Maxicedola dell'11,11% in arrivo con il certificate sui bancari europei

Comunicazione Pubblicitaria Certificati
24/03/2026 08:30
Maxicedola dell'11,11% in arrivo con il certificate sui bancari europei

Si compra sotto la pari a 81 euro ed รจ in arrivo la seconda maxicedola da 9 euro condizionata. Il prossimo 26 marzo 2026, il certificate di Barclays con Isinย XS3222007224ย su BPER Banca,ย Deutsche Bank,ย Commerzbank e Raiffeisen Bankย staccherร  unย maxi-premio certo del 11,11% (9 euro su 81 euro di quotazione) visto che la condizione รจ giร  stata superata con successo alla data di valutazione di ieri 23 marzo. Lโ€™ultimo giorno valido per incassare la maxicedola รจ domani 25 marzo.

Si passa poi aย premi trimestraliย con memoriaย di 1 euro (4 euro in un annuo),ย se nessuno dei sottostanti sarร  crollato alle date di valutazione del 40% dal livello iniziale.

Da settembre 2026,ย possibilitร  di rimborso anticipato a 100 euroย se tutti i sottostanti si troveranno oltre il livello iniziale. In caso di rimborso giร  il 23 settembre, lโ€™investitore riceverร  il maxi-premio di 9 euro, una cedola trimestrale di 1 euro (la prima a settembre). Comprando il prodotto oggi a 81 euro,ย il rendimento al momento dellโ€™autocallย (tra 6,21 mesi) raggiunge il 35,80%, pari a unย ritorno annualizzato del 69,18%.

Scadenza tra meno di cinque anniย (dicembre 2030) conย protezione del capitale fino a cali del 40%ย dei sottostanti dal valore iniziale.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Maxi-premio dell'11,11% il 26 marzo

La forza dei maxi-premi รจ legata allโ€™elevato rendimento, a una barriera molto bassa e allโ€™efficienza fiscale, ovvero la possibilitร  di utilizzarli per compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

I nove euro di maxi sui 81 euro di acquisto del certificate con Isin XS3222007224 sono pari a un ritorno dell'11,11%. La condizione per lo stacco del โ€œcedoloneโ€ รจ giร  stata verificata con successo ieri 23 marzo (data di valutazione). Per incassare la maxicedolaย lโ€™investitore dovrร  avere inserito il certificate nel proprio portafoglio entro domani 25 marzo.

Al momento, delle quattro banche sottostanti,ย BPER Banca si trova sotto il livello iniziale del -6,2%, Raiffeisen Bank del -1,2%, Commerzbank del -11,6% e Deutsche Bank del -25,1% dal valore iniziale.

Di seguito i livelli di riferimento del certificato:

Immagine contenuto

Idea di investimento

Sono quattro le soluzioni di investimento che offre questo certificate e che ogni investitore dovrร  valutare da solo o con il proprio consulente.

