In rialzo Alibaba e i tech cinesi: Ant ottiene la sospirata licenza


La banca centrale di Pechino ha dato il via libera alla trasformazione del colosso fintech in holding finanziaria. I legami finanziari e operativi con Alibaba.


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Buona parte dei pagamenti che avvengono su Alibaba sono processati da Ant

Venerdì 17 giugno Alibaba si è presentata molto brillante all’avvio delle contrattazioni a New York. Il titolo segnava un rialzo del 7,2% a 108,80 dollari, dopo che la sera prima aveva chiuso in calo del 6% a 101,4 dollari. A spingere le quotazioni è la notizia che la banca centrale cinese ha accettato la richiesta di Ant Group di trasformarsi in holding finanziaria. Fondata da Jack Ma, Ant Group è un colosso fintech che opera soprattutto nel campo dei pagamenti elettronici.

Secondo quanto riporta Reuters, nelle settimane scorse la PBOC (People Bank of China) ha accettato la richiesta di Ant e la società potrebbe ottenere presto la sua licenza. Alibaba ha una partecipazione importante in Ant Group, ma soprattutto fra le due società c’è una forte partnership operativa: molti dei pagamenti che avvengono sulla piattaforma di e-commece di Alibaba sono processati da Ant.

Torna l’ipotesi di Ipo di Ant Group.

Analoghe indiscrezioni erano state diffuse la settimana scorsa da Bloomberg e successivamente smentite dalle autorità di Pechino. L’ottenimento della licenza per operare come holding è un passo indispensabile per procedere successivamente con la quotazione in Borsa di Ant. Nell’autunno 2020 tutto era pronto per fare partire l’Ipo di Ant, una maxi operazione da 34 miliardi di dollari. L’Ipo fu bloccata dal governo all’ultimo momento. Tutti gli osservatori hanno sempre messo in relazione un intervento così brusco delle autorità cinesi con il fatto che nel settembre 2020 Jack Ma aveva criticato pubblicamente le autorità di controllo del sistema bancario. Ad Ant fu negata la licenza per costituirsi come holding finanziaria e svolgere attività simil-bancaria, e senza quella licenza l’Ipo divenne impossibile. Sarebbe stata la più grande offerta pubblica di azioni mai realizzata al mondo, con un valore stimato di 34 miliardi di dollari. Pochi mesi dopo Alibaba ricevette una colossale multa da 2,8 miliardi di dollari per comportamenti in contrasto con le norme antitrust.

Forti rialzi anche per Meituan, JD.com e Didi.

Da quel momento è iniziato in Cina un giro di vite regolatorio su tutte le attività della web-economy. I maggiori controlli in tema di concorrenza e gestione dei dati hanno innescato un ribasso diffuso su tutto il settore tech che in 18 mesi ha spazzato via un valore di circa 2.000 miliardi di dollari come market cap dell’indice Hang Seng Tech di Hong Kong.

Oggi la concessione della licenza ad Ant viene vista dagli esperti come il segnale di un importante cambiamento di rotta da parte di Pechino e il rialzo di Alibaba è accompagnato da quelli di Meituan +8%, JD.com +6%, Didi +6%.

Le azioni Alibaba sono precipitate del 74% dal massimo storico di 317 dollari del settembre 2020 al minimo di 73 dollari di metà marzo. Da allora Alibaba è risalita del 43%.

Per la sua grandissima diffusione in Cina, Alibaba è vista da molti gestori come un proxy dell’economia cinese. Per questo, anche se la raccomandazione più diffusa fra gli analisti è Buy e il target price medio è di 153 dollari, il titolo potrebbe continuare a muoversi con molta volatilità, influenzato sia dalle notizie specifiche del suo business (compresa l’eventuale ripartenza dell’Ipo di Ant), sia dalle notizie riguardanti l’intera economia cinese.

David Herro, gestore del fondo americano Oakmark International Fund, ritiene che nonostante le incertezze Alibaba abbia una quotazione così depressa, che ai multipli attuali “è un titolo da comprare”. Oggi Alibaba è scambiata a 14 volte gli utili previsti per il 2022 e 11,5 volte quelli dell’anno successivo. Secondo Herro la società è probabilmente “l’impresa di e-commerce più efficiente al mondo, possiede la prima società di servizi finanziari al mondo (Ant n.d.r.) e ha un’attività nel cloud computing che genera tantissima cassa”. Inoltre, ha recentemente varato un buyback da 15 miliardi di dollari e ha in pancia disponibilità finanziarie, compresi gli investimenti a lungo termine, per 80 miliardi di dollari, circa un quarto della sua attuale capitalizzazione”.


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Titolo:
Codice: BABA
Isin: US01609W1027
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