Inflazione UE in calo, ma quando la BCE taglierà i tassi? Le risposte degli analisti


Giovedì ci sarà la decisione sui tassi di interesse della Banca centrale europea e con l’inflazione che si avvicina al target del 2% mercato, analisti e risparmiatori si chiedono quando Francoforte avvierà l’allentamento monetario.


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Verso la BCE

Inizia domani la due giorni del meeting della Banca centrale europea che arriva dopo i recenti dati sull’inflazione, risultata ancora in calo.

Giovedì l’istituto centrale è visto lasciare invariato il costo del denaro ma la domanda che si stanno facendo non solo gli investitori ma anche molti di coloro che hanno visto aumentare notevolmente i tassi di interesse negli ultimi mesi riguarda i tempi del tanto atteso taglio.

Da Francoforte sono arrivate dichiarazioni dovish nelle ultime settimane, come quelle del presidente della banca centrale austriaca, Robert Holzmann, il quale ha affermato che “i tagli dei tassi di interesse sono probabili”, ma la data “dipenderà in larga misura dall'andamento dei salari e dei prezzi entro giugno”. Holzmann ha aggiunto che quanto più bassi saranno gli accordi salariali in Europa, tanto maggiore sarà il margine di manovra per ridurre i costi di finanziamento.

Scende l’inflazione

L’ultimo dato sull’inflazione ha indicato una discesa al 2,4% su base annua a marzo, in calo dal 2,6% di febbraio, molto vicina all’obiettivo del 2% fissato da Francoforte e inferiore alle previsioni degli analisti (+2,6%). Anche l'inflazione di fondo, che indica i prezzi senza i costi energetici e alimentari, è scesa al 2,9% su base annua. A febbraio era al 3,1%.

“Con l'inflazione ormai a un soffio dal livello target del 2% della BCE, gli investitori saranno ancora più convinti che i tagli dei tassi di interesse siano all'orizzonte a breve termine”, evidenzia Michael Field.

Secondo l’esperto, per molti versi l'economia europea si trova nel territorio di “Goldilocks” (riccioli d’oro), cioè non troppo ‘calda’ e non troppo ‘fredda’, pertanto “è abbastanza debole affinché le banche centrali non dovrebbero preoccuparsi di surriscaldarla tagliando i tassi. Allo stesso tempo, ha un po' di vitalità, a giudicare dai dati recenti che mostrano un aumento dei prestiti ipotecari e dell'attività del settore dei servizi. Ciò significa che uno stimolo sotto forma di taglio dei tassi, potrebbe effettivamente favorire la crescita economica”.

Questo non significa che l'Europa si stia già riprendendo, c'è un effetto ritardato: “anche se le banche centrali attueranno presto dei tagli ai tassi d'interesse, ci vorrà del tempo prima che questi si ripercuotano sull'economia: la BCE prevede una crescita di appena lo 0,6% nel 2024”.

“Oggettivamente, ci stiamo avvicinando sempre di più al taglio dei tassi di interesse, che sicuramente stimolerà l'economia europea”, e in altre parole, “presto non ci sarà più motivo di non tagliare i tassi di interesse, se l'inflazione sarà effettivamente sotto controllo”.

L’ipotesi giugno

Il taglio dei tassi tra due giorni viene definito “improbabile” da Thomas Hempell, responsabile della Macro & Market Research di Generali Investments, in quanto “il Consiglio direttivo vorrà attendere prove più rassicuranti che la disinflazione stia procedendo”.

Per Matthew Ryan, head of market strategy di Ebury, l’accelerazione del processo di dinflazione rappresenta “una notizia molto gradita ai funzionari” della BCE, in quanto “non solo la misura principale dell'inflazione è scesa al livello più basso in quasi tre anni, ma anche il dato core è sceso a un minimo di due anni sotto il 3%, entrambi inferiori alle aspettative”.

Questo “dovrebbe dare ai responsabili politici la certezza che le loro azioni stanno continuando a dare frutti e che un allentamento della politica monetaria sarà presto giustificato”, pertanto Ryan prede che “un taglio dei tassi d'interesse a giugno è quasi certo, anzi, al momento è del tutto scontato dagli operatori di mercato”.

Per Robin Winkler, Chief Economist di Deutsche Bank Research, l'inflazione “rimane elevata”, ma “l’andamento positivo sia in Germania che nel resto dell'Eurozona dovrebbe incoraggiare la BCE nella sua intenzione di avviare un'inversione di tendenza dei tassi di interesse a giugno”.

Della stessa opinione Jan Viebig, Chief Investment Officer, ODDO BHF SE: “Al momento ipotizziamo che la BCE possa iniziare a ridurre i tassi di interesse di riferimento nell'estate del 2024. Ciò che è importante per gli investitori non è il mese in cui la banca centrale introdurrà i tagli dei tassi d'interesse, ma il fatto che un calo dei tassi d'interesse di 50-100 punti base è molto probabile quest'anno”.

Alla luce di questa previsione, “chi attualmente investe denaro nel mercato obbligazionario a breve termine, probabilmente potrà reinvestire il proprio capitale solo a tassi di interesse più bassi in futuro. Per questo motivo abbiamo aumentato la scadenza delle obbligazioni nei nostri portafogli”, suggerisce Viebig.

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