Il punto sul mercato


La guerra all'inflazione ha portato la FED al più grande aumento dei tassi degli ultimi 28 anni e i mercati non l'hanno presa bene, con cali particolarmente marcati. Oggi Wall Street chiusa per festività.


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Tanto tuonò che piovve. Per la Federal Reserve il tema dell’inflazione è “particolarmente sentito” come dimostra il fatto che abbiamo assistito al più grande aumento dei tassi degli ultimi 28 anni. Dalle dichiarazioni post meeting emerge come Powell abbia di fatto dichiarato guerra al surriscaldamento della domanda e sia necessario rallentarla. Il problema però è che concentrarsi sui prezzi al consumo o sul tasso di disoccupazione aumenta il rischio di aumenti di tassi oltre il necessario portando alla recessione. La toppa rischia di essere peggio del buco. Attenzione però, Credit Suisse, che si aspetta altri 200 punti base di rialzo dei tassi da parte della Fed entro l’anno, con la BCE al traino, vede un rimbalzo di breve termine dopo giugno del comparto manifatturiero globale. Una rondine potrebbe fare primavera?

Settimana da record

I mercati hanno reagito negativamente alla Fed War. La settimana si è chiusa con il Nasdaq in calo del 4,8%, sui minimi da settembre 2020, mentre in Europa tutti i listini hanno registrato perdite superiori al 3%. Milano per una volta non è maglia nera: gli investitori sembrano credere nella capacità della BCE di creare un nuovo meccanismo che faccia da scudo all’allargamento degli spread tra i debiti pubblici del vecchio continente. Ma l’obiettivo è che lo spread svanisca: in una parola Eurobond. Nel frattempo la settimana verrà ricordata per l’S&P 500, entrato ufficialmente nel bear market (dopo avere perso il 5,8% in 5 sedute). Mentre il Dow Jones è sceso sotto i 30mila punti, non succedeva da 1 anno.

Juneteenth holiday

Oggi Borse statunitensi chiuse per festività. Pochi quindi i dati macro in uscita di rilievo. In Europa il calendario prevedere nel pomeriggio il discorso di Cristine Lagarde. Considerato il suo “deficit” di comunicazione ci aspettiamo di tutto ma per chi vede il bicchiere mezzo pieno l’occasione per avere maggiore colore sullo “scudino” ovvero il nuovo meccanismo di stabilizzazione degli spread dei Paesi “periferici”. Nel tardo pomeriggio è previsto invece un intervento di Bullard, membro del consiglio direttivo della FED.

IPO è bello

In questo scenario a dir poco turbolento, nel corso delle ultime 2 settimane si sono quotate, sull’indice Euronext Growth Milan, ben 3 società, portando a 8 il numero di IPO da inizio anno e a 178 quello il totale della quotate sul listino delle PMI ad alta crescita. Integrae Sim ha fatto la propria parte, accompagnando in Borsa lo scorso 8 giugno la società Redelfi e raccogliendo oltre 3 milioni di euro. Da inizio anno sono 2 le IPO realizzate con successo, pari a una quota di mercato del 25%. 

Afferrare un coltello che sta cadendo?

Sino a quando i mercati non recupereranno la fiducia delle banche Centrali la paura di recessione la farà da padrona. Gli investitori speculativi venderanno, i cassettisti aspetteranno a rientrare sul mercato sino a quando i prezzi non saranno scesi a un livello tale da giustificare rendimenti attesi adeguati. Di fronte a questo rapido impoverimento la scelta è la pazienza o l’attesa senza la frenesia di investire, in vista di un riequilibrio della situazione. Comprare sui minimi è una sfida che non vale la pena raccogliere.


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