Il risveglio dei tech arriva da Taiwan

16/01/2026 07:15
Il risveglio dei tech arriva da Taiwan

L’indice Bloomberg Magnificent Seven delle sette grandi del tech è debolmente rimbalzato dai minimi delle ultime quattro settimane per effetto delle indicazioni confortanti arrivate dalle comunicazioni del trimestre di Taiwan Semiconductor Manufacturing.

La borsa di Taipei guadagna il 2% per effetto della spinta dei tech, l’indice Taiex tocca un nuovo massimo storico. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver firmato un accordo con Taiwan per ridurre i dazi al 15%.

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Il calo del prezzo del petrolio e le convincenti trimestrali pubblicate ieri da alcune grandi banche degli Stati Uniti hanno riportato su Wall Street, indice S&P500 +0,3%.

Il Nasdaq è salito dello 0,3%. L’indice Bloomberg Magnificent Seven delle sette grandi del tech è debolmente rimbalzato dai minimi delle ultime quattro settimane per effetto delle indicazioni confortanti arrivate dalle comunicazioni del trimestre di Taiwan Semiconductor Manufacturing.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Non c’è rischio bolla e non siamo nel 1999, ai tempi delle dot.com, tranquillizza MFS in una nota di ieri. Oggi il PE di Nvidia è a 28, Cisco era arrivata a trattare a 126 volte.

Non c’è rischio di una rovinosa esplosione e nemmeno di correzione, in quanto i fondamentali delle megacap tecnologiche sono molto più robusti di quelli delle società capofila della nascente Internet Economy trent’anni fa.

I colossi di oggi hanno un cash flow positivo e un’alta redditività. Infine, MFS prende posizione sulle ingenti spese in conto capitale per l’intelligenza artificiale, affermando che l’impegno, seppur multimiliardario, non ha ancora raggiunto livelli che comportano rischi macroeconomici più ampi.

Il team di investimento dice che tenere sotto controllo soprattutto OpenAI, la società si aspetta di arrivare a 200 mld di dollari di ricavi nel 2030, da 15 mld di oggi, “ma anche una crescita così straordinaria, potrebbe non coprire interamente il suo fabbisogno finanziario, a meno di un eventuale IPO di successo.

TAIWAN

La borsa di Taipei guadagna il 2% per effetto della spinta dei tech, l’indice Taiex tocca un nuovo massimo storico.

Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver firmato un accordo con Taiwan per ridurre i dazi sui beni provenienti dall'isola democratica, aumentando al contempo gli investimenti delle aziende taiwanesi di semiconduttori e tecnologia in America.

L'accordo, ha affermato il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, "promuovera' un massiccio reshoring del settore dei semiconduttori americano”. In base all'accordo, Washington ridurra' i dazi sui beni taiwanesi al 15%, rispetto al tasso "reciproco" del 20% previsto per far fronte ai deficit commerciali e alle pratiche statunitensi che ritiene ingiuste.

Nel frattempo, le aziende taiwanesi produttrici di chip e tecnologia sono pronte a effettuare "nuovi investimenti diretti per un totale di almeno 250 miliardi di dollari" negli Stati Uniti per sviluppare ed espandere la capacita' produttiva in settori come i semiconduttori avanzati e l'intelligenza artificiale. Taiwan fornira' inoltre "garanzie di credito per almeno 250 miliardi di dollari per facilitare ulteriori investimenti da parte delle imprese taiwanesi", a sostegno della crescita della filiera produttiva statunitense dei semiconduttori, ha affermato il dipartimento.

ORDINE MONDIALE IN VIA DI REVISIONE

Il Pentagono ha dichiarato che sta spostando il gruppo di una portaerei d'attacco dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano ad aumentare. Lo scrive 'The Hill’.

Secondo le immagini di Copernicus, una societa' di dati satellitari che monitora il traffico marittimo, la portaerei USS Abraham Lincoln e il suo gruppo d'attacco sono stati avvistati mentre si allontanavano verso ovest dalla regione indo-pacifica.

La destituzione da parte degli Stati Uniti di Nicolás Maduro in Venezuela porterà ad una revisione del quadro delle influenze strategiche in America Latina e nel mondo. Le autorità di Pechino se ne sono già rese conto e hanno messo in stand by i programmi di rafforzamento della presenza nell’area, scriveva ieri il Wall Street Journal. Non solo, visto che l’area è tornata a essere il cortile di casa di Washington, ai vertici della politica cinese si comincia a ragionare su un mondo diviso in due aree di influenza, con gli Stati Uniti padroni dell’Ovest, poco o nulla interessati all’Est, Taiwan compresa. A Pechino, sentono che la mossa di Washington in Venezuela, dia più rilevanza alle proprie istanze strategiche, prima tra tutte, quella di riannettere la provincia considerata separatista.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,2%. Ieri il Ftse Mib di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,4%, il Ftse 100 di Londra dello 0,5%.

