello attuale, cosรฌ come non sappiamo quale sarร  la crescita del PIL nel terzo e quarto trimestre, ma sicuramente con tassi di interesse piรน elevati รจ difficile che sia maggiore di quella attuale. Quali sono quindi gli investimenti compatibili con il rischio attuale? La certezza รจ che il piano Next Generation Eu รจ partito e che dovrebbe privilegiare tutte quelle imprese che operano nel settore della digitalizzazione di prodotto e di processo, della cyber security, della trasmissione di dati su rete fissa o mobile. Ma anche tutte le imprese che operano nella rivoluzione verde (che probabilmente vedranno pure aumentati gli investimenti), da quelle locali a quelli nazionali senza dimenticare tutte quelle che operano nel settore delle infrastrutture e della salute.

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