In Cina scendono i contagi, tornano su le borse


Maxi operazione in arrivo nella finanza italiana, Mediobanca potrebbe uscire da Generali per lasciare spazio a Del Vecchio e Caltagirone, con le risorse incassate dallo smobilizzo della quota, avrebbe la possibilità di espandersi nel risparmio gestito: i target sono Azimut, Banca Generali e Banca Mediolanum.


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Il rimbalzo dai minimi di periodo toccati, o avvicinati, nella prima seduta della settimana, c’è stato, anche se più debole di quel che ad un certo punto i future avevano anticipato. Nel corso delle ultime ore, i mercati hanno dato segni di stabilizzazione, in Cina, anche per effetto degli ultimi dati sul contagio, le borse stamattina salgono. Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen +2%. Rimbalzano i tech quotati ad Hong Kong: Hang Seng Tech +4,5%. I nuovi positivi a Shanghai sono scesi del 51% rispetto al giorno prima, a 1.487. Zero casi registrati al di fuori delle aree messe in quarantena.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, il future del Dax di Francoforte guadagna lo 0,4%. Ieri l’indice di riferimento della borsa tedesca ha chiuso in rialzo di poco più dell’1%: l’indice ZEW ha mostrato che in Germania, le aspettative sull’economia non sono depresse come ci si aspettava.

Inflazione negli Stati Uniti

Il dato più importante della settimana esce alle 14.30. Il consensus si aspetta i primi segnali di rallentamento, +8,1% in aprile, dal +8,5% di marzo. Il dato depurato da cibo ed energia è atteso in rialzo del 6%, da +6,5%. La frenata ammesso che ci sia, dovrebbe essere guidata dall’andamento dei salari reali, che sono negativi, quindi deprimono i consumi. Il mercato sta anticipando questo dato, infatti l’inflazione stimata a cinque anni è scesa ieri sotto la soglia del 3%, dopo due mesi sopra questa soglia, circa quaranta punti base in meno rispetto a inizio mese. Il rendimento del buono del Tesoro a due anni, quello più sensibile alle indicazioni della Federal Reserve, sta da qualche settimana muovendosi nei dintorni dell’area 2,70%, l’area di costo del denaro che i membri del board della Fed hanno indicato come obiettivo per il 2023 e 2024. Le due cose, messe insieme, mostrano che la Federal Reserve ha già ottenuto un primo successo, è riuscita a far capire quali siano le sue intenzioni.
Stamattina il decennale è sotto quota 3% di rendimento, a 2,97%. Il biennale è 2,63%. Lo spread due anni - dieci anni è tornato a scendere, ieri -7 punti base.

Inflazione in Europa

Il processo di normalizzazione della politica monetaria è già iniziato, i primi interventi di politica monetaria arriveranno quest’autunno, in quale mese, non è importante, ha detto ieri sera a Madrid, Luis de Guindos, il vicepresidente della Banca centrale europea. Nessun accenno diretto al tema della frammentazione, ovvero, del differenziale tra core e periferia, si tratta di un tema da affrontare separatamente. Per ABN Amro il primo rialzo tassi in Europa sarà a luglio, seguito da un altro aumento in settembre. La banca olandese, che stimava due rialzi tra settembre e dicembre in precedenza, non si aspetta altri interventi sui tassi nel corso del 2022.

Federal Reserve

I membri del board della intervenuti nel corso della serata, hanno ribadito che la lotta all’inflazione è la priorità numero uno. Loretta Mester della Fed di Cleveland ha parlato anche di un rialzo di 75 punti base nella seconda parte dell’anno. Toni diversi dal presidente della Federal Reserve Bank di Atlanta, Raphael Bostic, che parlando ad un convegno organizzato in Florida, ha ipotizzato una stretta monetaria non esasperata, nel caso arrivassero segnali di riequilibrio tra la domanda e l’offerta. La banca centrale “potrebbe essere in grado di fare di meno”, nel caso questo avvenisse. Bostic ha aggiunto che non ci sono ad ora dei segnali importanti di un rallentamento della domanda.

Il mercato post-moderno è meno generoso

Peter Hoppenheimer di Goldman Sachs, ieri mattina a Bloomberg TV, ha detto che le azioni cominciano ad essere interessanti per gli investitori con un orizzonte di medio lungo periodo, il che implica, che non è ancora arrivato il momento di comprare per chi punta a chiudere l’operazione a breve. Lo stesso strategist, nella nota diffusa il giorno prima, dava qualche coordinata di portata storica sul mercato. Siamo entrati nel ciclo della post modernità e ci troviamo nel mezzo di un cambiamento di natura secolare. In questo nuovo mondo, guidato dall’inflazione, più che dalla deflazione, ci sono condizioni e priorità nuove. “È probabile che vedremo più regionalizzazione, manodopera e materie prime più costose, governi più attivi. I rendimenti degli investimenti dovrebbero essere più deboli in questo ciclo, poiché i tassi di interesse più elevati implicano un minor contributo della valutazione.” Hoppenheimer prevede un mercato appesantito e stanco (“Fat & Flat”), una maggiore attenzione all'alfa invece che al beta. Le voci più importanti del conto economico delle aziende saranno quelle che indicano la redditività, i ricavi diventeranno meno rilevanti.

Tra i titoli a Piazza Affari segnaliamo

Generali. Mediobanca. Il Sole24Ore riporta che c’è un piano per riportare la pace nel primo gruppo assicurativo italiano. Mediobanca uscirebbe dal capitale, lasciando spazio a Caltagirone e Del Vecchio, in cambio di una grossa operazione nel risparmio gestito, si parla di Azimut, Banca Generali o Banca Mediolanum.

Telecom Italia. Il consiglio di amministrazione di Sace, in agenda oggi, dovrebbe dare un primo via libera alla garanzia statale sulla linea di credito fino a 3 miliardi di euro che un gruppo di banche sta predisponendo per Telecom Italia (Tim), dicono tre fonti vicine alla situazione.

Unicredit ha annunciato martedì di aver lanciato il suo programma di riacquisto di azioni. In una nota afferma di aver fissato i termini per l'esecuzione della prima tranche del programma per un importo massimo di 1,58 miliardi di euro e per un numero di azioni ordinarie non superiore a 215 milioni.

Salvatore Ferragamo ha chiuso il primo trimestre con ricavi e margini in crescita e un utile netto di 14 milioni di euro, contro la perdita di 600.000 euro di un anno prima. 

Pirelli chiude il primo trimestre con un risultato operativo e utile in deciso rialzo e ritocca la guidance sul 2022 per riflettere le prospettive macroeconomiche frenate dalle tensioni geopolitiche, dall'inflazione e dal calo della domanda in Cina a causa del lockdown

Iren. Nell’intervista al Sole24Ore, l’ad Gianni Vittorio Armani dice che la società è in anticipo su alcuni target del piano industriale al 2030.


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