Inizia il 3° anno del Toro in borsa, future incerti

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Stamattina arrivano le prime evidenze degli effetti della guerra sul quadro economico europeo. James Bullard, il membro più arcigno del board della Fed, avverte che nel mercato finanziario degli Stati Uniti ci sono eccessi e sopravvalutazioni. Tim, anche S&P taglia il rating. Il sistema Putin perde i pezzi.


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Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve rialzo, il future del Dax di Francoforte guadagna lo 0,1%, in sintonia con il future del Nasdaq. Mezz’ora dopo l’avvio delle contrattazioni, arrivano le prime indicazioni sugli effetti economici della guerra.
Alle 9,30 vengono pubblicati gli indici PMI tedeschi ed alle 10 quelli della zona euro. Per quanto riguarda la Germania, l’indice S&P Global/BME relativo all’industria manifatturiera è atteso in calo in marzo a 56 da 58,4. L’indice non manifatturiero dovrebbe scendere a 53,8.

Il Toro si placa il terzo anno

Oggi il mercato entra nel terzo anno di fase toro, il 24 marzo del 2020, dopo una serie di pesantissimi ribassi, iniziava una risalita formidabile e con poche pause, giusto quelle che permettono di portare a bordo gli investitori ritardatari. Nei primi due anni del rally, l’S&P500 ha guadagnato il 99%, la miglior performance su due anni dal 1937. “Nel terzo anno il toro tende a essere un po' più addomesticato, i maggiori guadagni si verificano di solito nel primo e nel secondo anno", afferma Ryan Detrick, chief market strategist di LPL Financial. Nelle undici fasi di rialzo succedutesi dalla seconda guerra mondiale, tre di queste si sono concluse durante il terzo anno, "mentre quelli che non si sono conclusi, hanno visto un guadagno medio di solo il 5,2%”.
La ripartenza delle materie prime ha fermato ieri la rincorsa di Wall Street, che negli ultimi cinque-sei sedute ha dimezzato la perdita da inizio anno, il Nasdaq ha chiuso in calo dell’1,3%. Ma stanotte i future hanno aperto in rialzo.

Economia Usa

eToro, non vede all’orizzonte una recessione. Nella nota diffusa ieri il Global markets strategist Ben Laidler ricorda che “le ultime dieci recessioni americane sono durate in media 11 mesi e hanno visto una perdita azionaria del 30%. Per valutare le probabilità di una prossima recessione, il miglior indicatore è l’inversione della curva dei rendimenti tra il decennale e i Treasury a 3 mesi negli Stati Uniti. “Questa è però a un sicuro 1,8%. Più pressione invece sulla curva dei rendimenti tra decennale e biennale, che è solo allo 0,2% e vicina all'inversione. Questo fattore potrebbe essere una fonte di volatilità, ma riteniamo che il rischio di recessione, pur rimanendo chiave per gli investitori, sia esagerato”. Ma alcune aree dell'economia statunitense potrebbero essere sopravvalutate, mentre ci sono anche "eccessi nella finanza statunitense", lo ha affermato il presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis James Bullard nel corso di un evento organizzato stanotte in Asia da Credit Suisse.

Il sistema Putin perde un pezzo, forse due

Il Cremlino ha confermato ieri le dimissioni di Anatoly Chubais, padre delle privatizzazioni negli anni novanta con Boris Eltsin e storico consigliere di Vladimir Putin. Chubais occupava un ruolo importante nella politica di Mosca, essendo stato nominato inviato speciale per il clima. Ma secondo Bloomberg ci sarebbe anche Elvira Nabiullina, rispettata governatrice della Banca centrale russa, tra gli alti funzionari più vicini al presidente a nutrire dubbi o a non approvare affatto una guerra in Ucraina discussa e decisa solo da Putin, e pochissimi altri. A insaputa di tutti gli altri componenti della cerchia ristretta.

Tra i titoli a Piazza Affari segnaliamo

Telecom Italia. Dopo Moody's e Fitch, anche S&P Global taglia il rating a 'BB-' da 'BB' con outlook negativo. In una nota, l'agenzia di rating spiega il downgrade con il un peggioramento delle previsioni sui dati finanziari e sui credit ratios. S&P si aspetta ora un calo "low-single-digit" dei ricavi totali nel 2022 contro una stima precedente di una stabilizzazione del fatturato e un calo dell'Ebitda margin intorno al 37-38% dal circa 40% nel 2021.

Generali ha sospeso con effetto immediato il regional officer per l'Austria e i paesi Cee Luciano Cirinà fino a ulteriore avviso. Cirinà è il candidato designato dal gruppo Caltagirone, secondo azionista del Leone, come prossimo AD in contrapposizione a Philippe Donnet, proposto per un nuovo mandato dal Cda uscente. 

Fincantieri chiude il 2021 con un risultato netto adjusted positivo per 92 milioni e con un utile netto per 22 milioni, dopo aver scontato oneri per amianto (55 milioni) e per il COVID-19 (30 milioni). E' quanto si legge in un comunicato. I ricavi e i proventi sono in crescita del 28,3%, a 6.662 milioni rispetto. I volumi di produzione hanno raggiunto livelli record per lo sviluppo dell'ingente carico di lavoro e il rispetto del piano di consegne.

Intercos ha chiuso il 2021 con ricavi netti pari a 673,7 milioni, in crescita rispetto al 2020 del +11,1%(+11,8% a tassi costanti e +5,7% a parità di perimetro). L’Ebitda rettificato supera i 100 milioni, a quota 101,1 milioni (+16,3% o +14,5% a parità di perimetro rispetto all'anno precedente) grazie all'aumento delle vendite e ad un progressivo recupero di produttività, che ha caratterizzato principalmente la seconda parte dell’anno.

Unieuro ha registrato un nuovo record di ricavi, superando quota 2,9 miliardi di euro nell'esercizio 2021/22 chiuso a fine febbraio, in crescita annua del 9,9% e del 20,6% rispetto ai livelli pre-Covid. (Full Story)

Cy4gate, Cyberoo, Sababa. I titoli delle società della cybersecurity potrebbero mettersi in luce a seguito della notizia dell’attacco hacker alla rete informatica delle Ferrovie dello Stato che ha comportato la chiusura delle biglietterie di Trenitalia.


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