Il warning di Burberry stende il settore del lusso


La società britannica ha avvisato di un probabile rallentamento della domanda e ritiene “improbabile” il raggiungimento della guidance sui ricavi per l’intero anno, mentre l'utile operativo rettificato per l'anno sarà intorno al limite inferiore dell'intervallo previsto dal mercato se la domanda non riprenderà.


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Lusso in rosso

Mattinata difficile per il settore europeo del lusso, indebolito dalla prospettiva di una domanda debole evidenziata da Burberry in occasione della comunicazione dei suoi risultati semestrali.

Se il titolo dei britannici arriva a cedere l’11% nel corso della prima ora di scambi a Londra, nel comparto è rosso anche per Hugo Boss (-3%), Louis Vuitton (-1,60%), Salvatore Ferragamo (-1,77%), Christian Dior (-1,40%), Brunello Cucinelli (-1,40%), Swatch Group (-1%), Richemont (-1%), EssilorLuxottica (-0,50%), Tod’s (-0,20%) e Moncler (-0,10%).

Pesa Burberry

Nella prima metà dell’anno fiscale 2024 che si chiude a marzo, Burberry è riuscita ad aumentare i suoi ricavi del 4% (1,396 miliardi di sterline), anche se ha registrato un utile per azione diluito adjusted (eps) in calo del 5% a 42,1 pence.

Le vendite comparabili nel secondo trimestre sono aumentate dell’1%, con l'area EMEIA a +10%, e l’Asia Pacifico a +2%, ma nelle Americhe si è assistito ad un calo del 10%.

La società ha anche aumentato l’acconto sul dividendo a 18,3 pence rispetto ai 16,5 pence per azione precedenti e ha completato il riacquisto di azioni per un valore di 400 milioni di sterline completato alla fine di ottobre, con 200 milioni di sterline completati nella prima metà dell'anno.

Brusco rallentamento della crescita delle vendite omogenee nel secondo trimestre, in rialzo dell’1% rispetto al 18% visto nel primo trimestre, a causa del calo della crescita in Cina.

Il warning

A pesare è la prospettiva di un rallentamento della domanda e la società ritiene “improbabile” il raggiungimento della guidance sui ricavi per l’intero anno, mentre l'utile operativo rettificato per l'anno sarà intorno al limite inferiore dell'intervallo previsto dal mercato compreso tra 552 e 668 milioni di sterline se la domanda non riprenderà.

A gettare acqua sul fuoco è stato l’amministratore delegato della società, Jonathan Akeroyd, il quale ha spiegato che “anche se il contesto macroeconomico è diventato più impegnativo di recente, siamo fiduciosi nella nostra strategia per realizzare il nostro potenziale come moderno marchio di lusso britannico, e restiamo impegnati a raggiungere i nostri obiettivi a medio e lungo termine”.

Tuttavia, Burberry ha mantenuto il suo obiettivo a medio termine di 4 miliardi di sterline di fatturato annuo.

“La performance del primo semestre di Burberry è stata positiva, ma l'avvertimento di una domanda debole è stata la notizia più importante”, spiegano gli analisti di Bernstein, tanto più che “se la debolezza della domanda dovesse continuare, è improbabile che il gruppo riesca a raggiungere le previsioni di fatturato, mentre l'utile operativo si collocherà nella parte bassa della gamma di previsioni”.

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