  1. COMPENSAZIONE. La prima รจ quella giร  spiegata di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio quindi vendere il certificate non appena ha staccato la maxicedola. Essendo le cedole dei certificate considerate โ€œredditi diversiโ€, si prestano a compensare eventuali perdite fiscali entro un periodo massimo di quattro anni dalla loro realizzazione.ย Il 26% di compensazione su un premio dell'11,11%, รจ pari a un risparmio โ€œfiscaleโ€ del 2,8886%, ovviamente si tratta di tasse giร  pagate per cui si chiede il rimborso a fronte delle minusvalenze registrate ma che, senza una compensazione con plusvalenze da redditi diversi vanno spesso perse.
  2. CALO DELLA VOLATILITร€. La seconda รจ puntare a un rialzo di breve del certificate. Il recente rialzo della volatilitร  ha reso i certificate con maxicedole molto attraenti, perchรฉ se prima quotavano sulla lineare ovvero riflettendo la performance dei sottostanti quasi 1 a 1 ora sono ampiamente sotto. Il nostro certificate, dopo lo stacco della maxi quoterร  a un prezzo sotto la lineare: il peggiore sottostante Deutsche Bank perde il 25%, e il certificate tenderร  a portarsi vicino a 72 euro (non 75 euro, 100%-25%). Questa situazione si รจ creata perchรฉ l'aumento della volatilitร  legato al clima geopolitico rende le barriere piรน vulnerabili alla maggiore ampiezza dei movimenti che sta caratterizzando l'azionariato in questo mercato. A questo va aggiunto anche un rialzo dei tassi che incide negativamente sul prezzo del certificate. Un calo della volatilitร , legato anche solo a una sorta di accordo sullo stretto di Hormuz, porterebbe il certificate a quotare almeno sulla lineare e a recuperare terreno.
  3. AUTOCALL. La terza strategia, piรน di lungo termine, รจ quella classica che ci si gioca con i maxicedola: incassare il maxi premio, o entrambi per chi lo avesse giร  preso, e aspettare che il certificate si riporti vicino al valore nominale di 100 euroย per cederlo prima della scadenza per massimizzare il rendimento nel tempo. Ad aiutare il certificate a portarsi vicino al nominale, prima della scadenza, รจ il meccanismo di autocall, per cui il prodotto verrร  rimborsato in anticipo a 100 euro se i sottostanti si porteranno sul livello iniziale, alle date di valutazione a partire da quella di settembre. Di fatto, acquistando oggi sotto la pari, oltre al maxi premio, con un rimborso a 100 si incasserebbe anche un capital gain di 19 euro (100-81 euro di ingresso). Il rendimento, potrebbe cosรฌ salire sensibilmente in caso di rimborso anticipato. Il prodotto prevede laย possibilitร  di autocallย (rimborso anticipato) a partireย dalla data di osservazione del 23 settembre 2026. Se quel giorno, e in tutte le successive date di osservazione, tutti e quattro i sottostanti mostreranno prezzi di chiusura pari o superiori ai valori iniziali, il certificate verrร  ritirato. Agli investitori spetterร  unย rimborso pari al 100% del valore nominaleย (100 euro), il pagamento dellโ€™ultimo premio trimestrale e degli eventuali bonus non pagati e conservati in memoria. Da quel momento nessun altro premio sarร  piรน pagato. รˆ evidente che tanto prima dovesse scattare lโ€™autocall, tanto piรน alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto. Ad esempio,ย in caso di rimborso giร  il 23 settembre 2026, chi compra oggi il certificate a 81 euro chiuderebbe lโ€™investimento fra meno di sette mesi (6,21 mesi) con 9 euro di maxicedola, 1 euro di premio trimestrale e 19 euro di capital gain (differenza tra il prezzo di acquisto a 81 euro e il rimborso a 100). Il rendimento in 6,21 mesi sarebbe del 35,80%, pari a unย ritorno annualizzato del 69,18%ย (35,80%/6,21mesi*12mesi). Ovviamente le probabilitร  di far scattare l'autocall dipenderanno dal movimento dei sottostanti se saranno in grado, vedi Deutsche Bank di recuperare il terreno perso.
  4. SCADENZA. L'ultima strategia, la piรน paziente รจ quella di aspettare la scadenza. In quel caso non si punta a un rialzo dei sottostanti ma si aspetta che passi il tempo e che nessuno sfondi la barriera. A scadenza, se nessuno dei sottostanti avrร  perso il 40% dal livello iniziale, il certificate verrร  rimborsato a 100 euro e avrร  staccato tutti i premi, grazie all'effetto memoria. Il guadagno per l'investitore sarebbe pari a 19 euro di capital gain piรน 9 euro di maxicedola in arrivo, piรน 18 cedole da un euro in tutto 44 euro su 81 di acquisto pari al 56,79% che spalmato sui 4,75 anni che rimangono arriviamo all'11,96% annualizzato.

Premi trimestrali con memoria di 1 euro

Una volta staccato il doppio maxi-premio di marzo, questo prodotto pagherร ย premi trimestrali con memoria dellโ€™1% del nominale (100 euro), condizionate al rispetto di una barriera al 60%, il che vuole dire che sono ammessi ribassi del peggiore dei sottostanti fino a un massimo del 40% del livello iniziale.

Nel caso in cui, a una data di osservazione, anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera,ย il premio non verrร  pagato, ma resterร  in pancia al prodottoย e, grazie allโ€™effetto memoria, verrร  corrisposto (insieme alle altre cedole trattenute in memoria) alla prima data di valutazione successiva, in cui tutti i sottostanti saranno tornati sopra la barriera.

Quindi, basterร  che tutti i sottostanti si trovino sopra la barriera allโ€™ultima data di osservazione (23 dicembre 2030) per avere la certezza di incassare tutte le 18 cedole trimestrali previste e chiudere lโ€™investimento con 27 euro di premi (contando anche il maxi-premio di 9 euro). Acquistando il certificato oggi a 81 euro, ilย rendimento totale รจ del 56,79% in poco meno di cinque anniย (4,75 anni), pari a unย ritorno annualizzato dell'11,96%.

