Inflazione Usa ed Europea a confronto

Per Tognoli lโinflazione USA รจ piรน pericolosa di quella europea e la FED ne รจ perfettamente conscia.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Vendite al dettaglio dellโEuropa YoY di dicembre in uscita oggi alle 11:00 (stima -2,7% contro 2,8% di novembre). Da segnalare lโinflazione della Germania YoY di gennaio in uscita giovedรฌ alle 14:00, prevista in crescita allโ8,9% (8,6% di dicembre).
La FED e la BCE hanno entrambe aumentato i tassi, โaccompagnandoโ le loro economie verso una recessione che si preannuncia soft. Che cosa succederร una volta terminati i rialzi dei tassi, in particolare alla crescita del mondo dopo queste decisioni?
Procediamo con ordine. Il 2022 รจ stato caratterizzato da un rallentamento economico mondiale piuttosto marcato. La crescita globale si รจ dimezzata rispetto al 2021, passando dal 6% al 3% circa. Il processo di rallentamento รจ atteso continuare anche nel 2023, ma in modo meno violento di quello sperimentato lo scorso anno.
A livello di singole aree geografiche lโattesa รจ, per il momento, di un soft landing negli USA e di qualcosa molto piรน vicino ad un hard landing in Europa. La migliore tenuta dellโeconomia USA e la dinamica dellโinflazione (che ha origini diverse rispetto a quella europea), hanno portato ad una divergenza nelle scelte di rialzo dei tassi di interesse delle due banche centrali. Divergenza che รจ attesa continuare almeno fino a dopo lโestate.
Lโinflazione Europea, trainata da costi soprattutto energetici e dalle difficili dinamiche delle catene di approvvigionamento, necessita piรน di accordi politici che di scelte di politica monetaria. Accordi che una volta raggiunti, contribuiranno in modo sostanziale a ridurre la dinamica dei prezzi. Lโinflazione USA riteniamo invece che sia piรน pericolosa di quella europea e la FED ne รจ perfettamente conscia. Questa รจ infatti guidata dalla domanda, a sua volta trainata e sostenuta dagli ingenti stimoli economici a seguito della crisi del Covid, arrivati al 27% del PIL (ammontare mai sperimentata nel passato).
Inoltre, le pressioni salariali sono decisamente piรน evidenti che in Europa e continuano ad alimentare la spirale prezzi/salari, rappresentando un rischio reale sempre piรน concreto. In altre parole, le pressioni sui prezzi sono diventate di natura strutturale, guidate da beni, servizi e alloggi. Questo significa che la vera svolta di politica monetaria arriverร solo quando lโeconomia evidenzierร segnali di deterioramento.
Riteniamo che Powell ne sia ben conscio, e infatti dal gennaio 2022 ha alzato i tassi di interesse sei volte consecutive per un ammontare complessivo 375 bp portando i Fed funds al 4,50% - 4,75%. I rialzi complessivi della BCE dal 2022 sono stati invece inferiori a quelli della FED e pari a 300 bp, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 3%, quello sui depositi al 2,50%, e quello sui prestiti marginali al 3,25%.
Lโeconomia Europea, a differenza di quella USA, mostra giร i primi segnali di contrazione e questo potrebbe mutare la posizione della BCE rispetto a quella della FED. In altri termini, lโandamento economico dellโEuropa รจ peggiore di quello USA. A pesare sono le difficoltร della Cina, un importante mercato per i paesi esportatori europei, soprattutto per la Germania che non sembra piรน capace di trainare la crescita economica dellโEurozona. Gli indici PMI sono in contrazione da qualche mese, con il rallentamento che รจ ormai esteso a quasi tutti i settori dellโeconomia.
Ma la locomotiva dellโEuropa (la Germania) sta sperimentando un ulteriore difficoltร : non si trovano lavoratori qualificati. Tutto questo potrebbe spingere la BCE a rinunciare al prosieguo della politica di restrizione monetaria aggressiva?
Tra i paesi Europei, ci aspettiamo che la recessione in Germania sarร piรน forte. Per queste ragioni non prevediamo una posizione aggressiva da parte della BCE nei prossimi mesi, visto che la Lagarde ha detto chiaramente che i futuri rialzi (probabilmente dopo quello di marzo che ha dichiarato sarร di 50 bp) dipenderanno dai dati. Il rialzo dei tassi di interesse non ha il pilota automatico.
Non creda lโItalia di scampare alla recessione, pur partendo da una posizione migliore rispetto a quella della Germania. La domanda si รจ infatti indebolita quale effetto del rialzo dei prezzi energetici che sono stati trasferiti in misura maggiore sui consumatori rispetto a quanto accaduto in altre nazioni.
Lo scenario descritto, sul quale pesano tuttโora i rischi per la supply chain in Europa e lโincertezza sul prezzo dellโenergia, riteniamo comportino rischi ancora elevati per un aumento dellโesposizione allโazionario Europeo.
Riteniamo che esistano invece interessanti opportunitร di investimento nel mercato obbligazionario, soprattutto nel segmento corporate-investment grade, dove il profilo rischio/rendimento รจ di nuovo favorevole e gli spread creditizi sono superiori alla media di lungo periodo. Riteniamo che siano ancora di privilegiare le scadenze brevi su emittenti di qualitร .
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