L'inflazione europea corre, a quando il picco?

Per Tognoli il picco dell'inflazione in Europa non รจ ancora stato raggiunto, a differenza degli Usa. Dal 2020 l'economia europea sta affrontando diverse ondate inflazionistiche che hanno diversi padri: lockdown, problemi delle catene di approvvigionamento, sostegni fiscali, tensioni sul mercato del lavoro e aumento dei salari, guerra in Ucraina.
Ieri il PMI manifatturiero di settembre dellโEuropa, pari a 48,4 punti, รจ risultato sostanzialmente in linea con la stima (48,5), in flessione rispetto ad agosto (49,6).
Come abbiamo visto la scorsa settimana, lโinflazione della zona euro YoY di settembre ha fatto registrare un +10% (+9,7% atteso)
In crescita oltre le stime anche lโinflazione core, che raggiunge il 4,8% contro il 4,3% di agosto. Lโimpennata รจ stata guidata dalla Germania, a conferma che la piรน grande economia dellโeurozona รจ entrata a settembre nel territorio dellโinflazione a due cifre. In Italia lโinflazione รจ salita al 9,5% dal 9,1% di agosto, mentre in Francia e Spagna la crescita dei prezzi ha mostrato una flessione al 6,2%.
Con il 40,8%, lโenergia ha continuato a trainare lโinflazione, seguita da alimentari, alcolici e tabacco i cui prezzi sono cresciuti in un anno dellโ11,8%, segnalando che lโinflazione si รจ molto ben radicata nel sistema economico e che, quindi, diventa sempre piรน arduo riuscire a contenerla.
Riteniamo tuttavia che, a differenza degli USA, il picco dell'inflazione in Europa non sia ancora stato raggiunto. Dal 2020 infatti l'economia non sta affrontando un solo grande shock inflazionistico, ma diverse ondate inflazionistiche che hanno diversi padri: lockdown, problemi delle catene di approvvigionamento, sostegni fiscali, tensioni sul mercato del lavoro e aumento dei salari, guerra in Ucraina. Questo significa che il rischio inflattivo in prospettiva รจ maggiore rispetto a un tradizionale picco guidato dal petrolio e/o dal gas.
Alcuni effetti di base e l'allentamento delle pressioni sulla catena di approvvigionamento dovrebbero far scendere l'inflazione verso la fine dell'anno negli USA. In Europa tuttavia il fatto che le rivendicazioni salariali comincino ad aumentare a un ritmo rapido e che le aziende trasferiscano i costi sui consumatori, crea rischi per un quadro inflattivo piรน duraturo. Come abbiamo piรน volte messo in luce, in unโinflazione trainata da costi piรน che da domanda, il rialzo dei tassi di interesse consente una sua flessione solo in presenza di una recessione (lโinflazione diventa causa ed effetto della sua stessa riduzione). Il controllo della recessione รจ tuttavia molto piรน difficile di quello della crescita economica, perchรฉ innesca aspettative comportamentali soggettive e per loro natura poco controllabili.
Un rallentamento significativo dell'inflazione nell'Eurozona sembra possibile solo nel medio termine. Non abbiamo tuttavia certezza sulla velocitร di questo rallentamento e quindi sui tempi del raggiungimento del 2% di obiettivo fissato dalla banca centrale.
Nell'Eurozona molte misure di sostengo introdotte dai governi, come i tagli dell'IVA o i massimali sui prezzi dell'energia, suggeriscono che l'inflazione venga mantenuta artificialmente bassa. Ciรฒ significa che ad un certo punto potrebbe esserci una sorta di โeffetto recuperoโ e l'inflazione potrebbe alla fine rivelarsi molto piรน duratura di quanto inizialmente previsto. La strategia รจ probabilmente mantenere le misure di sostegno fintanto che i prezzi non saranno tornati โnormaliโ, in modo da evitare lโeffetto recupero.
Le banche centrali sostengono di voler combattere le prospettive di radicamento dell'inflazione, e quindi i mercati continuano a valutare l'inflazione come un rischio "temporaneo" (anche se un poโ meno rispetto allo scorso anno).
Siamo convinti che le Banche Centrali riusciranno a smorzare la crescita dei prezzi attraverso l'inasprimento della loro politica monetaria, ma il raggiungimento dell'obiettivo del 2% richiederร piรน tempo rispetto ai cicli precedenti. I tassi annui di inflazione prezzati sul mercato prevedono che l'attuale shock inflazionistico svanisca quasi del tutto nel 2024.
Questa potrebbe essere un'opportunitร per gli investitori, poichรฉ i breakeven dell'inflazione non prezzano un premio di rischio significativo nel caso in cui questโultima acceleri ulteriormente o si dimostri piรน duratura.
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