Inflazione USA in crescita ad aprile, Wall Street intorno la parità

I prezzi continuano a salire negli Stati Uniti mentre il conflitto in Medio Oriente sembra ancora lontano dalla sua fine.
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Inflazione in crescita negli Stati Uniti
Continua la crescita dell’inflazione negli Stati Uniti a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia dovuta alla guerra con l'Iran e la Borsa di New York prosegue nel suo andamento incerto prima dell’apertura ufficiale.
Nel dettaglio, l’indice dei prezzi per la spesa personale (PCE) di aprile è aumentato su base annuale a +3,8% dal precedente +3,5%, in linea con le attese: si tratta di un punto percentuale in più rispetto a febbraio, segnando così la maggiore accelerazione bimestrale dal 2021. Mensilmente si è attestato a +0,4% (+0,5% atteso) dal precedente +0,7%.
In crescita l’inflazione su base core: il PCE è salito annualmente a +3,3% dal +3,2% di marzo mentre su base mensile è sceso a +0,2% dal +0,3% del mese anteriore.
Tra gli altri dati macro di oggi era atteso anche quello preliminare sul Prodotto Interno Lordo negli Stati Uniti dei primi tre mesi del 2026, salito dell’1,6%, meno delle previsioni (2%) ma maggiormente rispetto al +0,5% del trimestre precedente.
A questo si aggiungono i numeri sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana terminata il 23 maggio, mostrando una crescita delle domande, risultate pari a 215 mila, di poco oltre le attese (211 mila) e le 210 mila del dato precedente.
Wall Street oggi
Dopo una mattinata trascorsa sotto la parità, i principali indici azionari di Wall Street proseguivano nel loro andamento leggermente negativo: il future sul Nasdaq e quello sul Dow Jones cedevano lo 0,10%, seguiti in scia dai contratti sullo S&P500 (-0,15%).
Il dollaro scendeva leggermente nei confronti dell’euro, pur recuperando qualcosa dopo il dato macro, con il cross EUR/USD a 1,1632, mentre il Bitcoin proseguiva il calo (-3%), a 73.400 dollari.
Anche le quotazioni dell’oro continuavano a scendere e il prezzo spot si riduceva a 4.382 dollari l’oncia, con l’argento in calo (-2%) a 72,80 dollari.
Petrolio di nuovo in salita
Dopo le speranze dei giorni scorsi di un accordo ormai prossimo tra Stati Uniti e Iran, sono tornate a parlare le armi, con attacchi incrociati che hanno messo in allarme perfino il Kuwait.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di "non essere soddisfatto" dei colloqui di pace tra i due paesi, mentre la Casa Bianca ha smentito la notizia iraniana su una bozza di accordo che prevedeva la supervisione dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e dell'Oman.
Con i transiti attraverso lo stretto ancora ridotti al minimo, il Brent è tornato a salire, portandosi oltre i 96 dollari al barile, anche se poi è indietreggiato. Il prezzo è sceso dai massimi quadriennali di oltre 126 dollari raggiunti a fine aprile, ma rimane superiore del 33% rispetto ai livelli prebellici e del 50% rispetto a un anno fa.
Il petrolio, dunque, resta volatile e Linh Tran, analista di mercato presso XS.com, ritiene che dimostri come il mercato petrolifero sia “ancora guidato principalmente da fattori geopolitici, dove anche un piccolo cambiamento nelle aspettative sui negoziati può innescare ampie oscillazioni di prezzo”.
"Nelle prossime due settimane, ci aspettiamo o un accordo per un nuovo cessate il fuoco, oppure il cessate il fuoco attuale fallirà con la ripresa delle ostilità", secondo Madison Cartwright, analista geoeconomico senior presso CBA, che stima una probabilità del 70% per un accordo, anche se “il destino dello stretto rimane incerto”.
"L'assicurazione per il transito attraverso lo stretto è diventata proibitivamente costosa e non è chiaro come e a quale prezzo sarà resa disponibile", ha aggiunto. "Non è ancora chiaro se l'Iran imporrà un pedaggio, o un pedaggio sotto un altro nome."
Notizie societarie e pre market USA
Uber (+0,10%): ha aumentato la propria partecipazione nella tedesca Delivery Hero dal 35% a quasi il 37% dopo aver acquistato una quota dal socio Aspex Management, secondo documenti depositati presso le autorità di regolamentazione e fonti dell’agenzia Reuters.
IBM (+1%): investirà oltre 10 miliardi di dollari nel settore dell'informatica quantistica nell'arco di cinque anni, con l'obiettivo di costruire entro il 2029 il primo computer quantistico su larga scala in grado di eseguire calcoli complessi in modo affidabile e senza errori.
Marvell Technology (-2%): nel primo trimestre, i ricavi sono aumentati del 28% a 2,42 miliardi di dollari, superando le stime degli analisti di 2,40 miliardi (dati LSEG).
HP (-2%): ricavi nel secondo trimestre aumentati del 9% rispetto a un anno fa, a 14,41 miliardi di dollari, superando la stima media degli analisti di 14,07 miliardi (dati LSEG).
Snowflake (+36%): aumentate le previsioni annuali sui ricavi dei prodotti grazie alla maggiore spesa delle imprese per le applicazioni di IA e al trasferimento di un maggior numero di carichi di lavoro relativi ai dati sulla propria piattaforma cloud.
3M (-3%): è stata citata in giudizio in l'Australia ha per la presenza di PFAS (‘sostanze chimiche eterne’) nelle schiume antincendio.
Unusual Machines (+35%): potrebbe essere tra le aziende produttrici di droni finanziate dall’amministrazione Trump secondo indiscrezioni del Wall Street Journal.
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