Ecco il conto: 27 euro di premi (18 euro di cedole trimestrali piรน 9 euro di maxi-premio) piรน 19 euro di capital gain (differenza tra 100 euro di rimborso e il prezzo attuale di 81 euro), il risultato รจ 46 euro. Dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 81 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (23 dicembre 2030) del 56,79%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 56,79% per 4,75 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno dell'11,96% annualizzato.

La forza di questo prodotto rimane la probabilitร  del rimborso anticipato che fa lievitare il rendimento o lโ€™uso efficiente delle maxicedole per compensare le minusvalenze.

Due scenari possibili alla scadenza finale

Qualora durante la vita del certificate non si verificasse il rimborso anticipato, alla scadenza naturale del 23 dicembre 2030 gli investitori si troveranno di fronte a due scenari distinti, direttamente legati allโ€™andamento dei sottostanti.ย La barriera di protezione del capitale รจ fissata al 60% del valore iniziale e viene osservata unicamente alla scadenza, offrendo protezione contro ribassi fino al 40% dei sottostanti dal livello iniziale.

Nel primo scenario, se alla data di valutazione finale (23 dicembre 2030),ย il peggiore tra i sottostantiย si manterrร  al di sopra o uguale alla barriera, il certificate verrร  rimborsato al valore nominale di 100 euro. A questo importo si sommeranno lโ€™ultima cedola di 1 euro e gli eventuali premi non pagati e trattenuti nella memoria, per un totale di 27 euro. Considerato il prezzo di acquisto di 81 euro,ย il rendimento complessivo raggiungerebbe il 56,79%ย in un orizzonte temporale di 4,75 anni (11,96% annualizzato).

Nel secondo scenario, se ancheย solo uno dei sottostanti a scadenza sarร  sceso sotto la barriera, il rimborso del capitale sarebbe commisurato alla performance del titolo peggiore. Ad esempio, un ribasso del 50% del worst of comporterebbe un rimborso pari a 50 euro, a cui perรฒ si aggiungerebbero leย eventuali cedole giร  incassate durante la vita del prodottoย che andrebbero a mitigare la perdita sul capitale.

Attualmente, i sottostanti mostrano unย margine di sicurezza rispetto alla barriera: BPER Banca รจ distante il 36%, Deutsche Bank il 19,9%, Commerzbank il 32,1% e Raiffeisen Bank il 39,3%, rafforzando le probabilitร  di uno scenario favorevole a scadenza.

Tassi ancora elevati, risiko bancario e buoni conti nel 2025

Il mercato ha fatto due conti, petrolio piรน caro uguale inflazione uguale tassi piรน alti. Se ai mercati non piace lโ€™incertezza, ai conti delle banche i tassi elevati hanno sempre fatto molto piacere, tanto che negli ultimi due anni il leitmotiv รจ stato quello degli extraprofitti. Ebbene potrebbero non essere finiti, soprattutto se si tratterร  di una crisi di durata limitata che non va a intaccare la qualitร  dei prestiti. In molti scommettono su una exit strategy che salvi Trump da una rivolta interna, lโ€™elettorato americano รจ molto sensibile ai prezzi alla pompa, soprattutto quando fra non molto si aprirร  la driving season, la stagione dei viaggi estivi e il consensus a questa guerra รจ molto basso.

Per le banche il 2026 potrebbe rivelarsi un altroย anno allโ€™insegna del risiko bancario in Europa, con colossi come BPER Banca, Commerzbank e Raiffeisen Bank e Deutsche Bank pronti a giocare partite decisive che potrebbero ridisegnare gli equilibri del mercato del credito del Vecchio Continente. Anche i risultati dellโ€™intero 2025 hanno confermato la soliditร  di questi quattro gruppi bancari nel panorama europeo. In quest'ottica si legge la mossa di oggi di UniCredit su Commerzbank.

