Iniziano male le trimestrali, JP Morgan manca la attese


I conti sono stati penalizzati dall’area investment banking: il titolo perde il 3% nel preborsa. Salgono più del previsto i prezzi alla produzione negli Stati Uniti. PayPal in calo del 3% nel premarket, se ne va il cfo.


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La borsa degli Stati Uniti dovrebbe aprire intorno alla parità, il future del Nasdaq è in rialzo dello 0,1% dopo la pubblicazione delle trimestrali di alcune aziende di riferimento di Wall Street.
Sono usciti anche i dati sui prezzi alla produzione, per nulla rassicuranti sulla traiettoria dell’inflazione. In marzo, l’indice è salito mese su mese dell’1,4%, da +0,9% di febbraio. Il consensus era +1,1%. Anche rispetto ad un anno prima, il dato è oltre le aspettative, +11,2%. Il trend è confermato negli stessi termini anche nel dato al netto delle componenti volatili, in marzo l’incremento è del 7% anno su anno, da +6,7% di febbraio.

Bond

Il buono del Tesoro degli Stati Uniti è poco mosso a 2,73%. La curva dei tassi, per effetto del rafforzamento del buono a dieci anni, si irripidisce. Lo spread due anni - dieci anni sale a 35 punti base, + 3 punti base in più di ieri, nel giro di qualche giorno siamo tornati sui livelli di un mese e mezzo fa. I trader spiegano l’aumento del differenziale anche con l’affollamento di emissioni, oltre a quella del Tesoro sui dieci anni, ci sono anche i collocamenti di Amazon.

Materie prime

Il petrolio torna su, Brent +1% a 105 dollari il barile. La produzione russa di petrolio e gas condensato è scesa sotto i 10 milioni di barili al giorno (bpd) lunedì, il livello più basso dal luglio 2020. L’Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie) ieri ha detto che si aspetta che le perdite di produzione di petrolio russo siano state in media di 1,5 milioni di barili giorno ad aprile, con perdite che aumenteranno fino a quasi 3 milioni da maggio

Tra i titoli segnaliamo

JP Morgan -3,2%. La banca ha chiuso i primi tre mesi del 2022 con un utile per azione di 2,63 dollari, dieci centesimi sotto le aspettative. I ricavi sono scesi 5% anno su anno, a 31,6 miliardi di dollari. I dati del trimestre sono stati penalizzati dal rallentamento delle attivita’ economiche e dal calo dei ricavi da trading. Le spese totali, un dato che gli investitori monitorano attentamente, sono salite del 2% a 19,19 miliardi di dollari nel trimestre, sostanzialmente in linea con le aspettative. Il costo del credito si e' attestato a 1,5 miliardi di dollari. Nella divisione di consumer banking, i ricavi sono scesi del 2% a 12,22 miliardi e i profitti del 57% a 2,89 miliardi, mentre nel corporate e investment banking il giro d'affari e' sceso del 7% a 13,52 miliardi e l'utile del 26% a 4,38 miliardi. 

Delta Air Lines +7%. La compagnia aerea termina il trimestre con una perdita per azione meno pesante delle aspettative degli analisti. In marzo, i ricavi sono tornati ai livelli precedenti la pandemia.

Bed Bath&Beyond -7%. La catena di negozi per la casa ha chiuso in perdita il trimestre: 92 centesimi di dollaro per azione. Gli analisti si aspettavano un’utile di 3 centesimi di dollaro. La società ha detto che l’aumento dei prezzi non ha tenuto il passo dell’aumento dei costi, tra cui quelli di spedizione.

BlackRock. Il colosso del risparmio gestito batte il consensus degli analisti, con un risultato per azione di 9,52 dollari. In linea con le previsioni i ricavi. Colossali i numeri delle masse in gestione: 9.570 miliardi di dollari, erano 9.000 miliardi un anno prima.

PayPal -3%. Il Chief Financial Officer John Rainey è andato via, andrà ad occupare la stessa carica a Walmart.

Netflix. A seguito della decisione di chiudere il servizio in Russia, i suoi abbonati locali hanno lanciato una class action. I ricorrenti chiedono una compensazione di 60 milioni di rubli (726.000 dollari), secondo quanto riportato oggi dall'agenzia di stampa Ria. A marzo Netflix aveva annunciato la sospensione dei propri servizi in Russia e il blocco temporaneo di tutti i futuri progetti ed acquisizioni nel paese. Uno studio legale che rappresenta gli interessi degli abbonati di Netflix ha depositato una causa legale collettiva contro il servizio statunitense Netflix, presso la Corte distrettuale Khamovnicheskj di Mosca", ha riportato l'agenzia di stampa Ria.


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