REGNO UNITO

In novembre l’economia è cresciuta più del previsto. Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm commenta così: “Nonostante il rallentamento dell’economia britannica sia ormai percepito come una condizione strutturale, il miglioramento del Pil registrato nel mese di novembre ha assunto un significato particolare, maturando in un contesto decisamente complesso, in concomitanza con il delicato mese della presentazione del Budget. In questo quadro, l’economia ha messo a segno una crescita dello 0,3%, ben oltre le attese ferme allo 0,1%, invertendo la flessione dello 0,1% di ottobre. Si tratta della prima espansione dallo scorso giugno, sostenuta soprattutto dalla ripresa dei settori manifatturiero e dei servizi, solo in parte frenata dal calo dell’edilizia”.

FRANCIA

Il presidente Emmanuel Macron ha chiesto un ulteriore aumento della spesa militare, da finanziare con una manovra da 36 miliardi di euro che non è detto possa essere accolta dal parlamento.

Il quadro politico è fragile ma le banche sono solide, afferma Scope Ratings in un report di ieri. Il 2026 dovrebbe essere un anno di miglioramento della redditività, con rendimenti sugli asset risk-weighted compresi tra l'1,2% e l'1,6%, leggermente superiori rispetto allo scorso anno.

Il settore dovrebbe così “ridurre il divario rispetto alle altre banche dell'UE, che potrebbero aver superato il picco di redditività”. Gli analisti del credito si aspettano altresì ulteriori passi nella diversificazione geografica e livelli di cost income ancora significativamente superiori alla media UE, attestandosi in un intervallo compreso tra il 57% e il 67% rispetto alla media UE di circa il 46%.

Petrolio in lieve calo dopo il tonfo di ieri, Brent a 63,5 dollari il barile.

ORO

Prezzi poco mossi, a 4.600 dollari, +6,7% da inizio anno.

Tom Bailey, Head of ETF Research di HANetf, a proposito dei recenti massimi storici, afferma che l’apprezzamento rispecchia i crescenti preoccupazioni sulla tenuta dell’indipendenza della Federal Reserve. Il governatore è sotto indagine per la ristrutturazione del palazzo dove ha sede la banca centrale a Washington. “Il mercato ha subito letto la vicenda come parte di una pressione politica volta a spingere la banca centrale verso un ulteriore taglio dei tassi: uno scenario che alimenta il timore che l’autonomia della Fed, costruita in decenni di storia, possa ora essere messa in discussione.

Se così fosse, ne risentirebbero la credibilità del dollaro e, più in generale, degli asset denominati in dollari, aumentando di riflesso l’appeal per gli asset come l’oro. Il nuovo scatto dei prezzi si inserisce inoltre in un rally che dura da anni. Nel 2025 l’oro ha battuto le azioni per il secondo anno consecutivo, dopo la sovraperformance già registrata nel 2024. È ancora presto per trarre conclusioni definitive sull’anno appena iniziato, ma il quadro di fondo, tra interrogativi sull’indipendenza della Fed e un rischio geopolitico che resta elevato, continua a offrire un sostegno strutturale al metallo giallo”.

BOND: SPREAD AI MINIMI

Gli investitori sui mercati creditizi globali stanno accettando i premi di rendimento più bassi sul debito societario degli ultimi vent'anni, incoraggiati da prospettive economiche resilienti.

Gli spread si sono ridotti a 103 punti base, il minimo dal giugno 2007, alla vigilia della crisi finanziaria globale, secondo un indice Bloomberg delle obbligazioni in diverse valute e rating. Un indice per i titoli spazzatura ha raggiunto un traguardo simile. I gestori patrimoniali si sono lanciati nel rally del credito grazie alle prospettive di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve e di alcune altre banche centrali. Il calo dei premi di rendimento del credito, tuttavia, può presentare un paradosso per gli investitori. I gestori di fondi non vogliono perdersi un mercato in forte espansione. Ma devono anche accettare una minore compensazione a fronte dei rischi, che sono numerosi, tra cui l'imprevedibilità della politica statunitense e la possibilità che una politica monetaria più accomodante possa accelerare nuovamente l’inflazione.

TITOLI

Pirelli. I due principali azionisti, Camfin e la cinese Sinochem , sono pronti a lasciar scadere il loro patto parasociale, una mossa che innescherà un nuovo intervento del governo italiano sulla governance del gruppo. Lo hanno riferito due fonti vicine alla situazione.

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