Inflazione Usa, i tassi rimarranno in squilibrio a lungo

Lโinflazione USA di gennaio scende meno delle attese e rafforza la convinzione di una FED meno colomba del previsto e che manterrร i tassi in squilibrio a lungo.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Produzione industriale MoM di dicembre dellโEuropa in uscita oggi alle 11:00 (stima -0,8% contro +1% di novembre), vendite al dettaglio USA MoM di gennaio alle 14:30 (stima +1,6% contro -1,1% di dicembre), produzione industriale USA MoM di gennaio alle 15:15 (stima +0,5% contro -0,7% di dicembre).
Ieri i dati del PIL dellโEuropa MoM e YoY del 4Q22 sono risultati in linea con le previsioni rispettivamente a +0,1% e +1,9% (contro +0,3% e +2,3% del 3Q22). Nessuna grande sorpresa dunque dallโEuropa, la cui politica monetaria e fiscale sono attese, al momento, proseguire lungo i binari dettati dalla BCE, dalla Commissione Europea e dai governi dei diversi paesi.
Lโinflazione USA di gennaio viceversa, pur essendo in riduzione rispetto a dicembre (6,4% contro 6,5%) รจ risultata piรน elevata rispetto al consensus degli analisti che si aspettavano una discesa al 6,2%. Non particolarmente bene nemmeno lโinflazione core, che ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile (+0,4% anche a dicembre), mentre il dato tendenziale aumenta del 5,6% (5,5% a dicembre). Confermiamo quindi quello che scrivevamo ieri: i tassi USA rimarranno in squilibrio per tutto il 2023 e comunque fintanto che la crescita dei prezzi non sarร definitivamente domata.
Non crediamo quindi che Powell molli tanto velocemente la presa. I tassi continueranno ad aumentare, sebbene con una dinamica diversa rispetto a quella del 2022, con il tasso di arrivo che potrebbe collocarsi tra il 5-5,25% a cavallo tra il primo e il secondo trimestre e li rimanere per la rimanente parte del 2023.
Del resto, giร prima dellโuscita del dato, Michelle Bowman, membro del Board of Governors della FED, nel corso di un evento a Orlando, ha detto che ulteriori aumenti dei tassi saranno appropriati per portare il tasso sui fed funds ad un livello restrittivo per un tempo sufficientemente lungo per ripristinare la stabilitร dei prezzi.
Lโinflazione dei servizi di base รจ tuttora elevata anche per effetto della domanda di lavoro che supera costantemente lโofferta di lavoratori disponibili e che sta portando i datori di lavoro ad aumentare i salari nel tentativo di trattenere e attrarre lavoratori.
Che cosa significa questo per i mercati? La risposta non puรฒ che essere quella della ricerca di investimenti che offrono un rischio/rendimento favorevole. Siamo infatti convinti che la situazione attuale offra interessanti opportunitร di investimento sia nel settore dei titoli value che dei titoli growth.
Il primo riferimento รจ a quei titoli che pagano un dividendo sostenibile. Quando il prezzo si muove lateralmente o al ribasso, distribuzioni di dividendi elevate possono avere un impatto notevole sulla performance di un investimento.
Il secondo riferimento รจ alle societร tecnologiche, dei semiconduttori e quelle che operano nel settore dellโidrogeno. Le azioni delle aziende coinvolte in questi settori sembrano al momento evidenziare valutazioni attraenti rispetto ai livelli di un anno fa.
Riteniamo interessante in particolare il settore dellโidrogeno che in questo momento sembra offrire un importante potenziale. Numerosi governi di paesi sviluppati hanno infatti accelerato gli investimenti nellโidrogeno che, al momento, si trova ancora in una fase iniziale. Ma รจ chiaro come per raggiungere gli obbiettivi di neutralitร dal punto di vista climatico fissati per il 2050, sia necessario rivedere completamente le fonti di energia. E l'idrogeno รจ chiamato a giocare un ruolo importante nei prossimi anni.
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