Il punto sul mercato

Ci si attende un rialzo dei tassi di 50 punti base da parte della FED. Per Tognoli lโeffetto dell'aumento sarร smorzare la crescita economica.
Prezzi al consumo della Germania YoY di maggio alle 8:00 (stima 7,9% contro 7,4% di aprile), indice ZEW di giugno alle 11:00 (stima -27,5 punti contro -34,3 di maggio) e prezzi alla produzione USA MoM di maggio alle 14:30 (stima 0,8% contro 0,5% di aprile).
Powell parlerร domani in serata (CET). Lโinflazione allโ8,6% non lascia molte alternative alle decisioni da prendere: i tassi aumenteranno di ulteriori 50 bp. Come piรน volte abbiamo messo in luce, lโaumento serve a poco per ridurre lโinflazione nellโimmediato, visto che questa รจ per lo piรน da costi sui quali le banche centrali hanno le armi spuntate. Lโeffetto รจ invece quello di smorzare la crescita economica. Se le strozzature nelle catene di approvvigionamento e prezzi dellโenergia, giร di per se sotto pressione in uscita dalla pandemia, sono state ulteriormente stressate dalle tensioni internazionali, allora servirebbe una robusto e intenso lavoro politico che consenta una distensione generale dei mercati, non solo finanziari. Non รจ possibile chiedere alle banche centrali la soluzione di problemi che non possono risolvere. Non mi sembra che ne gli aumenti recenti ne lโeffetto annuncio siano stati in grado di fermare la crescita dei prezzi, che infatti continuano a salire. Secondo il nostro modello, in autunno dovremmo trovarci con i Fed Funds in area neutrale intorno al 2,5%, ma con concrete possibilitร di entrata in territorio restrittivo giร a fine anno se, come ci aspettiamo, lโinflazione non dovesse mostrare decisi segnali di flessione. Nel 2023 il nostro modello prevede come punto di arrivo i Fed Funds al 3,7%. Questo significa un PIL in crescita del 2,3% nel 2022 (in gran parte frutto dellโeffetto di trascinamento del 2021), ma una sostanziale stabilitร nel 2023 (+0,2%). A quel punto lโinflazione dovrebbe stazionare nellโintorno del 3-4%. Powell ha scelto il rallentamento della crescita del PIL e lโaumento della disoccupazione, pur di portare lโinflazione vicino allโobiettivo. Non dimentichiamo che giocano a sfavore della crescita economica anche gli effetti della riduzione del bilancio, che ci aspettiamo proceda ad una velocitร doppia rispetto a quella iniziata nel 2017.
La domanda: รจ possibile che il forte rallentamento economico previsto convinca la FED ad un approccio piรน cauto che preveda tassi dei Fed Funds non superiori al 2,7% (invece del 3,7%). Sono convinto di si. Del resto, che senso avrebbe altrimenti parlare di flessibilitร , che in altri termini credo voglia dire che cosรฌ come i tassi aumentano in funzione del raggiungimento o meno dellโobiettivo di inflazione, cosรฌ possono diminuire in funzione del raggiungimento o meno dellโobiettivo di crescita economica. Non bisogna tuttavia commettere lโerrore di affidare le sorti dellโeconomia alla sola politica monetaria.
E gli investimenti? La cosa fondamentale รจ costruire il portafoglio avendo ben chiari i propri obiettivi, sia in termini di rischio/rendimento sia in termini temporali, in modo da non subire il mercato in modo pro-ciclico. Chiarito questo, riteniamo che una buona diversificazione del rischio possa mettere al riparo il portafoglio di lungo periodo da shock esterni. In una fase di rialzo dei tassi progressiva come quella che ci attende, specialmente se il livello dei tassi di interesse reali รจ rimasto negativo a lungo, รจ opportuno prediligere nel portafoglio titoli di Stato con una bassa duration o con elevato flusso cedolare, allungando opportunisticamente (per via dellโappiattimento previsto della curva) la duration marginale in momenti di elevata volatilitร . Come piรน volte abbiamo messo in luce, non sono da sottovalutare gli inflation linked: non conosciamo il livello di inflazione a fine anno, ma sappiamo con certezza che sarร superiore a quello pre-covid. Chiaro quindi che in unโottica di medio termine, i titoli inflation linked possono garantire una buona protezione del capitale, soprattutto nel momento in cui le banche centrali non sembrano centrare lโobiettivo di inflazione.
Sul fronte azionario, in questa fase riteniamo corretta una strategia bottom up che vada a privilegiare i titoli di quelle societร che producono cassa, hanno una redditivitร mediamente superiore a quella media del proprio settore di riferimento e sono leader nel mercato nel quale operano e sono in grado di pagare un dividendo in modo sostenibile. Da non sottovalutare inoltre le assets class value, quali per esempio oro e immobili.
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