Inflazione e disoccupazione da monitorare per capire le mosse della FED

Tecnicamente o meno, gli USA sono in recessione. Potrebbe tuttavia essere una strana recessione, che dopo un periodo non molto lungo porterร ad un riassetto positivo dellโeconomia. Vedremo.
Richiesta sussidi alla disoccupazione USA WoW (stima 232k contro 228k della scorsa settimana e PhillyFed di ottobre alle 14:30 (stima -5punti contro -9,9 di settembre).
Il dato definitivo di inflazione europea รจ risultato ieri del 9,9% (10% il preliminare del 29 settembre). Quindi sostanzialmente in linea.
Due sono i dati dellโeconomia USA da monitorare per cercare di capire le mosse della FED: lโinflazione e la disoccupazione. Lโinflazione di settembre, pari allโ8,2%, pur risultando in calo rispetto allโ8,3% di agosto, resta comunque su livelli piuttosto elevati in assoluto. Il presidente Biden ha provato a gettare acqua sul fuoco dicendo che il dato รจ in progresso, anche se resta ancora del lavoro da fare. I mercati sono tuttavia preoccupati soprattutto dal dato al netto delle componenti piรน volatili quali energia e alimentari (core), cresciuto dal 6,3 al 6,6%, raggiungendo i massimi degli ultimi 40 anni.
Gli investitori stimano che la leggera flessione del dato generale, non seguita dal dato core, non sia sufficiente per spingere Powell ad allentare la stretta monetaria e quindi si aspettano che la FED aumenterร nuovamente i tassi di 75 bp nel meeting del 2 novembre. D'altra parte dai verbali della riunione della banca centrale del 20-21 settembre รจ emersa una FED piรน determinata che mai a fermare un'inflazione ritenuta inaccettabile.
Quanto alla disoccupazione, sappiamo che a settembre questa รจ risultata pari al 3,5% (in ulteriore flessione rispetto al 3,7% di agosto). Nessun economista ha mai visto negli USA una recessione con il 3,5% di disoccupazione e questo conferma le dichiarazioni dei membri piรน falchi del FOMC: il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha infatti dichiarato che vorrebbe vedere i tassi tra il 4% e il 4,5% entro la fine del 2022, mentre quello delle FED di Minneapolis, Neel Kashkari, ha sostenuto che FED ha ancora del lavoro da fare per contenere l'inflazione. Al momento quindi le speranze che la FED diventi meno falco sono molto basse.
Tecnicamente o meno, gli USA sono in recessione. Potrebbe tuttavia essere una strana recessione, che dopo un periodo non molto lungo porterร ad un riassetto positivo dellโeconomia. Vedremo.
I mercati potrebbero essersi giร accorti dello scenario che si va delineando, visto che gli indici della borsa USA sono in netta ripresa. Inoltre, dai dati del 3Q22, sembrerebbe che le grandi imprese (specialmente quelle dellโhigh tech) siano state poco toccate dai due trimestri di PIL negativo (fra tutte Netflix) e che di fatto stiano anche facendo da traino al settore industriale. Pure i servizi sono in fase di crescita dopo la flessione subรฌta nei momenti peggiori della pandemia.
Quali sono i rischi? Il primo รจ quello di fare i conti senza lโoste (Putin). Difficile prevedere la fine del conflitto, anche se ci sono segnali che i due contendenti (lโaltro รจ Biden) potrebbero sedersi al tavolo e trattare la fine delle ostilitร . Secondo, lโinflazione, la cui lenta flessione evidenzia che orami si รจ ben radicata nellโeconomia e che quindi richiederร piรน tempo per avvicinarsi allโobiettivo del 2%, facendo piรน danni di quelli prevedibili al momento. Terzo, lโulteriore deterioramento della qualitร degli assets finanziari che durante la pandemia hanno beneficiato di misure temporanee e che appaiono ora particolarmente vulnerabili al peggioramento del contesto economico.
I rischi di solito si portano dietro un aumento della volatilitร , che occorre gestire. Come argomentavamo ieri, la volatilitร che di solito caratterizza queste fasi, se ben gestita non รจ per forza un male ma puรฒ invece favorire una gestione attiva. Questo vuol dire mantenere un contatto costante con le societร in portafoglio e adottare un approccio bottom up che vada a privilegiare lo stock picking.
Le caratteristiche da tenere in considerazione sono: livelli bassi di indebitamento; marginalitร sostenibile e vantaggi competitivi chiari; controllo delle catene di fornitura (preferibilmente corte). Caratteristiche che per le piccole e medie imprese รจ piรน semplice rispettare, grazie alla maggiore agilitร e flessibilitร operativa e decisionale.
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