BPER Banca

La banca italiana ha chiuso il 2025 con unย risultato netto ordinarioย consolidatoย pari a 2.100,2 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 1.407 milioni del 2024 (+49%). Le attivitร  propedeutiche all'integrazioneย Bper-Banca Popolare di Sondrioย sono "in pieno svolgimento" con fusione entro fine aprile 2026. Includendo la banca valtellinese, consolidata dal primo luglio scorso, il โ€œnuovoโ€ gruppo BPER raggiunge nel 2025 unย margine di interesse di 3,815 miliardiย con commissioni nette per 2,405 miliardi. Proventi operativi netti per 6,589 miliardi, oneri a 3,013 miliardi, cost/income del 45,7% e un costo del credito di 24 punti base.

Sul fronte patrimoniale, invece, la raccolta diretta da clientela si attesta a 168,7 miliardi, mentre i crediti netti verso la clientela sono pari a 128,7 miliardi. L'incidenza dei crediti deteriorati a livello lordo (Npe ratio lordo) รจ pari al 2,1% e a livello netto all'1,0%. Nel dettaglio, le sofferenze nette sono pari a 0,2 miliardi con un livello di copertura pari al 71,3%.

"L'anno 2025, caratterizzato da una costante instabilitร  del contesto geo-politico e macroeconomico, ha visto il nostro gruppoย raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, da quelli del Piano Industriale all'esecuzione dell'operazione su Banca Popolare di Sondrioโ€, spiega nella nota l'ADย Gianni Franco Papa.

"La focalizzazione sullaย buona riuscita dell'operazione su Banca Popolare di Sondrioย non ha distolto l'attenzione dall'attivitร  di sviluppo del business, come dimostrato dalla crescita dei volumi e delle commissioni, dalle nuove erogazioni a favore di privati e imprese per oltre 25 miliardi di euro a livello di Gruppo, dalla costante soliditร  di tutti gli indici patrimoniali e di liquiditร  e dalla robusta qualitร  degli assetโ€, sottolineava Papa.

BPER oggi si posiziona inย modo distintivo nel panorama bancario nazionale, grazie alla presenza ancora piรน radicata e capillare in tutta Italia, in particolare nelle regioni del Nord a piรน alta produttivitร , e alla forte penetrazione nel mercato dei privati, delle imprese e nella gestione del risparmio. Abbiamo iniziato il 2026 con immutato orientamento al risultato, pronti a portare a termine l'integrazione e a confermare il nostro percorso di crescita come gruppo, continuando a generare valore tangibile per i nostri azionisti, clienti e territori", concludeva.

Commerzbank

La banca tedesca Commerzbank chiude il 2025 con numeri migliori del previsto e rilancia per il 2026. Lโ€™utile netto 2025 si รจ attestato a 2,63 miliardi di euro, in lieve calo rispetto allโ€™anno precedente, principalmente a causa dei costi di ristrutturazioneย legati al piano di efficientamento. Il dato รจ perรฒ superiore alle attese degli analisti, che si fermavano intorno a 2,5 miliardi.ย Senza gli oneri straordinari, lโ€™utile sarebbe cresciuto del 13% su base annua,ย avvicinandosi ai 3 miliardi e segnando un livello record per la banca.

Il messaggio che arriva da Francoforte รจ chiaro: la redditivitร  operativa รจ solida e il percorso di trasformazione, pur comportando costi nel breve termine, sta producendo effetti tangibili.

Il vero cuore del business resta il Net Interest Income, il margine dโ€™interesse, cioรจ la differenza tra interessi attivi su prestiti e investimenti e interessi passivi sui depositi. รˆ la metrica chiave per valutare la qualitร  dei ricavi di una banca commerciale.

Nel quarto trimestre 2025 il margine dโ€™interesse รจ risultato leggermente sotto le attese, ma la banca ha mostrato una buona tenuta complessiva dei ricavi, pari a 3,1 miliardi. Gli accantonamenti su crediti sono rimasti sotto controllo e il CET1 ratio si รจ attestato al 14,7%, livello che conferma una posizione patrimoniale solida.

Inoltre, Commerzbank ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026. Lโ€™utile netto dovrebbe superare il precedente target di 3,2 miliardi di euro, grazie a un miglioramento delle prospettive sul margine dโ€™interesse, ora atteso intorno a 8,5 miliardi rispetto agli 8,4 miliardi indicati in precedenza. La revisione non รจ enorme in valore assoluto, ma รจ significativa nel messaggio: in una fase in cui lโ€™effetto positivo dei tassi piรน alti tende gradualmente ad attenuarsi, Commerzbank ritiene di poter mantenere una redditivitร  sostenuta.

