Inflazione USA inferiore alle attese, Wall Street piatta

L’indice dei prezzi al consumo di gennaio diffuso oggi ha mostrato un aumento dei prezzi minore delle previsioni degli analisti, facendo tornare nuove speranze per un allentamento monetario da parte della Federal Reserve.
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L’inflazione USA rallenta
Leggeri segnali positivi arrivati oggi all’inflazione negli Stati Uniti, risultata di poco inferiore alle previsioni, aiutando così il sentiment di Wall Street.
L’indice dei prezzi al consumo di gennaio mostra una crescita dei prezzi dello 0,2% su base mensile, inferiore al +0,3% atteso (dato precedente +0,30%), mentre annualmente sono aumentati del 2,4%, anche in questo caso meno del +2,5% previsto dagli esperti (precedente +2,7%). L’indice core, depurato dalle componenti più volatili (energia e alimentari), è risultato mensilmente a +0,3% dal +0,2% del mese precedente e del 2,5% su base annuale (dato precedente +2,6%).
L’analisti degli esperti
“L'aumento annuo dell'IPC principale, pari al 2,4%, è il più basso da maggio. Tornando all'impennata dell'inflazione iniziata nella primavera del 2021, il valore più basso è stato del 2,3% lo scorso aprile. Si tratta quindi di un dato incoraggiante”, sottolinea Chris Anstey di Bloomberg.
"Il percorso della Fed verso i tagli di ‘normalizzazione’ appare ora più chiaro, con i timori di un forte gennaio alle spalle e l'indice dei prezzi al consumo che si assesta a zero! Quanto breve o lungo sarà questo percorso, tuttavia, dipenderà dal fatto che l'occupazione continui a mostrare segni di miglioramento, data la sensibilità del FOMC alla debolezza del mercato del lavoro. Continuiamo ad aspettarci due tagli quest'anno, con il prossimo intervento a giugno", secondo Lindsay Rosner, responsabile degli investimenti obbligazionari multisettoriali di Goldman Sachs Asset Management.
"I dati positivi sul mercato del lavoro di questa settimana hanno ridotto le speranze di tagli dei tassi da parte della Fed, ma se l'inflazione continua a raffreddarsi, riteniamo che la Fed potrebbe essere disposta ad aggiungere ulteriori tagli ai tassi", prevede Joachim Klement, responsabile della strategia di Panmure Liberum.
Attualmente, il FedWatch Tool di CME Group mostra oltre il 65% di probabilità che la Fed tagli i tassi di interesse a giugno, in leggero aumento rispetto alle precedenti previsioni.
La reazione di Wall Street
Wall Street attendeva questo dato leggermente sotto la parità (-0,30%), per poi accelerare e tornare piatta. Quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni ufficiali, i future sul Nasdaq 100 guadagnavano lo 0,10%, seguiti in scia da quelli sullo S&P500 (+0,10) e dai contratti sul Dow Jones (+0,10%).
Il dollaro USA guadagnava qualcosa nei confronti dell’euro e la coppia EUR/USD restava intorno la parità, a 1,1870. Bitcoin ancora in calo, appena sopra i 67 mila dollari.
L’oro guadagna l’1% e si porta a 4.967 dollari (prezzo spot), mentre l’argento (spot) aggiunge il 3% e sale a 77,70 dollari l’oncia.
Poco mossi i prezzi del petrolio: Brent a 67,40 dollari e greggio WTI a 62,70 dollari al barile.
La stagione degli utili
Con la stagione degli utili ormai a metà, le spese in conto capitale per l'intelligenza artificiale sono un tema dominante per le ‘Magnifiche Sette’, i cui investimenti cumulativi dovrebbero raggiungere circa 650 miliardi di dollari. Gli investitori ora chiedono profitti concreti, continuando a penalizzare settori che temono possano essere schiacciati dalla crescente concorrenza.
"La domanda centrale per gli investitori azionari è se l'attuale impennata delle spese in conto capitale possa tradursi in una crescita duratura degli utili sufficiente a giustificare una maggiore leva finanziaria e valutazioni elevate", spiega in una nota Bob Savage, responsabile della strategia macroeconomica di mercato di BNY, che aggiunge: "I mercati segnalano un supporto condizionato: i flussi di credito rimangono robusti e i tassi si stanno allentando marginalmente, ma lo slancio azionario non è più automatico".
Secondo JP Morgan, la stagione degli utili del quarto trimestre sta dando risultati migliori del previsto sia negli Stati Uniti che in Europa. Il team guidato da Mislav Matejka afferma la crescita dell'EPS sta superando le aspettative di consenso in quanto è "sostenuta da un momento di attività più solido".
La crescita dell'EPS in Europa si attesta al 4% su base annua, con il 45% delle aziende che ha riportato: sorpresa positiva del 3%. Il settore finanziario mostra una robusta crescita a doppia cifra, ma alcuni settori registrano un calo dell'EPS.
Negli Stati Uniti, la crescita dell'utile per azione è del 12%, con il 66% delle aziende che ha pubblicato i propri risultati: sorpresa positiva del 7%. I settori dei materiali, dell'industria, della finanza, della tecnologia e dei servizi di comunicazione stanno registrando una crescita a doppia cifra dell'EPS, mentre il settore sanitario è più debole.
Intanto, i risultati finanziari di Nvidia previsti per la fine del mese saranno il prossimo grande banco di prova per il settore dell'intelligenza artificiale.
Notizie societarie e pre market USA
Airbnb (+4%): prevede ricavi tra i 2,59 e i 2,63 miliardi di dollari per il primo trimestre, superiori alle stime degli analisti di 2,53 miliardi di dollari. Rivian Automotive (+19%): ricavi del quarto trimestre pari a 1,29 miliardi di dollari, battendo le stime medie degli analisti, pari a 1,26 miliardi. Pinterest (-18%): prevede ricavi per il 1° trimestre compresi tra 951 e 971 milioni di dollari, inferiore alla stima media degli analisti di 980,1 milioni (dati LSEG). Expedia (-4%): prevede che il margine di profitto core rettificato aumenterà da 1 a 1,25 punti percentuali, più lentamente rispetto all'aumento di 2,4 punti percentuali registrato nel 2025.
Moderna (-0,30%): ricavi trimestrali attestati a 678 milioni di dollari, superiori alle stime di 626,1 milioni. Coherus Oncology (-16%): ieri ha venduto 28,6 milioni di azioni a 1,75 dollari, il 13% in meno dell'ultima chiusura.
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