L’inflazione resiste e i future di Wall Street virano in negativo

Il dato odierno sui prezzi negli Stati Uniti confermano gli attuali livelli dell’inflazione, confermano la necessità del proseguimento della politica monetaria restrittiva della Federal Reserve.
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L’inflazione resiste
Tutti gli occhi erano puntati al dato dell’indice dei prezzi al consumo per il mese di settembre, fondamentale per le future scelte della Federal Reserve in tema di tassi di interesse, e i numeri di oggi confermano la forza dell’inflazione.
Il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo (IPC) è salito all’8,2% su base annuale, battendo le previsioni degli analisti (+8,1%), anche se minore dello 0,3% rispetto ad agosto.
L’inflazione core (esclusi energia ed alimentari) ha indicato una crescita dello 0,6% su base mensile, superando le attese degli analisti (+0,5%) e confermando il +0,6% di agosto.
In aumento anche su base annuale, arrivando al +6,6% e superando le attese degli esperti, ferme a +6,5%.
Già ieri l’inflazione aveva confermato la sua forza, visto il dato dell’indice dei prezzi alla produzione di settembre, cresciuto a livello mensile dello 0,4%, dato superiore alle attese (+0,20%) e al -0,20% di agosto (revisionato).
Tra gli altri dati macro di oggi, le richieste iniziali di disoccupazione sono state 228 mila, dato superiore alle attese degli esperti (225 mila), oltre che al dato precedente (219 mila).
La reazione dei mercati
La diffusione dei dati era stata attesa dai future sui principali indici di Wall Street con guadagna dell’1%, ma la forza dell’inflazione spingeva verso il basso i contratti fino a tingersi di rosso.
A meno di un’ora dall’avvio delle contrattazioni, il future sul Nasdaq arrivava a cedere quasi il 3%, mentre quello sull’S&P500 scendeva dell’1,75% e quello sul Dow Jones lasciava sul campo l’1,20%.
L’euro cedeva nei confronti del dollaro e la coppia EUR/USD toccava quota 0,9641, dal 0,9736 pre-dato.
Balzano i rendimenti dei titoli di stato, con il decennale USA tornato intorno al 4% e il ‘collega’ a due anni a 4,4383$ (%+3,50%).
I verbali della Fed
Ieri dalle minute della Fed relative all’ultima riunione era emerso un calo dell’inflazione “più lento” del previsto, pertanto dovrà proseguire la politica dei rialzi dei tassi di interesse, nonostante il rallentamento del mercato del lavoro, in quanto il costo di una politica non abbastanza restrittiva risulta superiore a quello di un’eventuale politica troppo restrittiva.
Con i tassi d'interesse che hanno raggiunto il 3-3,25%, livello che non veniva raggiunto dal 2008, il presidente Jerome Powell sottolineava che dopo l’ultima riunione sarà necessario vedere un’inflazione sotto controllo per ridurre i tassi.
Inoltre, Powell ha avvisato che le possibilità di un atterraggio morbido per l’economia USA “probabilmente diminuiranno” e che “nessuno sa se questo processo porterà a una recessione e, in tal caso, quanto significativa”.
Notizie e principali movimenti nel pre-market USA
Moderna (-2%): riceverà 250 milioni di dollari dall’accordo con Merk per lo sviluppo di un vaccino sul tumore basato sullo stesso principio usato nel vaccino del Covid 19.
Intel (-2%): Bloomberg scrive della pianificazione di un taglio di migliaia di posti di lavoro finalizzata ad affrontare il calo delle vendite di computer.
Delta Airlines (+1%): ricavi per circa 14 miliardi nel terzo trimestre, con un aumento del 52,8% su base annuale e 360 milioni oltre il consensus, mentre gli utili per azione si sono fermati a 1,51 dollari rispetto 1,53 delle previsioni.
BlackRock (+0,60%): il terzo trimestre ha visto utili per azione pari 9,55 dollari, dato superiore ai 7,07 dollari previsti dagli analisti di Refinitiv, mentre l’utile netto è diminuito del 16% a 1,4 miliardi di dollari.
Walgreens Boots Alliance Inc (+1%): prevede eps per l’anno fiscale 2023 comprese nell’intervallo 4,45-4,65 dollari, ben oltre i 4,53 dollari previsti dagli esperti di Refinitiv.
Relmada Therapeutics (-77%): il suo studio di fase avanzata per la terapia sperimentale con un singolo farmaco, REL-1017, nel trattamento del disturbo depressivo maggiore (MDD) non riesce a raggiungere l’obiettivo principale di mostrare un miglioramento significativo dei sintomi depressivi rispetto al placebo.
Raccomandazioni analisti
PepsiCo
Wedbush: ‘buy’ e prezzo obiettivo a 190 USD contro 185 dollari precedenti.
American Express
Barclays: confermato ‘neutral’ e target price ridotto a 145 USD dai precedenti 160 dollari.
Procter & Gamble
Raymond James: ‘buy’ e prezzo obiettivo diminuito a 155 dollari dai precedenti 175 USD.
Boeing
JP Morgan: ‘buy’ e target price da 200 a 180 dollari.
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