Il braccio di ferro tra UniCredit e Commerzbank si intensifica. Lunedรฌ 16 marzo, la banca italiana guidata da Andrea Orcel ha presentato un'offerta volontaria di scambio azionario da circa 35 miliardi di euro per acquisire l'intera quota di Commerzbank che non detiene giร , superando cosรฌ la soglia del 30% del capitale. La risposta di Francoforte non si รจ fatta attendere: il consiglio di amministrazione della banca tedesca ha respinto la proposta, definendola "non allineata" alla propria strategia e priva di "informazioni critiche" necessarie per valutare un'operazione che crei valore.

La ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, ha usato parole ancora piรน nette, definendo il prezzo implicito dell'offerta "molto basso" e lamentando di aver appreso i dettagli del piano di UniCredit solo tramite un annuncio ad hoc, senza alcuna preventiva consultazione.

Il numero uno di UniCredit, Andrea Orcel, ha replicato il 18 marzo di voler adottare un approccio "piรน proattivo" dopo la presentazione dell'offerta, lasciando esplicitamente aperta la porta a una revisione dei termini qualora le due banche riuscissero a concordare un piano comune.

Raiffeisen Bank

Raiffeisen Bank chiude il 2025 con una redditivitร  in calo, mentre il volume dโ€™affari continua a espandersi. Il secondo gruppo bancario svizzero ha registrato un utile netto di 1,09 miliardi di franchi, in diminuzione del 9,9% su base annua. La flessione arriva in un contesto di ricavi sotto pressione, anche se lโ€™attivitร  complessiva della banca ha mostrato segnali di crescita.

Il gruppo con sede a San Gallo ha indicato che i ricavi complessivi sono scesi del 2% a 3,83 miliardi di franchi. La dinamica riflette soprattutto la contrazione dei proventi derivanti dalle operazioni su interessi, principale fonte di guadagno per lโ€™istituto. Il risultato netto da interessi รจ diminuito del 7,1% a 2,6 miliardi di franchi, un effetto collegato ai tagli del tasso guida decisi dalla Banca nazionale svizzera (BNS). In controtendenza, le attivitร  basate su commissioni e servizi hanno registrato un aumento del 10% del risultato, salito a 752 milioni di franchi. Andamento positivo anche per le operazioni di negoziazione, con un progresso del 13% a 295,6 milioni di franchi. Il Cost Income Ratio รจ salito dal 56,7% al 59,4%.

Sul piano dei volumi, lโ€™attivitร  creditizia ha continuato a espandersi. I crediti ipotecari sono aumentati del 4,6% raggiungendo 230,9 miliardi di franchi, con Raiffeisen che rivendica una quota di mercato del 18,4% nel settore. In crescita anche i finanziamenti alle imprese: prestiti e crediti alla clientela aziendale sono saliti di 3,9 miliardi fino a 57 miliardi di franchi. La banca segnala lโ€™acquisizione di quasi 5.000 nuove aziende clienti, con unโ€™evoluzione definita particolarmente incoraggiante nel segmento delle medie e grandi imprese.

Lโ€™istituto sottolinea la volontร  di mantenere una crescita qualitativa del portafoglio crediti accompagnata da una politica dei rischi prudente. Le rettifiche di valore per i rischi di insolvenza restano molto contenute, pari allo 0,14% del totale dei prestiti e dei crediti alla clientela.

Anche la raccolta mostra unโ€™espansione significativa. I depositi della clientela sono aumentati del 5,1% a 225,8 miliardi di franchi, con 10,9 miliardi di nuovi fondi raccolti nel corso dellโ€™anno. La crescita รจ distribuita su tutte le regioni in cui opera il gruppo. Il rafforzamento dei depositi ha portato il tasso di rifinanziamento dal 92,2% al 92,6%.

Guardando alle prospettive, Raiffeisen non fornisce indicazioni quantitative. La banca si dichiara fiduciosa ma evidenzia un contesto di tassi dโ€™interesse bassi, che limita il contributo atteso dalle operazioni su interessi. Lโ€™espansione dei volumi dovrebbe comunque sostenere un risultato in leggero miglioramento nel corso dellโ€™anno.

Il direttore generale Gabriel Brenna ha indicato le prioritร  strategiche per il prossimo periodo: concludere la strategia del Gruppo 2025, diversificare le fonti di ricavo con un maggiore sviluppo delle attivitร  di previdenza e investimento e definire una nuova strategia entro la fine del 2026.

Deutsche Bank

La banca tedesca archivia il 2025 con profitti record, evidenziando un deciso rafforzamento della redditivitร . Lโ€™utile ante imposte raggiunge 9,7 miliardi di euro, in crescita dellโ€™84% su base annua, mentre lโ€™utile netto raddoppia a 7,1 miliardi di euro. Lโ€™istituto sottolinea il pieno raggiungimento degli obiettivi finanziari, con un ROTE post imposte al 10,3% e un cost/income ratio al 64%.

La crescita si riflette anche sui ricavi, che salgono del 7% a 32,1 miliardi di euro, in linea con le attese. Il quarto trimestre segna una forte accelerazione: lโ€™utile ante imposte tocca un record di 2 miliardi di euro, rispetto ai 583 milioni dello stesso periodo dellโ€™anno precedente. Lโ€™utile netto si attesta a 1,6 miliardi, contro 337 milioni di un anno prima, mentre i ricavi trimestrali raggiungono 7,7 miliardi di euro, in aumento del 7% su base annua.

Il ceo Christian Sewing ha rivendicato la soliditร  del modello operativo, sottolineando che i risultati conseguiti confermano la validitร  della strategia di Global Hausbank e il valore generato per la clientela. Il gruppo punta ora a rafforzare ulteriormente questa impostazione e a migliorare i rendimenti, con lโ€™obiettivo dichiarato di diventare il campione europeo.

Anche il cfo James von Moltke ha sottolineato la qualitร  dei risultati, definendo il 2025 un anno di esecuzione concreta. Il gruppo ha centrato lโ€™obiettivo di un ROTE superiore al 10% in tutte le divisioni, mantenendo una crescita dei ricavi coerente con le ambizioni e una rigorosa disciplina sui costi. Le efficienze operative hanno consentito di autofinanziare nuovi investimenti senza compromettere i target di spesa. La gestione prudente del capitale ha inoltre rafforzato il coefficiente patrimoniale, offrendo secondo il management un solido punto di partenza per il raggiungimento degli obiettivi futuri.

Il parere degli analisti sulle quattro banche

Il sentiment degli analisti sui quattro titoli sottostanti siย conferma complessivamente positivo, rafforzando ulteriormente le prospettive favorevoli per il prodotto.

Immagine contenuto

BPER Bancaย รจ seguita da 14 analisti: di questi,ย 13 raccomandano lโ€™acquistoย (buy), 1 suggerisce di mantenere la posizione (hold) e nessuno ha un giudizio di vendita (sell).ย Il target price medio si attesta a 12,72 euro, che implica un potenziale upside del 5% rispetto alla quotazione attuale a Piazza Affari.

Suย Commerzbank, il sentiment si presenta mediamente neutrale: su 21 analisti che monitorano il titolo,ย 8 consigliano buy, 9 suggeriscono hold e 4 dicono sell.ย Il prezzo obiettivo medio รจ di 34,53 euro.

Quadro piรน favorevole perย Raiffeisen Bank,ย coperta da 17 analisti:ย 10 raccomandano buy, 4 indicano hold e 3 consigliano sell.ย Il target price medio รจ pari a 37,19 euro, in linea con i corsi attuali a Francoforte.

Infine, suย Deutsche Bank, tra gli 25 analisti che monitorano il titolo,ย 8ย consigliano buy,ย 11 suggeriscono hold e 6 sell.ย Il prezzo obiettivo medio รจ di 33,64 euro, sostanzialmente in linea con la quotazione attuale a Francoforte.

La combinazione traย distanza dalle barriere e prospettive positive degli analistiย dovrebbe offrire una cornice di relativa tranquillitร  per gli investitori che valutano l'acquisto del certificate.

Attenzione: Il Certificate XS3222007224 รจ soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.

Ricordiamo che investire in certificati espone lโ€™investitore al rischio fallimento dellโ€™emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dellโ€™intero investimento.
Barclays gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dellโ€™emittente.

Questo articolo รจ stato scritto grazie alla sponsorizzazione di un emittente o di un intermediario. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate nรฉ interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. Orafinanza.it non si assume alcuna responsabilitร  per azioni, costi, spese, danni e perdite subiti a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti su questo sito. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sul sito dell'emittente ed ottenere una consulenza professionale.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione sul rendimento del BTP all'8,25%

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it รจ il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
รจ un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilitร 

OraFinanza.it รจ una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it